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Sanatoria rottamazione quater per i decaduti e modifiche anche per rate di novembre e febbraio avanzano

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La sanatoria della rottamazione quater offre nuove possibilitą ai decaduti con aggiornamenti su rate di novembre e febbraio. Approfondimenti su requisiti, novitą normative e impatti per imprese e contribuenti.

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Una svolta imminente rischia di cambiare il destino di migliaia di contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti fiscali e che, dopo un primo slancio, hanno mancato le scadenze chiave previste per novembre e febbraio. L’ipotesi di un nuovo provvedimento per permettere il rientro nei pagamenti agevolati è al centro di un intenso dibattito politico ed economico: il Governo sta valutando un intervento di riapertura dei termini con risvolti immediati non solo per chi ha perso l’accesso agli sconti su sanzioni e interessi, ma anche per le casse dello Stato. Il rischio di perdere definitivamente la possibilità di gestire il proprio debito in modo agevolato incombe su chi è stato colpito da difficoltà temporanee.


Ma ora si allarga la speranza di una seconda chance. Stanno emergendo dettagli operativi che potrebbero permettere il rientro per coloro che hanno mancato le rate di novembre 2025 e febbraio 2026, ma solo a determinate condizioni. Le prossime settimane saranno decisive per conoscere tempistiche, modalità e platea effettiva interessata dall’attesa riammissione.

Requisiti e condizioni per la riammissione: chi può rientrare, quali rate e le novità in arrivo

La nuova proposta di riapertura dei termini non è un condono, bensì una misura di flessibilità pensata per chi ha dimostrato volontà di adempiere agli obblighi fiscali aderendo alla rottamazione quater, ma si è trovato in difficoltà nei pagamenti dei debiti pregressi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha reso note le linee guida:

  • Soggetti interessati: riguarda esclusivamente coloro che, dopo aver avviato il piano di regolarizzazione, hanno rispettato la scadenza di luglio 2025 ma non sono riusciti a coprire le rate di novembre 2025 o del febbraio successivo.
  • Condizione attuale: i contribuenti in questa posizione sono tecnicamente decaduti e non possono più usufruire della riduzione di sanzioni e interessi previsti dalla definizione agevolata (rottamazione quater).
  • Novità prospettate: il Governo mira a favorire il loro rientro, purché vi sia un tempestivo pagamento delle rate omesse e degli eventuali interessi maturati, in una finestra temporale ancora da determinare.
Dal punto di vista normativo, il provvedimento dovrebbe essere inserito nel decreto fiscale 2026, tuttora in corso di discussione parlamentare. Si tratta di una soluzione tecnica pensata per evitare che il sistema della riscossione ordinaria si trovi a gestire massicci crediti ormai difficilmente esigibili, con conseguente perdita di entrate certe per l’Erario.

Le rate coinvolte sono quelle che, secondo la normativa vigente, comportano la decadenza se non vengono onorate:

  • Rata del 30 novembre 2025
  • Rata del 28 febbraio 2026.
La nuova finestra riguarderà chi aveva regolarizzato la posizione entro luglio e si è poi trovato inadempiente sulle scadenze successive, a condizione che le rate non pagate siano onorate in un’unica soluzione (o altra modalità stabilita dal testo approvato) entro il termine che sarà individuato dal decreto. Gli addetti ai lavori sottolineano come questa apertura sia destinata solo a chi ha già manifestato una volontà concreta di mettersi in regola, distanziando il provvedimento da ogni analogia con condoni generalizzati del passato.

Le principali criticità emerse durante il dibattito includono:

  • Differenziazione tra contribuenti realmente in difficoltà e chi si è limitato a sospendere i pagamenti senza cause oggettive documentate.
  • L’intenzione è chiudere la riapertura in tempi brevissimi per garantirne l’effettiva efficacia ai fini dell’incasso e non creare aspettative distorte.
  • Entità degli importi dovuti: il pagamento dovrà comprendere tutte le rate omesse e i relativi interessi, senza ulteriori benefici sulle somme già oggetto di riduzione.
Errore diffuso è quello di ritenere che la riapertura possa favorire in modo indiscriminato anche chi non ha mai iniziato il percorso della rottamazione. In realtà, la platea coinvolta è ristretta a chi ha già aderito nella finestra originaria ma, per ragioni comprovate, non ha potuto onorare le scadenze cruciali.

Si prospetta l’introduzione di controlli incrociati e, nelle intenzioni del legislatore, l’obiettivo è rafforzare la relazione di fiducia tra Fisco e cittadino, evitando penalizzazioni eccessive nei confronti dei contribuenti strutturalmente responsabili ma colpiti da crisi temporanee.

Gli strumenti operativi a disposizione dei contribuenti che intendono regolarizzare quanto prima la loro situazione saranno:

  • Analisi accurata della propria posizione (confrontando rate versate e rate omesse)
  • Raccolta di documentazione anagrafica e fiscale comprovante l’avvenuto versamento delle prime rate
  • Pianificazione della liquidità necessaria per il saldo immediato delle somme richieste in caso di riapertura
Oltre a ciò, si suggerisce di verificare attentamente la possibilità di includere o meno i debiti in essere nella nuova procedura, specie in relazione alle modifiche che potrebbero essere introdotte con la futura “rottamazione quinquies”.

Implicazioni economiche e operative: coperture finanziarie, iter legislativo e cosa devono fare imprese e contribuenti

L’adozione di un provvedimento che riapre i termini di riammissione ai decaduti non può prescindere dalle valutazioni in materia di sostenibilità finanziaria da parte del Governo. La sottosegretaria all’Economia ha chiarito che ogni decisione dipenderà dalla presenza di coperture a bilancio e da analisi attente sui flussi di incasso previsti nel medio termine.

Secondo i dati pubblici, il gettito derivante dalla definizione agevolata ha registrato una progressiva flessione, creando un potenziale rischio per la stabilità delle entrate tributarie. Un intervento selettivo, tarato sulle disponibilità residue delle famiglie e delle imprese, mira proprio ad evitare un crollo degli introiti programmati e, al contempo, a scoraggiare abbandoni massivi dei piani di dilazione.

Il quadro finanziario in sintesi:

Fondi stanziati per la riscossione (2026) 955.677.500 euro
Conferma stessi fondi per 2027 e 2028 Sì
Data avvio trattative nuovo CCNL ADER 25 novembre 2025

Tali risorse sono destinate a garantire sia il funzionamento degli uffici della riscossione sia la tenuta del sistema, dopo l’abolizione dell’aggio a favore della gestione diretta con fondi pubblici.

Analisi dell’iter legislativo: il percorso prevede l’inserimento della misura all’interno del decreto legge fiscale attualmente in discussione in Parlamento. Il passaggio in Aula sarà preceduto dalle necessarie verifiche tecniche sui dati di cassa, al fine di evitare squilibri di bilancio ed eventuali rischi per la stabilità finanziaria generale.

La posizione del governo e dei principali gruppi parlamentari, in particolare quelli promotori dell’interrogazione Finanze su questo tema, è improntata a salvaguardare le esigenze di stabilità dell’Erario, ma anche il principio della non discriminazione di chi ha effettivamente intenzione di riscattare la propria posizione.

Imprese e professionisti devono prepararsi ad agire rapidamente in caso di apertura della finestra per la riammissione. Le azioni immediatamente consigliate includono:

  • Verifica dettagliata della propria esposizione debitoria tramite accesso alle piattaforme dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
  • Riscontro delle rate omesse, per chiarire se e quante siano effettivamente mancanti rispetto al piano originario.
  • Pianificazione della liquidità necessaria per coprire l’importo residuo (rate non versate più gli interessi) in tempi stretti.
  • Distinzione tra debiti inclusi nella precedente definizione agevolata e nuove posizioni potenzialmente inseribili in successive iniziative (es.: rottamazione quinquies).
Un errore ricorrente è considerare la sanatoria una sorta di automatismo senza oneri aggiuntivi: in realtà, la riammissione presupporrà sempre il saldo delle rate omesse e non comporterà ulteriori abbattimenti sulle somme dovute rispetto quanto già scontato nell’adesione iniziale.

Dinamiche sindacali e gestione delle risorse umane rappresentano un ulteriore elemento: il rinnovo del contratto nazionale per il personale della riscossione, in discussione da novembre 2025, avrà risvolti significativi anche per la stabilità del servizio e per la tempistica operativa delle nuove procedure.

La posta in gioco è duplice:

  • Stabilizzare il rapporto tra cittadini e Fisco fornendo vie realistiche di regolarizzazione
  • Tutelare l’equilibrio dei conti pubblici senza esporsi a rischi di minori entrate strutturali
Le conclusioni dei lavori istituzionali determineranno modalità e tempistiche di attuazione con la massima attenzione alle esigenze di trasparenza, efficienza e imparzialità, per consentire ai contribuenti interessati di non commettere errori e per non esporre lo Stato a criticità di carattere finanziario o reputazionale.


Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...