Nel 2026 il betting calcistico italiano supera i 25 miliardi, tra crescita di online e mobile, nuove regole e innovazione. Ma l’assenza dal Mondiale, il gioco illegale e i rischi sociali pesano sul futuro
Il calcio resta il motore principale del betting italiano, ma il 2026 racconta un settore a due velocità: da un lato una raccolta che continua a macinare record e a produrre gettito per lo Stato, dall'altro un'espansione del gioco illegale e della ludopatia che preoccupa istituzioni e addetti ai lavori. Ecco i numeri aggiornati e le tendenze da conoscere.
Secondo il ReportCalcio 2025 della FIGC, realizzato con AREL e PwC Italia, la raccolta delle scommesse sul calcio ha ormai superato i 16,1 miliardi di euro, con una crescita di otto volte in diciannove anni, mentre il gettito erariale ha toccato i 401,6 milioni, un dato record dal 2006. Il calcio da solo continua a rappresentare la fetta più consistente del comparto: secondo alcune stime di settore, arriva a coprire oltre il 70% delle giocate sportive complessive.
Guardando al mercato totale delle scommesse sportive italiane, i dati oscillano a seconda della fonte e del perimetro considerato: nel 2025 le scommesse a quota fissa hanno raccolto 19,1 miliardi di euro, in calo del 3,2% rispetto al 2024, mentre altre rilevazioni collocano il dato 2025-2026 tra i 22 e i 25 miliardi, includendo canali e segmenti diversi. È un settore, in ogni caso, in cui la variabilità delle metodologie di calcolo rende difficile fissare un numero univoco, ma la direzione è chiara.
I primi mesi del 2026 confermano l'inerzia positiva: a marzo le scommesse a quota fissa hanno raggiunto circa 1,941 miliardi di euro, in crescita del 16,94% su base annua, con il solo betting online a quota 1,4 miliardi di raccolta. Se si allarga lo sguardo all'intero comparto del gioco pubblico, nel 2025 la raccolta complessiva ha superato i 165 miliardi di euro, con l'online oltre i 100 miliardi, segno che il digitale non è più un canale secondario ma il vero traino del settore.
Alcuni numeri chiave del comparto nel biennio 2025-2026:
La crescita a doppia cifra della raccolta online, il gettito fiscale record e l'espansione dei prodotti "Bet Builder" (le combo scommesse su più esiti della stessa partita) raccontano un mercato maturo, capace di attrarre investimenti tecnologici importanti, dall'intelligenza artificiale applicata al monitoraggio delle quote fino ai sistemi di tracciamento delle giocate.
Anche il 2026 dei Mondiali, pur senza l'Italia in campo, ha spinto verso l'alto le stime globali: secondo Sportradar il torneo statunitense-messicano-canadese dovrebbe generare un volume globale di scommesse pari a 158 miliardi di euro, circa 1,52 miliardi per ognuna delle 104 partite in programma, la cifra più alta di sempre per una rassegna iridata. Un effetto traino che, seppur indirettamente, alimenta anche l'ecosistema italiano degli operatori con licenza ADM.
Il rovescio della medaglia riguarda soprattutto il perimetro non regolamentato del mercato. Secondo il rapporto Ipsos-Luiss Business School, il gioco illegale costa alle casse dello Stato oltre un miliardo di euro l'anno, un fenomeno che negli ultimi anni si è intrecciato anche con casi giudiziari e mediatici legati a calciatori professionisti coinvolti in scommesse su piattaforme non autorizzate.
Non si tratta solo di mancato gettito fiscale. Diverse inchieste giornalistiche segnalano come attorno al settore delle scommesse si siano polarizzati gli interessi della criminalità organizzata, tra gestione storica del gioco illegale (ampliata dall'offerta online) e infiltrazione nel mercato legale, con conseguenze sociali gravi legate allo sfruttamento dei giocatori affetti da ludopatia.
Sul fronte del contrasto, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha intensificato l'attività repressiva, con l'oscuramento di oltre 9.300 domini illegali e una crescita del 37% nelle segnalazioni antiriciclaggio. Restano invece critici i dati sanitari e sociali legati al gioco patologico, un fenomeno che coinvolge centinaia di migliaia di persone nel Paese.
Un capitolo a parte riguarda il Mondiale nordamericano del 2026, il primo a 48 squadre della storia. La mancata qualificazione della Nazionale italiana ha un peso specifico sul mercato interno del betting: secondo alcune stime di settore, un torneo di questo tipo può generare in Italia tra 1,5 e 2 miliardi di euro di raccolta, ma l'assenza degli Azzurri potrebbe tradursi in una perdita compresa tra i 300 e i 600 milioni di euro, perché le partite della Nazionale attivano un pubblico molto più ampio del bacino abituale degli scommettitori.
A livello globale, invece, il quadro resta espansivo: H2 Gambling Capital stima per il torneo circa 60 miliardi di dollari di scommesse legali, in crescita del 71% rispetto alle previsioni del 2022, con l'Italia comunque indicata come uno dei mercati europei più rilevanti per il calcio, la cui assenza riduce il potenziale di crescita complessivo delle stime continentali.
I segnali raccolti fin qui delineano un mercato che continuerà probabilmente a crescere in volumi, trainato dal digitale, dai prodotti di scommessa live e dai Bet Builder, ma che dovrà fare i conti con due sfide strutturali: da un lato la pressione regolatoria e fiscale, con un margine medio dei bookmaker già sceso di alcuni punti percentuali negli ultimi anni per effetto della concorrenza e delle promozioni; dall'altro il contrasto al sommerso, che resta la vera priorità indicata anche dal Ministero dello Sport, impegnato a rafforzare gli strumenti contro la pubblicità di operatori non censiti in Italia e a potenziare le risorse dedicate alla prevenzione della ludopatia.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...