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Pensioni, di quanto e per chi aumenterà l'età richiesta per i prossimi 5 anni in base a calcoli Ragioneria dello Stato

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni quanto chi aumentera eta richie

Nuove regole per l’età pensionabile: la Ragioneria dello Stato prevede aumenti nei prossimi anni legati all’aspettativa di vita, con esclusioni per alcuni lavoratori e scenari diversi a seconda della categoria

Il sistema pensionistico italiano è alle prese con nuove regole di accesso alla pensione per effetto dell’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita. Le previsioni elaborate dalla Ragioneria generale dello Stato confermano che dal 2029 l’età richiesta per la pensione di vecchiaia e anticipata subirà un ulteriore allungamento: tre mesi in più nel 2029 e altri due mesi nel 2031. Questo meccanismo, pensato per garantire sostenibilità e compattezza finanziaria al sistema, si applicherà in modo differenziato a seconda del tipo di attività svolta e dell’anzianità contributiva.

Come funziona il meccanismo di adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita

L’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita rappresenta uno degli strumenti cardine della normativa vigente. Con cadenza biennale, i dati forniti dall’Istat sulla speranza di vita al compimento dei 65 anni vengono presi come riferimento per stabilire eventuali modiche all’età e ai contributi necessari per accedere alla pensione ordinaria e anticipata.

Il meccanismo prevede che:

  • L’età di uscita per la pensione di vecchiaia e i requisiti di contribuzione per la pensione anticipata vengano aumentati automaticamente qualora l’aspettativa di vita aumenti.
  • Tali adeguamenti vengono fissati tramite decreto direttoriale, sulla base dei dati consolidati dell’Istat e non di semplici stime preliminari.
  • L’aggiornamento avviene ogni due anni: se l’aspettativa di vita cresce rispetto alla rilevazione precedente, i requisiti vengono innalzati in misura proporzionale.
Il processo si articola secondo la seguente modalità:
  • Monitoraggio dell’aspettativa di vita da parte di Istat.
  • Pubblicazione del dato ufficiale e conseguente aggiornamento dei requisiti tramite decreto.
  • Entrata in vigore degli aumenti generalmente dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Gli incrementi riguardano principalmente:
  • Pensione di vecchiaia (età minima e anni di contributi richiesti);
  • Pensione anticipata (solo i contributi necessari all’accesso, indipendentemente dall’età anagrafica).
Fanno parziale eccezione alcune categorie di lavoratori ben definite (usuranti, gravosi, personale sicurezza), che godono di regole meno rigide. 

Le tappe degli aumenti: 2027, 2028, 2029 e 2031

Dopo otto anni di sostanziale stabilità, dal 2027 scatteranno nuovi aumenti dei requisiti di accesso per pensione di vecchiaia e anticipata, come delineato dalla più recente Legge di Bilancio e confermato dalla Ragioneria generale dello Stato. Il percorso, già definito da apposito decreto, prevede una crescita graduale ma tangibile:

  • 2027: incremento di un mese per la pensione di vecchiaia (si passa a 67 anni e 1 mese con almeno 20 anni di contributi) e per l’anticipata (42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne).
  • 2028: ulteriore aumento di due mesi: 67 anni e 3 mesi per la vecchiaia e 43 anni e 1 mese per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per le donne).
  • 2029: lo scenario aggiornato della Ragioneria prevede un salto di tre mesi, portando l’accesso a 67 anni e 6 mesi (vecchiaia) e 43 anni e 4 mesi (anticipata, un anno in meno per le donne e mantenendo la finestra mobile di tre mesi).
  • 2031: stando alle attuali stime tecniche, si aggiungeranno altri due mesi: 67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia; 43 anni e 4 mesi per il pensionamento anticipato.
Questi adeguamenti sono attivati automaticamente sulla base dell’andamento della speranza di vita a 65 anni e rappresentano la risposta più aggiornata dell’ordinamento italiano alle dinamiche demografiche, agendo come correttivo strutturale al sistema previdenziale.

L’incremento stimato dalla Ragioneria dello Stato per il 2029 e il 2031

Le più recenti simulazioni effettuate sulla base dello scenario demografico Istat mediano (base 2024) hanno portato a una revisione verso l’alto degli aumenti previsti. In precedenza si ipotizzava un innalzamento di due mesi a partire dal 2029, ma la nota di aggiornamento al 26° Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo (Ragioneria dello Stato) parla ora chiaramente di tre mesi in più dal 2029. Questo significa che:

Periodo Pensione di vecchiaia Pensione anticipata ordinaria
2029-2030 67 anni e 6 mesi 43 anni e 4 mesi (1 anno in meno per le donne)
2031-2032 67 anni e 8 mesi 43 anni e 4 mesi (invariate le differenze di genere)

La Ragioneria precisa che i valori esatti saranno ufficializzati solo dopo l’accertamento definitivo dei dati da parte dell’Istat. Questo meccanismo garantisce la massima aderenza ai trend reali, evitando sia sottostime sia sovrastime che potrebbero minare la sostenibilità del sistema.

Nei fatti, chi è nato nel 1962 e compirà 67 anni nel 2029, potrà accedere alla pensione di vecchiaia solo a 67 anni e 6 mesi. Per la pensione anticipata serviranno invece 43 anni e 4 mesi di contributi; per le donne un anno in meno. Rimane poi la "finestra mobile" di tre mesi prima della decorrenza effettiva dell’assegno.

Chi sono i lavoratori esclusi dagli aumenti: usuranti, gravosi e altri casi particolari

La normativa ha previsto alcune deroghe all’aumento automatico dei requisiti per determinate categorie che svolgono lavori riconosciuti come particolarmente impegnativi dal punto di vista fisico e psicologico. Questi sono:

  • Lavoratori usuranti: includono chi svolge lavori notturni, addetti a catena e altre mansioni faticose per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività. Per questi soggetti restano validi requisiti meno rigidi fino al 31 dicembre 2028: accesso alla pensione di anzianità con quota 97,6 (somma di età e contributi), minimo 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
  • Dipendenti impegnati in mansioni gravose: operai edili, personale scuole d’infanzia, conduttori di mezzi pesanti, ecc. Possibilità di pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi e almeno 30 anni di contributi, oppure pensione anticipata senza aumento dei requisiti contributivi fino al 31/12/2028.
  • Lavoratori invalidi (almeno 74%): per questa categoria, invece, il requisito contributivo per la pensione anticipata cresce di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028, allineandosi alle regole generali dopo questa scadenza.
Un aspetto importante è che queste categorie continuano a restare escluse dagli aumenti anche per il biennio 2027-2028, mantenendo i requisiti precedenti e rafforzando così la tutela nei confronti delle condizioni lavorative più difficili.

Cosa cambia per le diverse tipologie di lavoratori (ante/post 1996, comparto sicurezza)

Le regole di accesso alla pensione variano sensibilmente in base alla data di inizio della carriera contributiva e al comparto di appartenenza:

  • Lavoratori con contribuzione ante 1996: soggetti al sistema misto, vedranno gradualmente aumentare il requisito anagrafico e contributivo secondo gli scaglioni previsti: dal 2027 servirà un mese in più (67 anni e 1 mese), dal 2028 due mesi ulteriori e così via.
  • Lavoratori con contribuzione post 1996: accedono alle stesse regole anagrafiche (67 anni e progressivi aumenti), ma con aggiunta della condizione che la pensione maturata sia almeno pari all’assegno sociale (546,24 euro nel 2026). In mancanza di questo importo possono ottenere la pensione di vecchiaia al compimento dei 71 anni e almeno 5 anni di contributi “effettivi”.
  • Comparto sicurezza (forze armate, forze dell’ordine, vigili del fuoco): a partire dal 2028, per questi lavoratori la normativa prevede un incremento ad hoc di un ulteriore mese ogni anno tra il 2028 e il 2030, oltre agli adeguamenti generali.
L’eliminazione di canali come Quota 103 e Opzione Donna rende ancora più stringenti i percorsi di uscita anticipata dal lavoro, mentre l’Ape Sociale resta operativa, prolungata almeno fino a fine 2026.

Stime future e scenario a lungo termine: gli anni dopo il 2031

Secondo le proiezioni della Ragioneria generale, il percorso di adeguamento dei requisiti pensionistici non finirà nel 2031. Le stime, che tengono conto della dinamica demografica attesa fino al 2084, indicano un progressivo e graduale innalzamento dei limiti di età e di contribuzione richiesti:

  • Dal 2033 è previsto un ulteriore aumento di un mese ogni biennio (secondo lo scenario medio Istat attuale).
  • Nel 2050 si potrebbe raggiungere un’età pensionabile di 68 anni e 11 mesi per la pensione di vecchiaia, con un adeguamento cumulato (rispetto a oggi) di 4 anni e 9 mesi per l’età e di 4 anni e 4 mesi per il requisito contributivo per la pensione anticipata.





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