Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Conviene comprare il Btp Short Term in asta domani 27 gennaio 2016? I pro e contro

di Marcello Tansini pubblicato il
Btp Short Term

Il Btp Short Term in occasione dell'asta del 27 gennaio 2016, spiegandone caratteristiche, vantaggi e rischi, per valutare se la sua sottoscrizione sia una scelta vantaggiosa in questo contesto.

In occasione dell'asta prevista per il 27 gennaio 2016, i cosiddetti Btp Short Term si pongono come una delle soluzioni più ricercate dagli investitori attenti all'equilibrio tra rendimento, rischio e orizzonte temporale. L'interesse verso questa tipologia di titoli è favorito dal contesto economico di fine 2015 e inizio 2016, caratterizzato da tassi d'interesse contenuti e da una rinnovata attenzione verso la solidità dell'emittente, lo Stato italiano.

Esaminando le tendenze di mercato dell'epoca, si ricava che le aste dei titoli di Stato attirano sia investitori istituzionali che risparmiatori privati alla ricerca di strumenti meno esposti alla volatilità, soprattutto dopo le oscillazioni dei listini azionari durante il periodo in questione.

Cosa sono i Btp Short Term e come funzionano

I Buoni del Tesoro Pluriennali a breve termine, in gergo Btp Short Term, rappresentano una declinazione dei titoli di debito pubblico italiano con scadenze più contenute rispetto ai tipici Btp decennali o trentennali. Generalmente, questi strumenti presentano maturità comprese fra 18 e 36 mesi, diventando così una soluzione intermedia tra i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e le scadenze più lunghe proprie dei classici Btp.

L'acquisizione di questi titoli avviene principalmente in occasione delle aste periodiche indette dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze), dove gli investitori possono partecipare tramite il proprio istituto di credito o intermediario finanziario. Il funzionamento è semplice:

  • L'investitore acquista il titolo al prezzo determinato dall'asta;
  • Riceve cedole periodiche (tipicamente annuali o semestrali), il cui importo dipende dal tasso fissato in emissione;
  • Alla scadenza, il capitale viene rimborsato al valore nominale, a prescindere dal prezzo pagato in fase d'asta.
Questa struttura assicura prevedibilità e trasparenza: il rischio principale è legato alla solidità dell'emittente, ovvero lo Stato italiano. Ulteriore caratteristica distintiva dei Btp Short Term è la minore esposizione ai movimenti dei tassi d'interesse, dovuta alla sintetica duration. Di conseguenza, questi strumenti sono spesso preferiti da chi intende evitare le oscillazioni di prezzo tipiche dei Btp a lunga scadenza.

Riguardo la tassazione, i relativi proventi godono di una fiscalità agevolata al 12,5%, rendendo tale strumento appetibile rispetto ad altre obbligazioni corporate. La liquidità è elevata, in quanto, una volta emessi, i titoli vengono quotati sul mercato MOT, consentendo agli investitori di rivenderli in qualunque momento prima della scadenza.

Infine, le clausole CACs (Collective Action Clauses), inserite nei titoli di Stato italiani emessi dopo gennaio 2013, hanno introdotto meccanismi per la ristrutturazione del debito pubblico: questo aspetto, seppur poco probabile a breve-medio termine, resta un elemento da considerare con attenzione.

Analisi dei vantaggi nell'acquisto dei Btp Short Term in asta

I Btp Short Term tendono a essere identificati come strumenti utili per chi cerca stabilità del capitale e una modesta fonte di reddito, integrandosi bene in portafogli orientati alla prudenza. Analizzando i possibili benefici derivanti da una partecipazione all'asta, emergono alcuni punti chiave:

  • Minore volatilità: la breve scadenza riduce l'impatto dei cambiamenti nei tassi di interesse, rendendo la quotazione meno soggetta a oscillazioni rispetto ai Btp a medio-lungo termine.
  • Liquidità garantita: una volta conclusa l'asta, i titoli sono scambiabili in ogni seduta di mercato sul MOT, permettendo di monetizzare facilmente l'investimento.
  • Prevedibilità del rendimento: le cedole sono fisse e conosciute all'acquisto, così come il valore di rimborso a scadenza, offrendo una pianificazione certa del flusso di cassa.
  • Tassazione ridotta: l'aliquota fiscale sui rendimenti si attesta al 12,5%, ben inferiore al 26% previsto su molte altre rendite finanziarie.
  • Solido merito creditizio: l'Italia, nonostante lo spread rispetto ad altri paesi UE e un rating ormai consolidato intorno a BBB, è storicamente considerata in grado di onorare il proprio debito pubblico.
Un ulteriore vantaggio è l'assenza di imposta di successione sui Btp detenuti, caratteristica che li rende talvolta preferiti per passaggi generazionali di grandi capitali. L'acquisto diretto in asta, inoltre, consente talora di accaparrarsi il titolo a un prezzo più vantaggioso rispetto al successivo mercato secondario, soprattutto quando la domanda è elevata.

I Btp Short Term sono spesso scelti per parcheggiare temporaneamente la liquidità, grazie a una combinazione di sicurezza, rendimento certo (pur basso) e rapidità di liquidazione rispetto a investimenti meno flessibili.

Possibili rischi e svantaggi dei Btp Short Term

Pur rappresentando una delle opzioni a minor rischio nel ventaglio dei titoli di Stato, i Btp Short Term presentano comunque alcune insidie che devono essere analizzate con attenzione da ogni investitore consapevole:

  • Rendimento effettivo modesto o negativo: la breve durata, unita ai bassi tassi d'interesse prevalenti nel periodo di emissione, può generare rendimenti reali (ossia corretti per inflazione) molto ridotti, talvolta anche inferiori al tasso di crescita dei prezzi al consumo.
  • Peso dell'inflazione: se l'andamento inflattivo si presenta superiore al previsto, l'effettivo potere d'acquisto dei risparmi investiti si riduce, compromettendo il risultato finale dell'investimento.
  • Rating sovrano: pur in presenza di una storia creditizia solida, il rating assegnato all'Italia rimane su livelli di investment grade ma poco sopra la soglia dei junk bond. Nuove turbolenze economiche, politiche o finanziarie potrebbero peggiorare la percezione di affidabilità e di conseguenza influenzare i prezzi dei titoli anche a breve.
  • Mercato secondario: se l'investitore intende liquidare prima della scadenza, il valore di mercato potrebbe risultare inferiore rispetto a quanto pagato in asta, specie in caso di incrementi inattesi dei tassi d'interesse internazionali.
  • Alternative più redditizie: negli ultimi anni sono emersi prodotti alternativi (es. ETF su obbligazioni, strumenti peer-to-peer, crowdfunding immobiliare) che, seppur più rischiosi, hanno evidenziato rendimenti potenzialmente più elevati rispetto ai Btp brevi.
Da non sottovalutare, inoltre, le peculiarità introdotte dalle clausole CACs, che consentono, in eventuali fasi di crisi profonda, di rinegoziare condizioni o rimborso dei titoli con una decisione a maggioranza degli obbligazionisti. Tale scenario, sebbene ritenuto improbabile da molte analisi, rimane un richiamo alla necessità di diversificare il rischio e valutare con attenzione composizione e obiettivi del proprio portafoglio.

Conviene partecipare all'asta del 27 gennaio 2016?

L'desione all'asta in oggetto va valutata soppesando con lucidità i principali vantaggi e rischi suggeriti dalle evidenze di mercato di quel periodo. Il contesto globale del 2016 suggeriva una propensione per titoli a breve scadenza in risposta a volatilità elevate e a politiche monetarie ancora accomodanti. Di seguito, una tabella comparativa che sintetizza i principali elementi emersi:

Vantaggi

Svantaggi

Liquidità e sicurezza

Modesto rendimento reale

Tassazione agevolata

Esposizione all'inflazione

Accesso diretto e agevolato all'asta

Possibili ribassi in caso di vendita anticipata

Esenzione da imposta di successione

Concorrenza di prodotti alternativi

Alla luce delle caratteristiche proprie dei Btp Short Term, l'acquisto all'asta poteva rivelarsi adatto a profili di investitori con basso appetito per il rischio e l'obiettivo di preservare il capitale in attesa di condizioni più favorevoli sui mercati. Tuttavia, la debolezza dei rendimenti, i rischi legati al quadro macroeconomico e la presenza di opzioni più remunerative per chi dispone di una maggiore propensione al rischio consigliavano un'analisi personalizzata sulla base dei propri orizzonti temporali e bisogni finanziari.

Il ricorso a questa tipologia di strumento, quindi, si configurava più come soluzione temporanea - adatta a parcheggiare la liquidità per periodi definiti - piuttosto che come investimento a medio-lungo termine volto a produrre crescita reale del patrimonio. In definitiva, la scelta richiedeva un'attenta riflessione, supportata da una valutazione di mercato e da una corretta stima delle proprie esigenze e aspettative.