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Robot Luce, l'umanoide italiano che supera la fantasia creato a Crema: come fatto e cosa fa

di Marcello Tansini pubblicato il
robot luce a Crema

Un viaggio alla scoperta di Luce, il rivoluzionario robot umanoide realizzato a Crema. Dalle sue caratteristiche avanzate, al funzionamento, fino all'impatto sulla societ e alla visione del futuro tecnologico italiano.

Il settore della robotica umanoide sta vivendo una crescita a ritmi vertiginosi a livello globale: le più recenti analisi di Research Nester indicano che il comparto ha superato i 2,7 miliardi di euro nel 2025 e si avvia ad un’espansione che potrebbe raggiungere i 70 miliardi di euro nel 2035. Il tasso di crescita annuo, prossimo al 38%, sta ridefinendo i paradigmi dei settori produttivi, mostrando come macchine evolute e capaci di apprendimento collaborativo siano pronte a integrarsi nei contesti lavorativi e quotidiani.

La situazione italiana si distingue nel panorama europeo. Il World Robotics Report 2025 della International Federation of Robotics (IFR) fotografa il Paese al secondo posto per numero di robot industriali installati: con una densità di 228 unità ogni 10.000 lavoratori nel manifatturiero nel 2024 e oltre 8.700 nuove installazioni, il tessuto nazionale dimostra solidità e prospettive concrete. È su questa base che nascono progetti d’avanguardia come quello avviato a Crema, dove, presso l’istituto Galileo Galilei e in collaborazione con ITS Academy Cremona, viene presentato il robot umanoide Luce: sintesi di eccellenza meccatronica, formazione di alto livello ed eterogeneità nell’impiego delle tecnologie intelligenti.

Robot Luce: caratteristiche tecniche, funzionamento e applicazioni pratiche

La nascita del robot umanoide Luce, noto anche come modello Agibot X2, riflette la convergenza fra ricerca avanzata, investimenti strategici e esigenze formative. Il dispositivo, progettato per essere facilmente trasportabile (il suo design consente il trasporto in una valigetta dedicata), esprime una serie di funzionalità che testimoniano il grado di evoluzione raggiunto dalla robotica italiana.

  • Struttura e componentistica: Luce è stato equipaggiato con 40 giunti robotici che richiamano la funzione dei muscoli umani. Questi componenti, sviluppati da VHIT Robotics, permettono al robot di eseguire movimenti fluidi e articolati, simili a quelli del corpo umano. La loro presenza garantisce un’elevata precisione nell’esecuzione di compiti e nella simulazione di gestualità naturali.
  • Mobilità e sensoristica: Il sistema di locomozione consente al robot di camminare, saltare, ballare, salutare e alzarsi in piedi da sdraiato. La presenza di sensori avanzati e uno schermo interattivo integrato agevolano l’interazione con l’ambiente e le persone, trasformando Luce in un compagno versatile per numerosi scenari.
  • Mani robotiche e appendici prensili: Le mani sviluppate specificamente per questo modello sono in grado di afferrare oggetti, compiere movimenti articolati e perfino inviare piccoli gesti di interazione sociale, come il bacio mostrato durante la dimostrazione pubblica. Questa caratteristica espande il campo delle applicazioni, dalla micromeccanica alla didattica.
  • Sistemi di controllo: Il comando può avvenire sia in remoto che attraverso modalità programmabili, facilitando l’impiego in attività didattiche, nella ricerca e nei test di laboratorio.
Luce non è solo un prototipo o una prova tecnica, bensì uno strumento destinato a:
  • Didattica avanzata: permette agli studenti dei corsi di alta formazione di sperimentare la costruzione e la programmazione di umanoidi, un’opportunità che amplia l’orizzonte delle competenze e favorisce l’avvicinamento fra giovani e mondo industriale.
  • Automazione collaborativa: l’apparato può essere adattato al settore biomedicale, industriale e dei servizi, come attestato dalle analoghe soluzioni offerte da aziende di riferimento nel settore della robotica italiana.
  • Ricerca e sviluppo: la modularità, unita alla sofisticazione dei suoi sistemi meccatronici, rende Luce una piattaforma ideale sia per test accademici che per lo studio di applicazioni inedite, aprendo la strada a nuove soluzioni per la sicurezza, l’assistenza e l’intrattenimento.
Di particolare rilievo è l’aspetto dell’adattabilità: la capacità di apprendere e collaborare, unita a evolute soluzioni di intelligenza artificiale, fanno sì che simili progetti possano trovare impieghi personalizzati a seconda delle esigenze delle aziende e delle comunità. Come affermato dal general manager di VHIT, questa tecnologia si propone come strumento al servizio delle persone e non in competizione con la loro professionalità.

In sintesi:

Funzionalità Descrizione Operativa
Mobilità Cammina, salta, danza, si alza da terra
Interazione Schermo, sensori, movimenti sociali
Prensione Mani articolate per afferrare oggetti
Controllo Remoto e programmabile
Applicazioni Didattica, ricerca, industria, servizi

L’approccio multidisciplinare di Luce si dimostra quindi una risposta convincente alle esigenze di una società sempre più interconnessa e orientata all’innovazione, promuovendo la centralità della persona anche nel pieno della rivoluzione digitale.

Luce: formazione, futuro e impatto sulla società italiana

L’iniziativa promossa dall’ITS Academy Cremona e dalle aziende partner non rappresenta solo un investimento in tecnologia, ma anche nell’accrescimento delle competenze e nell’educazione delle nuove generazioni. Il progetto didattico ruota sulla volontà di avvicinare i giovani alla robotica attraverso la pratica concreta e la collaborazione con realtà produttive avanzate. La dirigente Paola Orini e figure di rilievo istituzionale hanno ribadito come Luce confermi la transizione posta al centro delle politiche formative: l’obiettivo è che ciascuno studente possa acquisire strumenti e conoscenze per progettare e costruire umanoidi, entrando attivamente nell’ecosistema dell’innovazione.

Il futuro disegnato da queste iniziative è orientato verso:

  • Trasferimento di know-how tra impresa e istruzione, con l’intento di generare un circolo virtuoso tra formazione, ricerca applicata e sviluppo industriale;
  • Collaborazione estesa territorialmente: la mobilità di Luce permette all’umanoide di diventare protagonista in numerose sedi formative, arricchendo così un numero sempre crescente di studenti;
  • Sensibilizzazione e orientamento verso le nuove professioni, che richiederanno sempre più competenze informatiche e capacità di gestione di sistemi intelligenti.
Non va sottovalutato il potenziale impatto sociale di simili tecnologie. L’integrazione dell’umanoide nei percorsi educativi e nelle attività di ricerca è uno stimolo per abbattere stereotipi, paure e pregiudizi legati alla sostituzione dell’uomo con la macchina. In realtà, la tendenza è quella di utilizzare questi strumenti per alleggerire gli oneri ripetitivi e liberare creatività e tempo per attività ad alto valore umano – un tema centrale nella visione espressa dai responsabili del progetto e dai partner aziendali coinvolti.

Dal punto di vista normativo, la robotica collaborativa trova ancoraggio nelle linee guida europee su sicurezza e automazione (ad esempio le normative EN ISO 10218 e ISO/TS 15066), che regolano l’interazione sicura tra uomo e macchina e promuovono modelli di cooperazione sempre più avanzati. Le prospettive di inclusione, personalizzazione e adattabilità rendono questa esperienza un’iniziativa pilota replicabile e scalabile in diversi contesti nazionali e locali.

L’avanzamento rappresentato da Luce non resta confinato alle mura scolastiche, ma pone le basi per una trasformazione più ampia dell’intero comparto industriale italiano. La strategia, sostenuta anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, mira a rendere il tessuto produttivo sempre più competitivo sui mercati internazionali, puntando su innovazione sostenibile e formazione di talenti ad alto potenziale.