Nuove regole per rimborsi di cene, pranzi, taxi, alloggio e trasporti ridefiniscono diritti e doveri dei dipendenti: obbligo di tracciabilità, modalità di rimborso, esenzioni fiscali, gestione documentale.
Nuove normative entrate in vigore dal 2026 limitano l'uso del contante per le spese di rappresentanza, pasti fuori sede, spostamenti in taxi, pernottamenti e utilizzo di altri mezzi di trasporto. La riforma nasce dall'esigenza di rendere più trasparenti e verificabili i rimborsi, monitorando il flusso di denaro e riducendo le aree d'incertezza interpretativa per aziende e lavoratori.
Al centro delle istruzioni vi è l'obbligo di tracciabilità dei pagamenti e una netta distinzione tra i servizi rimborsabili, sia sotto il profilo fiscale sia documentale. Queste innovazioni incidono sulla gestione delle note spese, sulla deducibilità dei costi e sul calcolo delle somme imponibili o esenti in busta paga.
Con le nuove disposizioni, spese come pranzi, cene di lavoro, soggiorni in hotel e viaggi in taxi devono essere pagate usando strumenti tracciabili per consentire il rimborso esente da imposizione fiscale. Nello specifico, l'esenzione è condizionata dalla possibilità di identificare il soggetto che sostiene il pagamento e quello che lo riceve, ad esempio tramite:
Ove la specifica non sia presente, il lavoratore deve allegare ulteriore prova, come estratto conto bancario o ricevuta digitale, oscurando eventualmente le voci non attinenti per tutelare la privacy. Rimane prioritario, inoltre, scegliere sempre metodi elettronici laddove disponibili, in quanto il contante rappresenta un rischio di indeducibilità per l'azienda e di maggiore tassazione per il dipendente.
Una delle novità riguarda i rimborsi delle corse in taxi o servizi NCC (noleggio con conducente). L deducibilità e l'esenzione fiscale sono subordinate all'avvenuto pagamento con modalità tracciabile, senza eccezioni. Vale quindi quanto segue:
Rispetto al passato, questo introduce una maggiore responsabilità personale per il lavoratore, che deve assicurarsi preventivamente di poter pagare elettronicamente ed ottenere la relativa ricevuta, pena la tassazione della somma ricevuta. Le aziende, invece, sono chiamate ad aggiornare le proprie regole interne per rendere la procedura chiara, uniforme e facilmente monitorabile.
Il legislatore ha previsto alcune eccezioni importanti alla rigida tracciabilità. Nello specifico, i biglietti di mezzi pubblici di linea come treni, autobus, metropolitane, aerei e navi possono essere ancora acquistati in contanti, purché sia comunque attestata l'effettività della spesa sostenuta in funzione della trasferta. La ricezione del biglietto con data, percorso e importo è sufficiente ai fini della documentazione.
Un'ulteriore eccezione riguarda l'indennità chilometrica riconosciuta al dipendente che utilizza il proprio veicolo per motivi lavorativi. Queste somme sono escluse dall'obbligo di tracciabilità, essendo calcolate sulla base delle tabelle ACI e riconoscendo costi di percorrenza, usura e manutenzione. La disciplina oggi si applica sia alle trasferte fuori sede sia agli spostamenti interni al comune, a condizione che siano giustificati e che sia dimostrato il collegamento funzionale all'attività lavorativa.
I rimborsi aggiuntivi (parcheggi, pedaggi autostradali) restano detassati se accompagnati da idonea prova di pagamento e dall'identificazione del mezzo impiegato. La precisione nella raccolta di queste informazioni tutela sia il lavoratore sia l'azienda in sede di possibili controlli futuri.
I rimborsi spese, anche per le auto, possono seguire tre differenti modalità, ciascuna con conseguenze fiscali diverse:
Le spese sostenute per pasti e pernottamenti rappresentano voci monitorate dall'Amministrazione finanziaria. L'applicazione dell'esenzione fiscale è ora subordinata a requisiti stringenti. In primo luogo, il pagamento deve avvenire, ove richiesto con strumenti tracciabili. In secondo luogo, le spese devono essere documentate. La documentazione comprende:
Best practice raccomandate prevedono la predisposizione di policy aziendali chiare sulla rendicontazione, modelli standardizzati di nota spese e formazione periodica ai dipendenti per evitare errori e contestazioni. Ciò ottimizza la gestione interna e rafforza la posizione aziendale in sede di controlli.
Tutte le spese che si intendono rimborsare devono essere supportate da ricevute, fatture o scontrini in originale o in formato elettronico. È determinante che la documentazione riporti chiaramente i dati identificativi del prestatore, la data, la tipologia della prestazione e soprattutto la modalità di pagamento adottata.
Le linee guida prevedono che, dove possibile, venga indicata esplicitamente la dicitura pagamento elettronico sui documenti di spesa; ciò evita la necessità di allegare altri giustificativi. In caso di anomalie o perdita dei documenti, è ammesso l'utilizzo dell'estratto conto bancario/fondi elettronici oscurando tutte le voci non pertinenti, garantendo al tempo stesso privacy ed efficacia probatoria.
La conservazione deve essere attuata per tutto il periodo previsto per eventuali controlli fiscali, adottando sistemi che ne consentano la facile reperibilità e presentazione. La tracciabilità del percorso amministrativo delle note spese è ora elemento da valutare con attenzione nel disegno dei processi aziendali.
L'entrata in vigore delle nuove norme richiede un aggiornamento delle procedure operative interne. Le imprese sono chiamate a revisionare le policy sulle trasferte, ad aggiornare i modelli di nota spese e a formare il personale su obblighi e modalità consentite. È essenziale stabilire: