Dopo la pausa estiva, sindacati e associazioni datoriali tornano al tavolo per proseguire trattative che, in alcuni casi, vanno avanti da oltre un anno. Il tema dei rinnovi CCNL resta caldo per milioni di lavoratori italiani, tra richieste di adeguamento salariale ma non solo.
Il mese di settembre 2026 si apre con un calendario fitto di appuntamenti per la contrattazione collettiva nazionale. Dopo la pausa estiva, sindacati e associazioni datoriali tornano al tavolo per proseguire trattative che, in alcuni casi, vanno avanti da oltre un anno. Il tema dei rinnovi CCNL resta caldo per milioni di lavoratori italiani, tra richieste di adeguamento salariale, nuove regole su welfare, formazione e intelligenza artificiale, e un contesto normativo che si sta muovendo per limitare i tempi di attesa dei rinnovi stessi.
Secondo i dati Istat più recenti, alla fine di marzo 2026 risultavano ancora 29 i contratti collettivi nazionali in attesa di rinnovo, con un tempo medio di vacanza contrattuale pari a 14,9 mesi. Un dato che il Governo ha provato ad affrontare con il decreto legge 62/2026, che introduce un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni quando un CCNL non viene rinnovato entro 12 mesi dalla scadenza naturale, così da tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori anche in caso di stallo prolungato delle trattative.
Settembre rappresenta tradizionalmente il mese della ripartenza per la contrattazione collettiva. Dopo la sospensione estiva degli incontri, si torna ai tavoli negoziali che riguardano comparti strategici dell'economia italiana: dal credito alla sanità, dal terziario ai servizi socio assistenziali, fino al comparto dei metalmeccanici delle piccole e medie imprese.
Molti dei rinnovi già chiusi nella prima metà del 2026, come quello del commercio Federterziario, del commercio Conflavoro e della metalmeccanica Confimi, offrono ora un termine di paragone per i contratti ancora aperti, sia in termini di percentuali di aumento sia di nuovi istituti normativi introdotti, come le clausole sull'intelligenza artificiale generativa nei luoghi di lavoro.
Uno dei dossier più attesi è quello del CCNL Bancari ABI, scaduto ormai da tempo e ancora privo di un accordo di rinnovo. Le parti hanno concordato una proroga della sospensione dei termini che, dal 31 luglio, è slittata al 31 dicembre 2026. Il confronto tra Abi e sindacati dovrebbe riprendere proprio a partire da fine settembre, dopo che i lavoratori hanno approvato la piattaforma sindacale con un'adesione quasi plebiscitaria, pari al 99,8%. Tra i punti principali della richiesta sindacale figura un aumento economico complessivo stimato in 518 euro lordi mensili per la figura media di riferimento, calcolato tenendo conto delle dinamiche inflattive del triennio 2026-2028.
Un passaggio importante riguarda il CCNL Sanità pubblica 2025-2027, per il quale è stata sottoscritta una preintesa che prevede aumenti salariali superiori all'inflazione, per un incremento complessivo stimato intorno ai 356 euro mensili. Proprio a settembre la parola passerà alle assemblee dei lavoratori, chiamati a valutare l'accordo raggiunto prima della firma definitiva. Si tratta di un rinnovo seguito con attenzione da centinaia di migliaia di dipendenti del Servizio sanitario nazionale, dopo mesi di pressing sindacale per accelerare i tempi della trattativa.
Per il comparto della cooperazione sociale, che riguarda i lavoratori impegnati nei servizi socio sanitari, socio assistenziali ed educativi, la trattativa per il CCNL 2026-2028 è ripartita ufficialmente a luglio con il primo incontro plenario. Il prossimo appuntamento, in programma l'8 settembre, sarà decisivo per capire l'effettiva direzione del negoziato: al momento non esiste ancora un'ipotesi di aumento retributivo definita, e le parti dovranno trovare un equilibrio tra richieste salariali, valorizzazione delle competenze professionali e sostenibilità economica dei servizi.
Capitolo a parte merita il CCNL Giornalisti, fermo dal lontano 2016. Dopo un lunghissimo periodo di blocco, le trattative sono finalmente riprese, con l'obiettivo di aggiornare condizioni economiche e normative rimaste sostanzialmente invariate per quasi un decennio. Il settore dell'editoria attende con particolare interesse gli sviluppi di questo tavolo, anche alla luce dei profondi cambiamenti che l'intelligenza artificiale sta portando nel mondo dell'informazione.
Anche nel comparto della sanità privata e delle RSA le sigle sindacali hanno sollecitato un'accelerazione dei tavoli negoziali, lamentando ritardi nell'apertura di un confronto strutturato e ribadendo la necessità di risorse fresche per adeguare condizioni economiche e normative dei lavoratori del settore, spesso rimaste indietro rispetto ad altri comparti pubblici e privati.
Il tavolo delle trattative per il rinnovo del Ccnl Vigilanza Privata si riunirà nuovamente in seduta plenaria lunedì 14 settembre 2026 alle 14, con l'obiettivo di continuare a lavorare verso soluzioni che possano migliorare la vita lavorativa degli operatori di vigilanza in Italia. Il settore della vigilanza privata in Italia rappresenta un comparto economico strategico con un fatturato in crescita superiore ai 4 miliardi di euro. È fondamentale che le istituzioni e i datori di lavoro collaborino per migliorare le condizioni lavorative, garantendo un ambiente di lavoro più equo e sostenibile per tutti. Riconoscimento e difesa dei diritti fondamentali dei lavoratori della vigilanza privata sono indispensabili per il miglioramento delle loro condizioni di vita.
Accanto ai singoli rinnovi, un elemento di novità strutturale riguarda proprio il decreto legge 62/2026, che introduce per la prima volta un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni collegato agli indici IPCA quando un contratto resta scaduto per oltre 12 mesi. Una misura pensata per evitare che lo stallo negoziale si traduca in una perdita di potere d'acquisto per i lavoratori, ma che al tempo stesso introduce per le imprese un elemento di incertezza sul costo del lavoro, da monitorare attentamente in fase di programmazione dei budget del personale. Restano ancora da chiarire gli effetti pratici della norma sui settori a forte stagionalità, dove il collegamento tra retribuzioni e indicatori economici settoriali non è sempre immediato.
Il mese di settembre 2026 si preannuncia come uno snodo importante per diversi comparti economici. Tra assemblee dei lavoratori, incontri tematici e riprese ufficiali dei negoziati, i prossimi trenta giorni potrebbero portare a nuove firme di accordi, in particolare per la sanità pubblica, oppure a un'ulteriore fase di confronto senza esiti immediati, come appare più probabile per il settore bancario e per quello dei metalmeccanici legati ai servizi energetici.
Per imprese, uffici paghe e lavoratori, il consiglio resta lo stesso: monitorare con attenzione lo stato di avanzamento di ciascuna trattativa, anche alla luce delle nuove regole sull'adeguamento automatico delle retribuzioni, che rendono ancora più rilevante la tempestività dei rinnovi contrattuali.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...