Il 28 settembre 2026 l'assemblea nazionale unitaria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ha approvato la piattaforma per il rinnovo del contratto del terziario e commercio 2027: le richieste presentate tra 220 euro di aumento, tetto alle domeniche, stop al part time involontario e più welfare. Tutte le richieste dei sindacati.
Si apre ufficialmente la stagione del rinnovo del CCNL terziario e commercio 2027, una delle trattative più rilevanti dell'intero panorama sindacale italiano. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno approvato la piattaforma unitaria che darà il via al confronto con le associazioni datoriali. Sul tavolo ci sono stipendi, orari, part time, welfare e nuove tecnologie, con una richiesta economica che fa già discutere: 220 euro al mese a regime.
Il negoziato riguarda una platea enorme, circa tre milioni di lavoratori tra commercio, distribuzione e servizi. Per questo la partita non interessa solo chi lavora dietro un banco o una cassa, ma anche migliaia di imprese che dovranno misurarsi con costi, organizzazione e competitività.
I contratti coinvolti sono tre: il CCNL Terziario e Commercio, quello della Distribuzione Moderna Organizzata e quello della Distribuzione Cooperativa. Tutti scadono il 31 marzo 2027 e, complessivamente, coprono la più ampia platea del lavoro privato in Italia.
La piattaforma è stata approvata a Roma, all'Auditorium della Conciliazione, da circa 1.500 delegati. Il via libera è arrivato al termine di una consultazione molto estesa, con oltre 4.000 assemblee nei luoghi di lavoro. È un passaggio non formale: i sindacati vogliono presentarsi al tavolo con un mandato ampio e un documento condiviso dai lavoratori.
Il testo sarà inviato a Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione, oltre che alle associazioni cooperative Ancc Coop, Confcooperative Consumo e Utenza e Agci. La strategia è chiara: partire con largo anticipo per arrivare a un accordo entro la scadenza contrattuale, senza ripetere i lunghi ritardi che hanno caratterizzato i rinnovi precedenti e che hanno lasciato i lavoratori per mesi senza adeguamenti.
Il cuore della piattaforma è economico. Le sigle chiedono un aumento di 220 euro al mese a regime, cioè a conclusione del percorso di incrementi che verrà definito nel contratto. L'obiettivo dichiarato è recuperare e accrescere il potere d'acquisto, eroso da anni di inflazione e da salari che nel settore restano tra i più contenuti. Nel dibattito sindacale viene richiamata una perdita di potere d'acquisto pari al 10,8% negli ultimi quindici anni.
Alla voce tabellare si affianca la richiesta di rafforzare gli scatti di anzianità, aumentandone sia il numero sia l'importo. Il ragionamento è che in un settore dove la permanenza in azienda si allunga, l'esperienza maturata va riconosciuta con maggiore concretezza in busta paga.
Per le imprese, soprattutto le più piccole, la cifra rappresenta un banco di prova. Un incremento di questa entità, moltiplicato per milioni di addetti, pesa in modo significativo sul costo del lavoro. Sarà quindi centrale capire come si articolerà l'eventuale aumento nel tempo e quali strumenti, dalla detassazione al welfare, potranno alleggerirne l'impatto.
Sul fronte degli orari la piattaforma tocca uno dei temi più sentiti nel commercio: il lavoro nei giorni non ordinari. I sindacati chiedono maggiorazioni più elevate per il lavoro domenicale, festivo e notturno. Per il notturno, in particolare, l'obiettivo indicato è portare la maggiorazione al 30%.
Accanto al tema economico c'è quello della qualità della vita. Si chiede un limite massimo alle domeniche lavorate e il rispetto effettivo della volontarietà, con tutele rafforzate per chi ha responsabilità di cura, come genitori e caregiver. Nella grande distribuzione le aperture festive sono ormai la norma e molti addetti lamentano turni difficili da conciliare con la vita familiare. La richiesta punta a rendere esigibile ciò che oggi, in molti casi, resta sulla carta.
Su questo capitolo il confronto con le imprese si preannuncia serrato. Le aziende difendono la flessibilità come leva di competitività, in un mercato dove l'apertura domenicale è un fattore commerciale rilevante. La sfida sarà trovare un equilibrio tra esigenze di servizio e diritto al riposo.
Se c'è un tema che racconta la fragilità del settore, è il part time involontario. Molti lavoratori accettano orari ridotti non per scelta, ma perché è l'unica opzione disponibile, con retribuzioni mensili che di conseguenza restano basse.
Le richieste sindacali in materia sono articolate:
La piattaforma affronta anche la precarietà contrattuale. I sindacati chiedono di stabilizzare i lavoratori a tempo determinato e in somministrazione, riducendo il divario tra chi entra nel settore con rapporti fragili e chi gode di un impiego più solido. In un comparto caratterizzato da forte stagionalità e turnover, la richiesta punta a favorire percorsi di continuità e a evitare che la flessibilità si trasformi in instabilità permanente.
Una delle novità più interessanti riguarda la revisione degli inquadramenti. Commercio, distribuzione e servizi cambiano rapidamente sotto la spinta di digitalizzazione, automazione e nuove piattaforme. Le classificazioni contrattuali, secondo i sindacati, vanno aggiornate per riflettere mansioni e competenze che oggi sono molto diverse rispetto al passato.
In questo quadro entra nel negoziato anche l'intelligenza artificiale. La posizione delle sigle è che l'innovazione debba essere governata dalla contrattazione: la tecnologia non deve tradursi in meno occupazione o in carichi di lavoro più pesanti, ma in un miglioramento della qualità del lavoro. Tra i temi collegati ci sono la gestione algoritmica dei turni, il controllo delle prestazioni e la trasformazione delle mansioni. È la prima volta che un rinnovo di questa portata mette in modo così esplicito l'IA tra le priorità.
Il capitolo welfare è ampio. Si chiede di rafforzare il welfare contrattuale, l'assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare, strumenti che nel terziario hanno già una diffusione importante e che i sindacati vogliono potenziare.
A questi si aggiungono richieste su:
Dopo l'invio della piattaforma si aprirà la fase del confronto con le controparti datoriali. Le prime settimane serviranno a fissare il calendario degli incontri e a misurare la distanza sulle priorità. È prevedibile che le associazioni delle imprese chiedano di legare gli aumenti a produttività, sostenibilità dei costi e flessibilità organizzativa, mentre i sindacati insisteranno sul recupero salariale e sulla riduzione della precarietà.
Restano aperte alcune domande che animeranno il dibattito nei prossimi mesi:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...