Dal 5 giugno 2026, il mercato delle sigarette elettroniche sarà scosso da nuove variazioni di prezzo che coinvolgono stick e marche, sulle quali incidono accise, imposte e dinamiche di consumo, sollevando interrogativi su salute, economia e regolamentazione futura.
Un nuovo capitolo sul fronte dei costi per i prodotti da fumo senza combustione si apre a partire da venerdì 5 giugno 2026. Secondo la comunicazione ufficiale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono previste modifiche nei prezzi al dettaglio di diversi stick e device per sigarette elettroniche. Tali variazioni interessano in particolare i dispositivi ad inalazione che negli ultimi anni hanno riscosso crescente popolarità tra adulti e giovani, contribuendo a ridefinire le tendenze di consumo legate alla nicotina in Italia.
Questi cambiamenti, determinati da aggiornamenti nelle politiche fiscali e nelle strategie di mercato, rispondono a una duplice esigenza: tutelare la salute pubblica e adeguare il gettito erariale. Non tutti i dispositivi subiranno lo stesso destino: se per alcune tipologie si attende una diminuzione, altri registreranno invece un incremento. Il fenomeno impatta sia i consumatori abituali che i produttori, con ripercussioni destinate a propagarsi nell’intero settore del tabacco e dei prodotti alternativi.
L’attenzione dei segmenti di mercato più sensibili ai prezzi, come i giovani, si concentra sulle modalità e sull’entità di tali variazioni, nonché sulle implicazioni per il portafoglio quotidiano del consumatore medio.
Con l'entrata in vigore dei nuovi listini, si delineano due tendenze opposte per i costi degli stick destinati all’uso nelle sigarette elettroniche. Alcune marche vedono una riduzione del prezzo fino a 50 centesimi a confezione, rendendo questi prodotti più accessibili rispetto al passato. La diminuzione non coinvolge tuttavia l’intero panorama dell’offerta: solo una parte degli stick da inalazione beneficia di questa scelta tariffaria, mentre altri mantengono prezzi invariati o subiscono incrementi in linea con l’aumento generale delle accise.
Interessante è il confronto con le sigarette tradizionali e con il tabacco riscaldato: in questi segmenti sono previsti aumenti nei pacchetti che vanno da 10 a 30 centesimi, con alcune marche storiche che segnano l’incremento maggiore.
L’assetto fiscale dei prodotti del tabacco ha subito significative trasformazioni tra il 2025 e il 2028, con un percorso di progressivi aumenti delle accise su sigarette, trinciati e stick elettronici. Dal 2026, l’accisa sui tabacchi lavorati passa a 32 euro per 1.000 sigarette e proseguirà l’andamento crescente nei due anni successivi secondo le tabelle ufficiali dell’ADM. Gli stick per e-cig sono soggetti a una tassazione differenziata basata sulla percentuale del prezzo di vendita: 18% per i prodotti con nicotina e 13% per quelli senza, in attesa di ulteriori innalzamenti nel 2027 e nel 2028.
Tale politica fiscale mira a:
Parallelamente agli interventi normativi già attuati, società scientifiche, fondazioni oncologiche e associazioni per la prevenzione hanno promosso una proposta di legge popolare volta ad incrementare sensibilmente il prezzo dei prodotti contenenti nicotina. Tale campagna, sostenuta da realtà accreditate come AIOM e Fondazione AIRC, punta ad alzare di 5 euro il prezzo al dettaglio di sigarette tradizionali, tabacco riscaldato ed elettronico.
L’Italia sta vivendo un’importante evoluzione delle abitudini di consumo dei prodotti a base di nicotina. Mentre il fumo convenzionale mostra una lieve flessione, cresce in modo evidente il ricorso a dispositivi senza combustione, in particolare tra gli under 25.
Le indagini recenti condotte dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS indicano che oltre 850mila adolescenti tra 14 e 17 anni e circa 93mila tra 11 e 13 anni hanno usato almeno un prodotto contenente nicotina nell'ultimo mese. Si registra un netto incremento del policonsumo – ossia l’uso simultaneo di sigarette elettroniche, bustine di nicotina e tabacco riscaldato – soprattutto nelle studentesse delle scuole medie e superiori.
| Fascia d'età | Percentuale utilizzo almeno un prodotto nicotinico |
| 11-13 anni | 5,9% |
| 14-17 anni | 37,1% |
| Adolescenti (sigarette elettroniche) | 30,8% |
Tra i giovani adulti la sostituzione tra prodotti tradizionali e alternative tecnologiche ha rallentato la diminuzione complessiva dei consumi nicotinici rispetto agli anni precedenti. Gli effetti sono evidenziati anche tra le donne e nei segmenti più fragili della popolazione, complicando ulteriormente le strategie di prevenzione e trattamento delle dipendenze.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...