Torino affronta la crisi di Stellantis ripensando la propria economia. Dallautomotive ai nuovi settori trainanti, tra innovazione, servizi e sostenibilit, il tessuto industriale cittadino si riorganizza e guarda al futuro.
La città subalpina è spesso al centro di narrazioni che esaltano la sua vocazione industriale e la precisione delle sue maestranze, storicamente orgogliose di quell’abilità che Luciana Castellina e Giorgio Bocca sintetizzavano nel saper «fare i baffi alle mosche con la lima». Tuttavia, la profonda trasformazione del tessuto economico locale si avverte immediatamente passeggiando nei quartieri storici: un tempo cuore pulsante della manifattura e oggi terreno di un intenso processo di riconversione. Le grandi dinastie industriali hanno ridimensionato il proprio peso e simboli come la stampa, epicentro della vita culturale e civile, sono passati di mano, riflesso dei cambiamenti strutturali in atto.
Torino vive un passaggio epocale: la crisi dell’automotive, con il drastico calo della produzione di veicoli, segna la fine di un ciclo. Tuttavia l’identità produttiva non si è dissolta, ma si è ridefinita come motore di resilienza e, a tratti, di rinascita. Oggi, Torino non è soltanto la città della Fiat: è un ecosistema in cui innovazione tecnologica, servizi avanzati e reti di piccole e medie imprese creano nuove traiettorie di crescita. Questo passaggio, sebbene ancora segnato da molte criticità economiche, ha permesso l’emergere di settori in grado di ridefinire la struttura occupazionale e produttiva dell’area urbana.
Negli anni recenti, la manifattura torinese ha subito pesanti contraccolpi dovuti alla contrazione del comparto automobilistico, storico traino della crescita regionale. La produzione di autovetture ha raggiunto minimi storici, generando effetti negativi su tutta la filiera industriale, compresa la componentistica. La riduzione della domanda e le complessità geopolitiche, come i nuovi dazi statunitensi, hanno ulteriormente frenato l’export, penalizzando le aziende più orientate ai mercati internazionali.
In questo contesto fragile, alcuni settori hanno dimostrato dinamismo e capacità di adattamento:
L’esigenza di affrontare il nodo della produttività, collegata a capitale umano e innovazione, resta centrale: l’attrazione di investimenti, il rafforzamento delle reti di impresa, la digitalizzazione e la formazione sono strumenti chiave per sostenere la ripresa e la competitività di Torino sul medio-lungo periodo.
Il comparto terziario torinese rappresenta oggi il vero pilastro della crescita occupazionale, con un’evoluzione marcata verso servizi ad alto contenuto tecnologico e professionale. Quasi il 61% del valore aggiunto regionale è generato da attività del settore, che occupano oltre 770mila addetti secondo i dati più aggiornati. La presenza di una fitta rete di imprese, supportata da organismi come Confcommercio Piemonte e da una forte rappresentanza sindacale e associativa, garantisce la resilienza del commercio, del turismo, della logistica e delle attività culturali.
Le imprese di servizi avanzati offrono oggi:
Le PMI innovative torinesi sono protagoniste di processi di digitalizzazione, automazione e internazionalizzazione: molte si caratterizzano per la flessibilità produttiva e la capacità di sviluppare brevetti e soluzioni tailor made, spesso emerse da percorsi di spin off universitari o programmi di accelerazione come I3P e Takeoff. Nella nuova economia della conoscenza, il dinamismo delle PMI e il rafforzamento dei servizi avanzati si rivelano strategie vincenti per la riqualificazione del tessuto produttivo e il mantenimento dell’identità industriale cittadina.
Il distretto torinese delle macchine utensili rappresenta una nicchia manifatturiera di assoluta eccellenza nel panorama italiano ed europeo. Secondo UCIMU, la provincia di Torino genera il 14% del valore della produzione e il 15% dell’export nazionale nel comparto, posizionandosi tra i poli strategici per la crescita del Paese. In anni difficili per la meccanica tradizionale, l’innovazione si è affermata quale leva competitiva, trascinando il territorio anche attraverso la completa emancipazione dalla dipendenza storica da Fiat.
Tre imprese esemplari riflettono l’evoluzione recente:
La sfida per il futuro resta legata alla transizione digitale e all’impatto dell’intelligenza artificiale: la combinazione di robotica collaborativa e connessioni digitali può accelerare la crescita e ridurre la dipendenza da mercati globali incerti, rafforzando la posizione di Torino nell’élite industriale europea.
Il settore aerospaziale rappresenta oggi una delle punte più avanzate della riconversione industriale torinese. In Piemonte, questa filiera conta oltre 450 PMI, start up e grandi player che generano un fatturato superiore agli 8 miliardi di euro, con oltre 35.000 addetti coinvolti tra manifattura, ricerca e formazione tecnica.
Attori chiave come Leonardo, Thales Alenia Space, Avio Aero e il Distretto Aerospaziale Piemontese (DAP) sviluppano soluzioni nei campi della produzione aeronautica, dello spazio, della difesa e della meccatronica avanzata:
La crescita del segmento aerospaziale pone nuove opportunità in termini occupazionali, innovativi e di sviluppo delle competenze, ma anche criticità legate alle dinamiche globali e alla necessità di investimenti pubblici e privati continuativi.
Il percorso torinese verso modelli economici sostenibili si intensifica attraverso iniziative locali e nazionali legate a economia circolare, governance ESG (Environmental, Social, Governance) e innovazione sociale. Il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale 2030 e la partecipazione ai bandi europei promuovono la diffusione di un nuovo paradigma produttivo in cui obiettivi di sviluppo e coesione sociale sono intrecciati.
Recenti programmi pubblici e privati hanno messo a disposizione contributi, come il bando “Cultura e Imprenditorialità incardinate nell’economia circolare”, destinati a PMI e soggetti del terzo settore intenzionati a sviluppare progetti di innovazione circolare e riduzione dell’impatto ambientale.
L’impegno delle imprese verso la sostenibilità si articola in diversi ambiti: