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Sigarette e prodotti da fumo, aumento di 5 euro. Parte una grande raccolta di firma per una nuova legge

di Marianna Quatraro pubblicato il
Aumento prezzo sigarette

Aumentare il prezzo dei prodotti da fumo di 5 euro diventa il fulcro di una proposta di legge sostenuta da una raccolta firme, mirata a ridurre il tabagismo e sostenere il SSN.

Al via una campagna di raccolta firme su scala nazionale per una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a incrementare di 5 euro il costo di ogni confezione di prodotti da fumo, incluso il tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche. L'iniziativa, sostenuta da AIOM, AIRC e Fondazione Umberto Veronesi, segna un punto di svolta nel dibattito sulla salute pubblica. Da oggi, tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia possono partecipare alla raccolta firme attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, contribuendo attivamente a un progetto che si propone di ridurre la diffusione del tabagismo e fornire maggiori risorse economiche per il sistema sanitario nazionale.

Obiettivi della campagna: riduzione del tabagismo e sostegno al Servizio Sanitario Nazionale

I promotori della raccolta firme delineano due macro-obiettivi di rilevanza sociale ed economica:

  • Diminuzione della prevalenza di tabagisti nella popolazione italiana.
  • Reperimento di fondi aggiuntivi da destinare al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sempre più gravato dai costi delle patologie causate dal fumo.
A livello epidemiologico, il fumo rappresenta il principale fattore di rischio oncologico: il 27% di tutti i casi di cancro in Italia è attribuibile al consumo di prodotti a base di tabacco, fattore che annualmente determina circa 93.000 decessi. Oltre al dramma umano e sanitario, le patologie correlate generano un impatto economico con costi annuali che superano i 26 miliardi di euro, incidendo sulla sostenibilità dell'intero sistema pubblico.

La prevenzione è dunque vista non solo come un investimento sulla salute futura, ma anche come un modo per garantire continuità ed efficienza ai servizi assistenziali. L'aumento del prezzo mira a rendere la pratica del fumo meno accessibile, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, e a ridurre la pressione sulla rete sanitaria italiana.

Come firmare la proposta: requisiti e passaggi per i cittadini

La partecipazione alla raccolta firme è regolamentata da precise modalità digitali. Possono aderire tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia. La sottoscrizione avviene esclusivamente attraverso la piattaforma telematica del Ministero della Giustizia e richiede l'identificazione tramite SPID, Carta di Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS):

  • Accesso alla piattaforma del Ministero della Giustizia
  • Autenticazione personale mediante SPID/CIE/CNS
  • Compilazione del modulo digitale per la raccolta firme
Saranno necessarie almeno 50.000 firme autenticate affinché la proposta di legge venga presentata formalmente al Parlamento. Una volta raggiunto il quorum, la proposta sarà sottoposta alle Camere che ne valuteranno i contenuti e l'iter normativo. Questo metodo digitale consente sia una gestione trasparente delle adesioni sia la possibilità di monitorare in tempo reale il raggiungimento del numero minimo di sottoscrizioni richiesto dalla normativa vigente per le proposte di iniziativa popolare.

Perché aumentare il prezzo delle sigarette: l'efficacia delle misure economiche

L'introduzione di una tassazione aggiuntiva pari a 5 euro per pacchetto di sigarette si colloca tra le strategie di sanità pubblica più indicate per la riduzione del consumo di tabacco. Gli studi epidemiologici e le esperienze pregresse a livello internazionale evidenziano che l'aumento dei prezzi comporta una riduzione dei consumi tra i più giovani e le persone con minori disponibilità economiche.

Nel contesto italiano, dove il prezzo medio dei prodotti da fumo è ancora inferiore a quello di molti altri Paesi europei, l'impatto di un incremento di 5 euro è stimato attorno a una diminuzione del 37% del consumo complessivo. Tale riduzione comporterebbe:

  • Un calo marcato della popolazione tabagista, con benefici diretti sulla prevenzione primaria del cancro.
  • Un risparmio sanitario a medio e lungo termine, in virtù di minori diagnosi di patologie fumo-correlate.
  • Un gettito stimato di circa 14 miliardi di euro, da destinare al finanziamento del SSN.
L'aumento di 30 centesimi a pacchetto, introdotto in passato, è stato percepito dal mondo scientifico come una soglia troppo bassa per esercitare effetto deterrente: l'attuale proposta ambisce ad agire come incentivo reale all'abbandono del fumo, rendendo la scelta tra continuare o smettere decisamente più ponderata e responsabile.

Va ricordato che la letteratura scientifica e le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità identificano le misure fiscali sui prodotti da fumo come strumenti tra i più efficaci nella prevenzione e controllo delle dipendenze, soprattutto in combinazione con campagne informative e supporto alla disassuefazione.

Impatto sanitario e sociale del fumo in Italia: dati, costi e nuovi trend

Il carico del tabagismo sulla salute pubblica è elevatissimo. Secondo i dati forniti da AIOM e dalle Fondazioni coinvolte nell'iniziativa, in Italia una persona su quattro fuma e il consumo di sigarette rimane diffuso nonostante una leggera tendenza alla riduzione registrata nell'ultimo decennio. Il dato più allarmante riguarda i decessi attribuibili: ogni anno il tabacco causa 93.000 morti in Italia, rappresentando in modo trasversale un grave problema sanitario e sociale.

I rapporti ufficiali stimano che il 27% di tutti i casi di tumore è direttamente collegato al consumo di prodotti da fumo. Soprattutto il tumore del polmone si conferma in vetta alle statistiche come principale causa di morte oncologica per entrambi i sessi. La prevenzione passa necessariamente da una riduzione della platea di consumatori e dalla creazione di condizioni sfavorevoli all'avvio di questa abitudine, soprattutto nelle nuove generazioni:

Parametro

Valore

Morti annue correlate al fumo

93.000

Casi di tumore attribuibili

27%

Costo sanitario annuale

Oltre 26 miliardi di euro

Riduzione previstaconsumo tabacco

37%

I costi riscontrati comprendono sia le spese dirette (cure ospedaliere, terapie, ricoveri) sia quelle indirette (giornate di lavoro perse, invalidità, riduzione della produttività). Si nota inoltre un preoccupante aumento del consumo tra le donne e tra i giovani, sottolineando l'esigenza di misure rigide e interventi completi anche sul piano della prevenzione e dell'educazione sanitaria.

Tabagismo tra giovani e donne: preoccupazioni e prevenzione

L'analisi dei dati epidemiologici mostra una tendenza all'aumento del consumo di prodotti da fumo tra donne e adolescenti. Mentre negli uomini si nota una riduzione di diagnosi di tumori polmonari, tra le donne si registra un incremento: tra il 2003 e il 2017 l'incidenza di tale patologia negli uomini è calata del 16,7%, mentre nelle donne è cresciuta dell'84,3%. Oggi il 20% delle donne in Italia dichiara di fumare regolarmente.

Allarmanti anche i dati riguardanti i giovani: circa il 10% degli under 19 fa uso quotidiano di sigarette, tendenza che se instaurata in età adolescenziale risulta particolarmente resistente all'abbandono anche in età adulta. Gli esperti concordano sull'efficacia di misure economiche e campagne educative mirate che rendano il fumo meno accessibile e meno attraente per queste fasce d'età.

  • Incremento del prezzo come ostacolo economico per le nuove generazioni.
  • Proposte di campagne scolastiche e informative per la prevenzione nelle scuole superiori.
  • Coinvolgimento di testimonial femminili per sensibilizzare il pubblico femminile.
L'impatto intergenerazionale del tabagismo impone strategie integrate che uniscano prevenzione, formazione e interventi normativi coerenti, per scoraggiare l'avvicinamento iniziale e supportare chi desidera smettere.

Il sostegno alla proposta di aumento del prezzo nasce da un'articolata mobilitazione della comunità oncologica e scientifica italiana. Gli organismi promotori della raccolta firme mettono a disposizione dati verificati, strategie di sensibilizzazione e reti di contatto a livello nazionale per la diffusione dell'iniziativa.

Anche le istituzioni sono chiamate a responsabilità: la legge sarà trasmessa in Parlamento solo una volta raggiunte 50.000 adesioni, momento in cui deputati e senatori saranno tenuti a discutere e valutare l'efficacia reale e le modalità di attuazione normativa. Diversi esponenti della sanità pubblica sostengono l'urgenza di provvedimenti di contrasto al tabagismo, collocando l'iniziativa tra le azioni più promettenti per la riduzione delle malattie fumo-correlate e per il riequilibrio economico del settore sanitario.

La collaborazione tra comunità scientifica, istituzioni e cittadini rafforza il valore pubblico della campagna e garantisce affidabilità ed evidenza empirica nella definizione del percorso legislativo.

Esperienze internazionali e confronto con altri Paesi europei

Le politiche di controllo dei prezzi sui prodotti da fumo sono già state adottate con risultati significativi in diverse nazioni europee. Francia e Irlanda rappresentano due esempi di rilievo: a seguito dell'introduzione di forti rincari sulle sigarette, entrambi i Paesi hanno registrato un calo sostanziale del numero di fumatori abituali. Le accise in Italia, ferme a 3,19 euro a confezione, risultano ancora inferiori rispetto ai 7,45 euro della Francia e ai 9,92 euro dell'Irlanda.

Tali differenze di approccio hanno prodotto tassi di tabagismo più elevati in Italia rispetto ad altre realtà comparabili. L'esperienza internazionale evidenzia che l'inasprimento deciso sui prezzi è, insieme a campagne di prevenzione e servizi di supporto alla cessazione, la misura più efficace per una riduzione tangibile e duratura della dipendenza da tabacco.

L'Italia, seguendo la scia di Paesi in cui la politica fiscale ha prodotto risultati virtuosi, intende allinearsi agli standard più efficaci di prevenzione e salute pubblica europea.