Alphabet si distingue sul mercato obbligazionario con nuove emissioni, inclusi bond perpetui e a lunghissimo termine. Caratteristiche, rendimenti, strategie d'investimento e confronti.
L'avvento delle nuove obbligazioni a lunghissimo termine proposte da Alphabet, società holding che gestisce il noto motore di ricerca e una moltitudine di attività tecnologiche, rappresenta un punto di svolta nelle strategie di finanziamento delle big tech. Il settore sta vivendo un'accelerazione senza precedenti verso lo sviluppo di infrastrutture per l'Intelligenza Artificiale, processo che richiede investimenti miliardari. In questo contesto, la necessità di reperire capitali freschi e stabili si è intensificata.
Negli ultimi esercizi, Alphabet ha consolidato una posizione dominante sia sul mercato dei server che nell'offerta di servizi IA, ma l'aumento della concorrenza e la rapidità dell'innovazione rendono necessario un rafforzamento continuo delle risorse. La scelta di emissioni di debito a 50, 100 anni, e addirittura perpetue, testimonia la fiducia che l'azienda nutre nella durata dei propri modelli di business e nella trasformazione tecnologica in atto.
L'obiettivo di questi strumenti finanziari è principalmente quello di sostenere la crescita esponenziale della domanda di capacità di calcolo e sviluppo software, in particolare per alimentare la corsa all'IA, che richiede un'ampia liquidità disponibile a condizioni sostenibili. Questa mossa consente anche di diversificare il profilo del debito, distribuendo il rischio su intervalli temporali estremamente ampi.
La decisione di proporre bond dalle scadenze così lunghe sottolinea anche la solidità patrimoniale e la reputazione dell'emittente.
Le obbligazioni a lunga e lunghissima scadenza si configurano come strumenti di debito emessi da società o enti governativi con scadenze che superano la soglia ordinaria, spesso fissata tra i 5 e 30 anni. Si distinguono le emissioni che raggiungono i 50 anni, note come half-century bonds, e quelle centenarie, a cui si aggiungono i cosiddetti bond Matusalemme. L'eccezione più radicale è rappresentata dai titoli perpetui, che privi di una data di scadenza prefissata, restano in circolazione potenzialmente per sempre.
Le peculiarità principali di questi strumenti includono:
Il settore tecnologico ha storicamente mostrato un approccio più conservativo verso scadenze così lunghe, considerata la velocità con cui mutano i paradigmi e la concorrenza. Tuttavia, l'emissione Alphabet di bond centenari e la discussione intorno ai bond perpetui segnano una tendenza nuova: anche le big tech valutano ora strumenti tipici di utility e banche, adattandoli alle proprie necessità di capitale per sostenere ambiziosi progetti destinati a lasciare un segno nel tempo.
Analoghe emissioni in passato si sono viste da realtà come Università di Oxford e alcuni emittenti statali, mentre, tra le aziende tech, l'ultimo bond centenario risaliva a Motorola nel 1997, dimostrando l'eccezionalità della scelta di Alphabet. Nel panorama attuale, questa categoria di strumenti è tornata al centro delle attenzioni degli operatori sia per i rendimento spesso superiore rispetto ai titoli a breve e medio termine, sia per le possibilità di diversificare il profilo di rischio/ritorno del portafoglio.
Alphabet nel corso dell'ultimo ciclo ha dato avvio a una delle più estese operazioni di collocamento bond della storia nel settore tecnologico. Le emissioni, articolate in diverse tranche sia in dollari che in sterline, sono pensate per coprire esigenze finanziarie a brevissimo, medio, lungo e ultralong periodo.
Il collocamento più innovativo riguarda la serie dei bond a 100 anni, accompagnati da tranche più tradizionali (con scadenze dal 2029 al 2066) e dalle prime ipotesi di titoli perpetui. Nel complesso, Alphabet ha raccolto oltre 20 miliardi di dollari attraverso sette tranche principali, mentre un'ulteriore emissione di 5,5 miliardi è stata lanciata in cinque tranche distinte. La domanda del mercato si è dimostrata estremamente elevata: il bond centenario in sterline è stato particolarmente attrattivo, con richieste degli investitori che hanno superato di quasi dieci volte l'offerta disponibile:
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Scadenza |
Valuta |
Rendimento stimato |
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2029-2066 |
USD |
Range 0,27%-0,95% |
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2126 (bond a 100 anni) |
GBP |
Non indicato |
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Perpetuo (ipotesi) |
USD/GBP |
Da definire |
I dettagli sulle cedole mostrano differenziali (spread) ridotti sulle scadenze più brevi, con il 3 anni in dollari offerto a uno spread di 0,27% sopra i Treasury USA, mentre la tranche ultralong ha proposto rendimenti intorno allo 0,95%. Le tranche sono state strutturate coinvolgendo banche di primo piano come Goldman Sachs, JPMorgan e Bank of America, evidenziando la sofisticazione dell'operazione.
L'elevata domanda conferma la rarità di simili strumenti tra le società quotate del settore tech. Anche la scelta di diversificare le valute e di proporre emissioni riservate principalmente a investitori istituzionali si inquadra in una strategia di rafforzamento dell'immagine e riduzione dei rischi di rifinanziamento futuro.
Il fabbisogno di liquidità per sostenere lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale rappresenta il principale motore della strategia di raccolta capitali da parte del colosso californiano. Alphabet ha segnalato di voler almeno raddoppiare la propria spesa in ricerca e sviluppo IA, con previsioni vicine ai 185 miliardi di dollari per il solo anno corrente.
Anche con una liquidità già molto ampia - pari a oltre 120 miliardi - la disponibilità di fondi rimane inferiore alle nuove esigenze, soprattutto considerando la traiettoria degli investimenti richiesti per infrastrutture, data center, e piattaforme IA all'avanguardia. La raccolta mediante obbligazioni a lunghissimo termine permette ad Alphabet di:
Gli strumenti di durata ultralong o perpetua presentano un profilo di rischio/rendimento molto particolare, che attrae soprattutto grandi investitori istituzionali: assicurazioni, fondi pensione, fondi previdenziali e gestori di patrimoni in cerca di duration elevata.
Tra i vantaggi principali si possono annoverare:
Il ricorso a obbligazioni di lunga e lunghissima durata si sta diffondendo, sebbene resti appannaggio di gruppi con reputazione internazionale e solidità elevata. Negli ultimi anni, anche in Italia, imprese come Enel ed Eni sono ricorse a bond ibridi e perpetui, oltre a emissioni Tier 1 da parte delle principali istituzioni finanziarie come Generali e Unipol.
Il mercato europeo e statunitense mostra una crescita costante del segmento dei bond ultralong, segno della ricerca di rendimento in un contesto di tassi storicamente bassi e di condizioni di finanziamento favorevoli. Gli investitori istituzionali restano i principali sottoscrittori, mentre ai privati è lasciata solo la possibilità di accesso indiretto tramite fondi comuni o ETF specializzati:
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Emittente |
Strumento |
Durata |
Cedola annua (%) |
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Eni |
Ibrido perpetuo |
Perpetua |
4,125 |
|
Generali |
Restricted Tier 1 |
Perpetua (call dopo 6 anni) |
4,75 |
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Snam |
Green convertible |
5 anni |
1,5-2,0 |
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Enel |
Ibrido |
Multi-tranche |
Variabile |
La tendenza riflette la volontà delle aziende di rafforzare la struttura patrimoniale, ottimizzare la gestione delle scadenze e rispondere alle nuove sfide della transizione digitale e climatica. Gli analisti osservano che operazioni di questo tipo incidono anche sulle valutazioni equity, oltre che sul profilo di rischio/rendimento del debito.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...