Secondo la Commissione Europea il dazio da 3 euro sui pacchi extra UE ha fatto crollare gli acquisti su Temu, AliExpress e Shein, che ora puntano su magazzini in Europa per restare competitivi
Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, ripresi e commentati da Euronews, il nuovo dazio UE di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE sta già producendo effetti molto concreti sulle abitudini di acquisto degli europei. A poche settimane dall'entrata in vigore della misura, i numeri raccontano un vero e proprio terremoto nel commercio digitale low cost, con conseguenze molto diverse a seconda della piattaforma coinvolta.
Si tratta di un cambiamento atteso da tempo dagli osservatori del settore, ma la rapidità con cui si sono manifestati i primi effetti ha comunque sorpreso analisti e operatori della logistica internazionale. Fino a pochi mesi fa, infatti, il flusso di piccoli pacchi provenienti dalla Cina sembrava destinato a crescere senza sosta, spinto da prezzi estremamente competitivi e da tempi di consegna sempre più rapidi.
Dal 1° luglio 2026 l'Unione Europea ha eliminato la storica esenzione doganale che fino a quel momento aveva permesso l'ingresso senza dazi di tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro. Al suo posto è stato introdotto un dazio fisso di 3 euro, applicato a ogni singola categoria merceologica presente all'interno del pacco.
L'impatto sulle vendite è stato immediato e differenziato. Secondo i dati riportati da Euronews, tra giugno e luglio 2026 Temu ha registrato un crollo dei volumi di vendita pari al 50%, la contrazione più marcata tra le grandi piattaforme di e-commerce cinesi attive in Europa. AliExpress ha subito un calo più contenuto ma comunque significativo, pari al 37%. Shein, invece, ha limitato i danni fermandosi a una flessione del 15%, sensibilmente inferiore rispetto ai suoi due principali concorrenti.
La differenza tra le tre piattaforme non è casuale, ma riflette scelte strategiche compiute con largo anticipo rispetto all'entrata in vigore del dazio. Shein aveva infatti già aperto, alla fine del 2025, un importante magazzino logistico in Polonia, un investimento che le ha permesso di spedire una parte consistente dei propri prodotti direttamente dal territorio europeo, aggirando in buona misura l'applicazione del dazio pensato specificamente per le spedizioni provenienti da Paesi extra UE.
Questa scelta si è rivelata decisiva proprio nel momento in cui la nuova normativa europea è entrata in vigore. Mentre Temu e AliExpress continuavano a gestire la stragrande maggioranza delle proprie spedizioni direttamente dalla Cina, esponendosi quindi in pieno al nuovo dazio, Shein poteva già contare su un canale alternativo capace di attutire l'impatto della misura sui prezzi finali percepiti dai consumatori.
Di fronte a questi numeri, la risposta delle altre piattaforme non si è fatta attendere. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, sia Temu sia AliExpress starebbero ora valutando seriamente di replicare la strategia adottata da Shein, puntando sull'apertura di propri hub logistici direttamente sul territorio dell'Unione Europea.
L'obiettivo di questa mossa è duplice. Da un lato, aggirare in modo strutturale il dazio sui piccoli pacchi extra UE, spostando parte della catena logistica all'interno dei confini comunitari. Dall'altro, restare competitivi sul mercato europeo senza dover necessariamente scaricare l'intero costo aggiuntivo sui consumatori finali, un'opzione che rischierebbe di allontanare ulteriormente gli utenti abituati a prezzi estremamente contenuti.
Aprire magazzini in Europa comporta però investimenti significativi in infrastrutture, personale e gestione doganale, elementi che nel breve periodo potrebbero comunque tradursi in un aumento dei prezzi medi dei prodotti venduti su queste piattaforme, anche una volta completata la transizione verso il nuovo modello logistico.
Per comprendere la portata della misura è utile guardare ai numeri complessivi forniti dalla Commissione Europea. Nel corso del 2025 sono entrati nel mercato unico europeo circa 5,9 miliardi di articoli di basso valore, un flusso equivalente a oltre 16 milioni di pacchi al giorno. Una crescita esplosiva, che secondo Bruxelles aveva reso non più rinviabile un intervento normativo mirato a riequilibrare il rapporto di forza tra i grandi marketplace extra UE e i commercianti europei, tenuti invece a rispettare regole doganali e fiscali ben più rigide.
Un ulteriore elemento sollevato dalle autorità comunitarie riguarda anche la sicurezza dei prodotti in circolazione. Da un'indagine condotta nel 2025 a livello europeo è emerso che oltre il 60% dei prodotti di basso valore sottoposti a controllo non rispettava pienamente i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria, un dato che ha ulteriormente rafforzato la posizione di chi sosteneva la necessità di una stretta sui piccoli pacchi extra UE.
Va precisato che il dazio da 3 euro introdotto a luglio 2026 non rappresenta un punto di arrivo definitivo, ma piuttosto una misura transitoria. Secondo quanto stabilito a livello europeo, il sistema attuale resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando dovrebbe essere sostituito da un meccanismo più articolato, basato su dazi differenziati per categoria di prodotto.
Questo passaggio dovrebbe coincidere con l'entrata a regime della nuova Autorità doganale europea, un organismo pensato per gestire in modo più efficiente e uniforme i controlli sulle importazioni provenienti da tutto il mondo, superando le attuali differenze applicative tra i vari Stati membri dell'Unione.
A questo scenario si aggiunge un ulteriore tassello previsto per il mese di novembre 2026, quando dovrebbe entrare in vigore anche una handling fee comunitaria, un contributo aggiuntivo pensato per coprire i costi amministrativi sostenuti dalle dogane europee nella gestione dei piccoli pacchi extra UE, secondo un meccanismo simile a quello già introdotto separatamente da alcuni Stati membri, tra cui l'Italia.
Per chi è abituato ad acquistare regolarmente su piattaforme come Temu, Shein e AliExpress, il quadro che emerge da questi dati suggerisce un cambiamento destinato a consolidarsi nel tempo, piuttosto che a rientrare rapidamente. Se da un lato l'apertura di magazzini europei da parte dei principali competitor potrebbe in futuro attenuare l'impatto diretto del dazio sui prezzi finali, dall'altro è improbabile un ritorno ai livelli di convenienza estrema che avevano caratterizzato il boom di queste piattaforme negli anni precedenti.
Il caso di Shein dimostra comunque che esistono margini concreti per adattarsi al nuovo contesto normativo senza subire passivamente il calo delle vendite registrato da Temu e AliExpress nelle prime settimane di applicazione della misura. Nei prossimi mesi sarà quindi decisivo osservare quanto rapidamente anche gli altri due colossi dell'e-commerce riusciranno a replicare questa strategia, in un mercato europeo che, dopo anni di crescita apparentemente inarrestabile, si trova ora a fare i conti con regole più stringenti pensate per riequilibrare la concorrenza con le imprese del territorio.
Resta inoltre da capire quale sarà la reazione dei consumatori europei di fronte a un possibile aumento strutturale dei prezzi, anche qualora le piattaforme dovessero riuscire a compensare parte dei costi doganali attraverso l'apertura di magazzini locali. È probabile che, almeno in una fase iniziale, una quota di utenti scelga di ridurre la frequenza degli acquisti o di orientarsi verso ordini di importo più elevato, per ammortizzare meglio l'incidenza del dazio fisso su ogni singola spedizione. Solo con il consolidarsi della nuova rete logistica europea si potrà valutare se il modello di business del commercio digitale low cost riuscirà a mantenersi sostanzialmente invariato, oppure se la stagione dei prezzi record vissuta negli ultimi anni sia ormai definitivamente alle spalle.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...