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Robot antropomorfi dall'addetto pulizie all'infermiere fino all'animatore: i nuovi modelli italiani

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di Marcello Tansini pubblicato il

Dalla fantascienza alle corsie degli ospedali e alle case di riposo: i robot antropomorfi stanno cambiando il presente italiano tra innovazione, nuove applicazioni, sfide etiche.

Dai saloni dell'alta tecnologia fino ai tavoli delle discussioni pubbliche, la presenza di queste macchine suscita curiosità, entusiasmo e qualche timore: saranno alleati per alleggerire il lavoro e migliorare la qualità della vita, o rivali che rischiano di prenderne il posto?

Interpretando e rispondendo alle esigenze pratiche del vivere odierno, questi nuovi automi vanno ben oltre il semplice aspetto umano. Grazie all'avanzata integrazione tra robotica e intelligenza artificiale, sono oggi capaci di apprendere dall'esperienza, adattarsi alle situazioni e persino interagire con garbo ed empatia con l'utenza.

Le promesse che accompagnano la loro diffusione sono molteplici: maggiore sicurezza nei compiti pericolosi, supporto nelle mansioni ripetitive, assistenza a chi è più fragile, spinta innovativa per i settori produttivi e i servizi. Ma, accanto alle potenzialità, emergono questioni di responsabilità, sicurezza dei dati e nuova cultura del lavoro che coinvolgono famiglie, ospedali, fabbriche e scuole.

Diffusione globale e numeri attuali dei robot umanoidi

Negli ultimi anni l'idea del robot ispirato all'essere umano, da sempre centrale nei racconti di fantascienza, ha iniziato a materializzarsi. Tuttavia, i dati ufficiali mostrano una penetrazione ancora ridotta: nel 2025 sono stati attivati circa 16.000 esemplari di robot umanoidi (o androidi), di cui oltre l'80% in Cina. Nel frattempo la media annuale delle installazioni di robot per automazione industriale si mantiene stabile attorno a 500.000 unità, dimostrando come la presenza antropomorfa rimanga al momento una nicchia rispetto al totale delle soluzioni automatizzate.

Il mercato asiatico, sostenuto da incentivi e filiera industriale molto competitiva, ha saputo favorire una rapida normalizzazione dell'impiego di questi robot in magazzini, ospedali e scenari urbani dove la pressione demografica, i bisogni della comunità anziana e la richiesta di efficienza spingono verso l'automazione. Ben diversa la situazione in Europa o negli Stati Uniti, dove il loro impiego resta più limitato a specifici settori e casi di studio. Secondo stime di Barclays, la dimensione globale del mercato per la robotica umanoide si aggira già sui 2,5 miliardi di dollari, con previsioni di crescita che potrebbero portarlo a sfiorare i 200 miliardi nel 2035.

Dietro questi numeri si cela una trasformazione culturale: la concezione del robot come oggetto da laboratorio sta lasciando il passo a un'idea di macchina compagna, assistente e collaboratrice, perfettamente integrata negli ambienti quotidiani e in grado di fornire servizi personalizzati. Questa evoluzione, guidata dall'accelerazione dell'intelligenza artificiale fisica (Physical AI), promette una progressiva ibridazione tra capacità umane e potenza computazionale.

Il mercato dei robot antropomorfi: tra Cina, Europa e Italia

Cina e Stati Uniti sono i catalizzatori principali della domanda e dell'innovazione in campo robotico. La Cina non solo è leader nella produzione ma anche nell'adozione: robot come il Walker S2 vengono ormai distribuiti in grandi quantità e utilizzati per la logistica, la sorveglianza, la manutenzione leggera e nuove forme di assistenza. Il sostegno diretto del governo alla filiera, insieme a un atteggiamento culturale favorevole, spiega l'enorme scarto nei numeri con il resto del mondo.

In Europa, il settore sta puntando sulla qualità, la sicurezza e la personalizzazione: i maggiori poli di ricerca e sviluppo si collocano in Germania, Francia, Regno Unito e Italia. Quest'ultima si è stabilita come secondo mercato europeo per numero di robot industriali installati e si distingue per la vivace presenza di startup innovative e per i frequenti investimenti in soluzioni ad alto contenuto tecnologico. Analisi della International Federation of Robotics collocano il nostro paese ai primi posti con oltre diecimila unità vendute e installate nel solo 2023, traguardo raggiunto per il terzo anno consecutivo.

  • La Cina predilige la quantità e mira a fornire supporto operativo in ogni scenario urbano e industriale
  • Gli Stati Uniti investono nella robotica cognitiva e nella capacità di apprendimento delle macchine
  • L'Italia si afferma per capacità di adattamento, ricerca di soluzioni collaborative e attenzione all'etica
L'Italia, attraverso la cooperazione tra industria, poli di ricerca e istituzioni, promuove un'innovazione orientata a rispondere alle sfide socio-demografiche e produttive del prossimo decennio: si va dall'automazione industriale alla sanità, passando per la logistica, la mobilità, i servizi alla persona e l'intrattenimento.

Startup, modelli e soluzioni innovative made in Italy

Il tessuto innovativo italiano nel campo dei robot con aspetto umano è formato da una costellazione di startup, laboratori e aziende che propongono soluzioni rivoluzionarie a partire da esigenze concrete dei settori produttivi e sociali.

Tra i modelli più avanzati spicca RoBee, sviluppato da Oversonic Robotics e oggi prodotto a Torino con la prospettiva di una produzione industriale massiccia (fino a 5.000 unità/anno). Un vero esempio di collaborazione tra manifattura, intelligenza artificiale e adattamento alle esigenze reali del mercato. In parallelo, la giovane Generative Bionics lavora per portare in commercio Gene.01, un sistema dotato di pelle tattile intelligente e corpo progettato per integrarsi con operatori umani nell'assistenza sanitaria e nel retail.

L'offerta italiana però non si limita ai soli aspetti funzionali. In laboratori come quello dell'Università di Pisa prende vita Abel, androidi capaci di esprimere emozioni e rispondere su base empatica, pensati sia per il supporto clinico che per l'interazione sociale.

Si affermano in Italia anche sistemi robotici orientati alla logistica, alle pulizie in ambienti complessi, all'animazione per l'intrattenimento e l'educazione: la filiera made in Italy si presenta come un laboratorio di sperimentazione ma anche di produzione di valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale.

RoBee, il robot infermiere e animatore

RoBee rappresenta la risposta italiana all'esigenza di automazione intelligente nei contesti industriali e medicali. Prodotto su larga scala alle porte di Torino, è progettato per affiancare gli operatori umani nelle attività ripetitive e negli ambiti a rischio, ma la sua vera forza sta nella versatilità.

Grazie a intelligenza artificiale cognitiva e sistemi di visione avanzati, RoBee può apprendere nuove attività attraverso l'esperienza e interagire in modo naturale con operatori, pazienti o pubblico. Il suo impiego varia dalla movimentazione di materiali e controllo qualità nelle filiere industriali, fino a compiti delicati in ambito sanitario: supporta gli infermieri nelle terapie, monitora i parametri vitali dei degenti e si dimostra efficace nella neuroriabilitazione cognitiva - specialmente per i pazienti affetti da ictus.

L'aspetto innovativo risiede anche nella capacità di RoBee di operare come animatore: la robotica sociale è sempre più valorizzata soprattutto nell'assistenza agli anziani e ai fragili. La memoria e la gestione dei dati sono pensate per assicurare sicurezza e privacy, elementi chiave quando la tecnologia entra in contesti sensibili. L'azienda enfatizza la natura collaborativa di questo robot, sottolineando la funzione di supportare l'attività umana e non sostituirla.

Gene.01: antropomorfismo, intelligenza tattile e design italiano

Gene.01 è l'ultimo nato tra i robot Made in Italy pensato da Generative Bionics, spinoff dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Dotato di un design che richiama le proporzioni umane, questo androide presenta un'innovativa pelle tattile intelligente, capace di raccogliere informazioni sensoriali dall'ambiente grazie a sensori ispirati al sistema somatosensoriale umano.

La fusione di robotica e intelligenza artificiale - definita Physical AI - consente a Gene.01 di apprendere dai dati sensoriali, adattandosi a nuovi compiti e contesti, dall'assistenza medica ai servizi di retail avanzato. La commercializzazione è attesa già entro l'anno, con la promessa di posizionare l'Italia in una nicchia di alta specializzazione all'interno della robotica antropomorfa globale.

Abel: robot umanoide per l'educazione, la salute e l'empatia

Abel, robot progettato al Centro Piaggio dell'Università di Pisa, è caratterizzato da realismo e capacità emotive fuori dal comune. Non si limita a replicare movimenti, ma percepisce ed esprime spontaneamente emozioni grazie a un sistema combinato di microfoni, telecamere e una ventina di micromotori sotto la pelle del volto.

Dotato di intelligenza artificiale capace di riconoscere lo stato emotivo umano, Abel punta a migliorare la qualità delle relazioni nella didattica, nella diagnosi clinica e in ambiti terapeutici come l'autismo, la demenza e l'Alzheimer. Da strumento scientifico, il progetto si è trasformato in iniziativa imprenditoriale, per rendere accessibili le sue capacità anche a enti e famiglie, incrementando l'inclusività e la personalizzazione dell'assistenza.

Nuovi impieghi: pulizie, logistica, accoglienza e assistenza

Il campo di utilizzo dei robot con caratteristiche umane si va progressivamente ampliando:

  • Nel cleaning professionale, modelli adattivi si muovono autonomamente tra ostacoli svolgendo operazioni di igienizzazione in luoghi pubblici, ospedali e aeroporti.
  • Per la logistica, piattaforme robotiche capaci di manipolare merci, rilevare anomalie lungo i percorsi e ottimizzare i flussi di magazzino trovano sempre più spazio nelle infrastrutture complesse di distribuzione e produzione.
  • Nell'accoglienza e nell'intrattenimento, automi come A2 Ultra svolgono compiti di ricevimento, hospitality e animazione: scattano foto, fanno da guide e interagiscono con il pubblico in modo dinamico, divenendo icone di nuove forme di servizio.
  • Per la cura domiciliare e l'assistenza, la tendenza è delegare a queste macchine compiti di monitoraggio, compagnia, promemoria per terapie e gestione della sicurezza familiare, in particolare in presenza di persone anziane o fragili.
L'interoperabilità con software personalizzati, la presenza di una pelle sensibile e una crescente capacità di apprendimento permettono agli automi italiani e internazionali di adeguarsi ai bisogni mutevoli delle comunità. Il risultato è un ventaglio di applicazioni che va ben oltre la classica automazione industriale.

Sfide, prospettive e impatto sociale dei robot antropomorfi

L'ascesa dei dispositivi con forma e funzione umanoide pone nuove sfide di carattere sociale, normativo ed etico. L'ingresso di queste tecnologie nella vita di tutti i giorni genera aspettative, ma anche interrogativi:

  • Come bilanciare il supporto all'attività umana con la tutela della privacy e la sicurezza degli utenti?
  • Quali regole garantiscono l'affidabilità delle decisioni autonome prese dai robot in contesti sensibili?
  • Può l'interazione uomo-macchina ridurre i rischi di isolamento sociale e valorizzare il potenziale creativo delle persone/piuttosto che sostituirlo?
Investire sull'aggiornamento formativo, sulla supervisione umana costante e su sistemi di certificazione di sicurezza e qualità è oggi considerato prioritario sia in Italia che in Europa. L'adozione crescente di normative orizzontali e settoriali, la promozione di ecosistemi innovativi e l'incentivo alla filiera nazionale sono i pilastri su cui si fonda la risposta alla domanda sociale di robotiche affidabili, trasparenti ed empatiche.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...