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Ritira una banconota da un bancomat e trova sopra un adesivo: come ci è finito sopra e il valore di 325mila euro

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
Ritira una banconota da un bancomat e trova sopra un adesivo: come ci è finito sopra e il valore di 325mila euro

Un prelievo allo sportello, una banconota che sembra normale e un dettaglio fuori posto che nessuno aveva notato. Una storia di errori, aste e collezionisti che spiega come nasce un pezzo da record.

Succede di rado di guardare con attenzione una banconota appena uscita dallo sportello. Eppure, tra il 2003 e il 2004, uno studente universitario dell’Ohio lo fece, e si accorse che su un biglietto da 20 dollari c’era qualcosa che non doveva esserci: un adesivo di una banana Del Monte. Quel pezzo di carta, che vale 20 dollari, è stato venduto all’asta nel gennaio 2021 per 396.000 dollari, il prezzo più alto mai pagato per una banconota con un errore di stampa. Ecco come è stata trovata, come può essere finito un adesivo sotto l’inchiostro e cosa ci insegna questa storia.

Dove e quando è stato fatto il prelievo

Il biglietto è una banconota da 20 dollari della serie 1996. Secondo le ricostruzioni, a trovarla fu uno studente universitario dell’Ohio, che la ricevette insieme al resto di un prelievo da uno sportello bancomat. La banconota era in condizioni praticamente perfette, come appena stampata: il che è già insolito per un pezzo uscito dal circuito dei contanti.

Sull’anno della scoperta le fonti non coincidono: alcune indicano l’estate del 2003, altre il 2004. Concordano invece sul fatto che lo studente decise di venderla su eBay, dove la offrì a 10.000 dollari e dove, secondo una ricostruzione, fu venduta per circa 10.100 dollari. Il 6 gennaio 2006 la banconota passò per la prima volta da una casa d’aste, Heritage Auctions a Dallas, che la batté per 25.300 dollari. Quindi, in pochi anni, un biglietto da 20 dollari era già arrivato a valere più di 1.200 volte il suo valore nominale. Il nome dello studente non è mai stato reso noto e non si conosce l’identità degli acquirenti successivi.

Come ci è finito l’adesivo: dentro il processo di stampa

La domanda più interessante è come sia possibile che un adesivo di frutta si trovi dentro una banconota. La risposta è nel modo in cui vengono stampati i dollari. La banconota fu prodotta nello stabilimento del Bureau of Engraving and Printing di Fort Worth, in Texas. I fogli, da 32 banconote ciascuno, passano attraverso tre fasi di stampa. Secondo la ricostruzione della società che ha certificato il pezzo, l’adesivo si è attaccato al foglio dopo la seconda fase e ha poi raccolto l’inchiostro della terza: per questo parte del sigillo del Tesoro e il numero di serie compaiono sopra l’adesivo, a conferma che l’errore è autentico e non un’aggiunta fatta in seguito.

Nel linguaggio dei collezionisti si chiama «retained obstruction», cioè un’ostruzione che resta sul foglio. Il fenomeno è noto: in altri casi un oggetto estraneo si è infilato tra i passaggi della stampa, come un cerotto, pezzi di carta, nastro adesivo o trucioli di legno. Nella maggior parte dei casi, però, l’oggetto non resta sul biglietto. Un esemplare che porta ancora con sé l’ostruzione è molto più raro, e per questo raggiunge un sovrapprezzo sostanziale.

Resta un mistero: perché ci fosse un adesivo in un reparto di stampa non è mai stato chiarito. Gli esperti di Heritage Auctions hanno detto che non si può sapere se sia stato applicato per testare gli standard di stampa o per lo scherzo di un operaio. Nessuna delle due ipotesi è stata confermata.

L’asta del 22 gennaio 2021

La banconota è tornata sul mercato nel gennaio 2021, dopo essere stata certificata dalla Paper Money Guaranty (PMG) con il grado 64 Choice Uncirculated EPQ e la dicitura «Obstructed Printing Error with Retained Obstruction». La certificazione, secondo l’asta, ha rassicurato i collezionisti sull’autenticità. La stima prima dell’asta era di 25.000-50.000 dollari.

Venerdì 22 gennaio 2021, nell’asta di valuta rara di Heritage Auctions, le offerte raggiunsero i 210.000 dollari prima ancora dell’inizio. A fine vendita il prezzo, comprensivo del premio dell’acquirente, è stato di 396.000 dollari. A vincere è stato un partecipante della piattaforma live, che ha battuto un offerente al telefono e altri due online. Per capire la proporzione, 396.000 dollari sono quasi 20.000 volte il valore nominale di 20 dollari (19.800, per la precisione).

I numeri raccontano bene lo scarto. La stima iniziale, tra 25.000 e 50.000 dollari, è stata superata di 8-16 volte. Rispetto al 2006, quando la stessa banconota era stata battuta a 25.300 dollari, il prezzo è cresciuto di circa 15,7 volte in quindici anni (calcolo nostro). Sono cifre che dipendono anche dalla certificazione ottenuta nel 2020 e dal fatto che un acquirente fosse disposto a superare altri tre offerenti in diretta.

Era la terza volta che il biglietto passava da un’asta pubblica dalla scoperta. Il responsabile della sezione banconote della casa d’aste lo ha definito, secondo le cronache, forse la più famosa tra le banconote americane con errore.

Un record dopo l’altro

Il prezzo stabilisce un record mondiale per una banconota con errore e il biglietto compare nel libro dei primati Guinness come la banconota con errore più costosa. È anche il prezzo più alto mai raggiunto da una banconota americana di formato piccolo: ha superato la 10.000 dollari del 1934 di Kansas City, venduta per 384.000 dollari nel settembre 2020. Nella stessa asta, altri pezzi rari hanno raggiunto cifre più basse: una 10.000 dollari del 1934 di Chicago è stata battuta a 234.000 dollari, una di New York a 168.000 e una 5.000 dollari del 1934 di Chicago a 144.000. Per chi segue il mercato delle banconote, il Del Monte è rimasto di gran lunga il lotto più pagato della vendita.

Il valore di 396.000 dollari, al cambio del tempo, corrispondeva a circa 312.700 sterline secondo il libro dei record, e a circa 325.000 euro secondo una stima nostra con un cambio di circa 1,22 dollari per euro

Cosa ci insegna: guardare il contante

Il presidente della società di certificazione ha detto che la scoperta è un esempio della «rara casualità» che ricorda di controllare ogni tanto il denaro che si ha in mano. Ma è anche un caso eccezionale: un errore raro, un adesivo ancora attaccato, una banconota conservata come nuova e la certificazione di una società specializzata.

Non vuol dire che qualsiasi banconota strana valga una fortuna. Per un’eventuale vendita conta la certificazione di un esperto, perché senza di essa è difficile dimostrare che un’anomalia sia un errore di fabbrica e non un danno fatto dopo. Come regola di buon senso, chi trova qualcosa di insolito farebbe bene a non pulire, staccare o modificare nulla prima di averlo fatto valutare. Ricordare che l’adesivo qui era sotto l’inchiostro dell’ultima fase di stampa è il tipo di dettaglio che permette di distinguere un pezzo autentico da una manipolazione.

La storia, in fondo, ha una morale semplice: il valore di questo biglietto non sta nella carta, che vale 20 dollari, ma in un errore che si è conservato per caso, in un adesivo di banana rimasto sotto l’inchiostro e in una vicenda che ha convinto i collezionisti.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...