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Rottamazione quinquies: come fare domanda. Procedura, istruzioni, date ed esempi circolare ufficiale AdE

di Marianna Quatraro pubblicato il
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La rottamazione quinquies delinea nuove opportunitŕ per sanare debiti fiscali, chiarendo procedure, requisiti e esclusioni. Ecco le istruzioni ufficiali AdE, tempi di presentazione, casi particolari, pagamenti e rischi di decadenza.

La rottamazione quinquies rappresenta una delle più recenti misure di definizione agevolata dei debiti fiscali, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e pensata per offrire a cittadini e imprese una soluzione sostenibile e dilazionata al problema delle cartelle esattoriali. Questa iniziativa nasce dall’esigenza di favorire la regolarizzazione di debiti iscritti a ruolo, con la possibilità di estinguere le somme dovute corrispondendo esclusivamente il capitale e le spese connesse, senza sanzioni, interessi di mora e aggio.

L’obiettivo principale della definizione è duplice: da un lato permettere ai contribuenti in difficoltà economica di "ripartire" alleggerendo il carico fiscale, dall'altro incentivare un'efficace riscossione dei crediti pubblici e rafforzare la correttezza e la trasparenza nei rapporti tra contribuenti e Fisco.

Rispetto alle precedenti edizioni, la rottamazione quinquies introduce importanti novità: l'ampliamento della platea dei beneficiari, la durata estesa del piano di rientro (fino a nove anni), la razionalizzazione dei criteri di accesso e la maggiore linearità nel pagamento delle rate. Tra i vantaggi, spiccano la possibilità di sanare anche i debiti pregressi decaduti dalle sanatorie precedenti e la presenza di canali telematici efficienti per la presentazione della domanda.

La misura riflette l’impegno delle istituzioni ad offrire ai contribuenti strumenti di regolarizzazione chiari e facilmente accessibili, valorizzando trasparenza, equità e sostenibilità dei pagamenti.

Requisiti per l’adesione e soggetti ammessi alla definizione agevolata

L’accesso alla definizione quinquies è consentito a un’ampia platea di contribuenti, purché siano stati rispettati i criteri previsti dalla disciplina:

  • Persone fisiche, lavoratori autonomi e professionisti;
  • Imprese individuali e società;
  • Enti e associazioni, titolari di debiti iscritti a ruolo presso l’Agente della riscossione secondo i limiti temporali definiti.
I principali requisiti da rispettare sono:
  • Presenza di almeno un carico rientrante nell’ambito della rottamazione quinquies tra i propri debiti;
  • Non essere fra i “rottamatori seriali”, ovvero soggetti esclusi per mancanza di regolarità nei pagamenti delle precedenti definizioni;
  • In caso di procedura di sovraindebitamento, la domanda va presentata tramite PEC con modulo dedicato.
Il rispetto di questi requisiti assicura trasparenza e corretta applicazione della misura.

Il prospetto informativo: come verificare i debiti rottamabili

Prima di procedere con la domanda è opportuno ottenere una verifica preliminare della propria situazione debitoria. A questo fine, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha messo a disposizione un servizio per la richiesta del prospetto informativo, utile a:

  • Visualizzare l’elenco delle cartelle e degli avvisi di addebito ammissibili alla rottamazione quinquies;
  • Conoscere l’esatto importo dovuto in misura agevolata;
  • Verificare rapidamente l’ammissibilità dei debiti, evitando errori in fase di presentazione della domanda.
Il prospetto informativo si ottiene sia dall’area riservata del sito – con autenticazione digitale e visibilità immediata dei carichi definibili – sia tramite area pubblica, compilando il form e allegando i documenti di riconoscimento richiesti. In entrambi i casi il sistema invia un link per il download entro 12 ore, valido 5 giorni. Questa procedura semplifica la ricognizione della posizione e garantisce trasparenza nella gestione dei propri debiti fiscali.

Quando e come presentare la domanda di rottamazione quinquies

La presentazione dell’istanza segue regole precise ed è da effettuarsi entro il 30 aprile 2026, esclusivamente mediante canali digitali predisposti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. La domanda deve indicare i documenti selezionati, eventuali contenziosi pendenti con dichiarazione di rinuncia e la modalità di pagamento scelta tra unica soluzione e piano rateale.

Iter standard della presentazione:

  • Compilazione telematica del form disponibile sul portale ufficiale, scegliendo le cartelle di pagamento o gli avvisi di addebito INPS da includere;
  • Allegato documento di identità (area pubblica) e indirizzo mail ordinario per ricevere la ricevuta e la comunicazione ufficiale;
  • In caso di domanda via area riservata, è necessario accedere con SPID, CIE o CNS: il sistema proporrà automaticamente solo i carichi rottamabili;
  • In situazioni di crisi da sovraindebitamento, l’istanza va trasmessa esclusivamente tramite PEC, utilizzando il modello apposito (DA-LS-2026).
Dopo l'invio, il contribuente riceve conferma della presa in carico. Nei giorni successivi, se la domanda è stata inoltrata in area pubblica serve una ulteriore convalida via link (entro 72 ore), quindi la ricevuta definitiva verrà messa a disposizione per il download entro un termine perentorio di 5 giorni. È consigliato conservare tutta la documentazione ai fini di eventuali verifiche.

Procedura online: modalità operative in area riservata e pubblica

L’accesso alla domanda per la definizione agevolata avviene tramite due percorsi distinti, entrambi digitali e studiati per semplificare le procedure:

  • Area riservata: accessibile tramite le principali credenziali digitali, mostra solo i debiti sanabili secondo il periodo e le tipologie previste. Il form è già precompilato sui carichi ammissibili e la ricevuta di presentazione viene inviata via mail al termine dell’operazione;
  • Area pubblica: permette l’inserimento selettivo dei documenti che contengano almeno un debito definibile. È obbligatorio allegare un documento di riconoscimento e specificare una casella mail ordinaria (NON PEC). Dopo la convalida della richiesta, il contribuente riceve un link per scaricare la ricevuta.
Anche gli intermediari fiscali possono presentare domanda per conto dei propri assistiti tramite il portale EquiPro. In entrambi i casi è indispensabile rispettare tempistiche e modalità di conferma previste, pena la necessità di ripresentare l’istanza se ci sono lacune documentali o scadenze superate.

Tempi, scadenze e piano dei pagamenti: unica soluzione e rateizzazione

Le tempistiche e le modalità di pagamento sono fra gli elementi chiave della definizione quinquies. I principali riferimenti temporali e le modalità sono i seguenti:

  • Presentazione domanda: dal giorno di attivazione del servizio telematico fino al 30 aprile 2026;
  • Comunicazione esito e importi dovuti: entro il 30 giugno 2026;
  • Pagamento: prima scadenza fissata al 31 luglio 2026, sia in caso di soluzione unica che di piano rateale.
Il piano di pagamento può essere così strutturato:
Modalità Durata massima Scadenze principali
Pagamento unico Entro 31 luglio 2026 31 luglio 2026
Rateizzazione Fino a 54 rate bimestrali
(9 anni)
Prime 3 rate nel 2026
Dalla 4 alla 51: ogni due mesi (gen/mar/mag/lug/set/nov) dal 2027 al 2035
Ultime 3: gennaio, marzo, maggio 2035

Le rate sono di importo costante, salvo interessi (al 3% dal 1° agosto 2026). Il mancato rispetto delle scadenze, soprattutto per la rata unica o per due rate anche non consecutive o dell’ultima rata, comporta la perdita dei benefici.

Effetti della presentazione della domanda e rischi di decadenza dai benefici

La presentazione dell’istanza determina effetti immediati sui carichi oggetto di definizione. Dal deposito della domanda:

  • Sono sospese le procedure cautelari ed esecutive in corso (fermi, ipoteche, pignoramenti), salvo casi di aste già aggiudicate;
  • Vengono sospesi anche i pagamenti delle rateizzazioni precedenti relative ai debiti inclusi fino al 31 luglio 2026;
  • Non risultano inadempienze ai fini di certificazioni e pagamento di rimborsi dalla PA.
Il rischio principale per il contribuente è la decadenza dalla misura, che avviene in caso di:
  • Mancato pagamento della rata unica entro il 31 luglio 2026;
  • Omesso pagamento di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata prevista dal piano.
In tali situazioni, gli importi già versati vengono considerati semplici acconti sui debiti originari, perdendo tutti i benefici connessi alla sanatoria.

Quali debiti possono essere sanati: ambito di applicazione ed esclusioni

Il perimetro delle somme ammesse alla definizione agevolata quinquies è precisamente delimitato dalla normativa di riferimento. Rientrano nell’agevolazione:

  • Debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023;
  • Imposte risultanti da dichiarazioni annuali, controlli automatici e formali ai sensi degli artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 e artt. 54-bis e 54-ter del D.P.R. n. 633/1972;
  • Contributi previdenziali dovuti all’INPS (ad esclusione di quelli oggetto di avvisi di accertamento);
  • Sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture.
Possono essere ricompresi anche i carichi già inseriti in precedenti rottamazioni (ad esempio le versioni decadute), purché rispettino i termini previsti. Restano invece esclusi:
  • Debiti diversi da quelli elencati, tra cui quelli affidati dagli enti locali e dalle regioni;
  • Sanzioni del Codice della strada comminate dalla polizia locale dei comuni (solo quelle delle Prefetture sono ammesse);
  • Tributi locali, come tassa rifiuti o bollo auto;
  • Somme derivanti da avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e debiti connessi a violazioni penali.
Questa selettività risponde all’intento di concentrare l’efficacia della misura su situazioni realmente sanabili e tracciate, scoraggiando abusi o utilizzi impropri dell’opportunità concessa.

Gestione dei casi particolari: multe locali, tributi comunali e contenziosi in corso

L’ambito di applicazione della rottamazione quinquies è limitato dalle norme regolatorie: sono pertanto esclusi alcuni debiti comunemente oggetto di dubbi tra i contribuenti. Non possono essere sanate:

  • Sanzioni per violazioni del Codice della strada attribuite direttamente dalla polizia locale dei comuni;
  • Tributi locali, ad esempio TARI o bollo auto;
  • Somme oggetto di avvisi di accertamento e non di controlli automatizzati.
Per quanto riguarda cartelle oggetto di contenzioso tributario, la normativa consente l’adesione solo previa rinuncia ai relativi giudizi. Il sistema richiede di dichiarare la volontà di rinunciare ai contenziosi su importi inseriti nella domanda, con sospensione automatica delle cause fino al pagamento della prima o unica rata.