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Start Tax, una nuova tassa per i dipendenti under 35: come funziona e quanto farebbe aumentare stipendi

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Una panoramica sulla proposta della Start Tax, la nuova tassa dedicata ai dipendenti under 35: analisi del funzionamento, confronto con l’attuale IRPEF e impatto reale sugli stipendi e sull’occupazione giovanile.

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Via libera ad una rivoluzione fiscale che potrebbe incidere sulle finanze di centinaia di migliaia di lavoratori sotto i 35 anni. Una nuova imposta, definita Start Tax, si profila come potenziale punto di svolta nel panorama del lavoro giovanile, con la prospettiva concreta di aumenti consistenti negli stipendi netti mensili. Questa misura, alternativa al modello attuale dell’IRPEF, promette vantaggi immediati e tangibili, ma anche implicazioni di ampio respiro sul mercato del lavoro e sul benessere dei più giovani.

L’arrivo di una tassazione agevolata crea grandi aspettative tra chi desidera una busta paga più ricca e vede in questa norma un’opportunità per sfuggire a una pressione fiscale da molti giudicata eccessiva. Chi ha meno di 35 anni e un contratto a tempo indeterminato rischia di essere protagonista di un sistema che, per la prima volta, abbandona gli scaglioni tradizionali in favore delle aliquote 10%, 20% e 30%. Il risparmio sul fronte fiscale potrebbe superare 400 euro netti al mese per chi rientra negli scaglioni strategici—younger under 35 con redditi attorno ai 35.000 euro lordi annui.

Ma a quali condizioni questa misura sarà accessibile? Che errori evitare e come calcolare l’effettivo beneficio? La competenza tecnica è essenziale per orientarsi tra requisiti, limiti, confronti e procedure di accesso. Ecco tutte le risposte chiave e i riferimenti che occorre conoscere per valutare l’impatto di questa rivoluzione contributiva.

Come funziona la Start Tax: aliquote agevolate e confronto con l’IRPEF vigente

Il tessuto normativo delle imposte sui redditi personali si appresta a cambiare volto per gli under 35. La Start Tax ridefinisce le modalità di prelievo fiscale sui redditi da lavoro dipendente, introducendo uno schema di aliquote molto più favorevole rispetto a quello attuale regolato dall’IRPEF.

Attualmente, l’IRPEF prevede queste aliquote per fasce di reddito annuo lordo:

  • 23% fino a 15.000 euro
  • 25% tra 15.001 e 28.000 euro
  • 35% tra 28.001 e 50.000 euro
  • 43% oltre i 50.000 euro.
La nuova disciplina della Start Tax prevede invece:
  • 10% fino a 15.000 euro
  • 20% da 15.001 a 28.000 euro
  • 30% da 28.001 fino ai 50.000 euro.
Per comprendere la portata del cambiamento, ecco una tabella comparativa tra IRPEF attuale e Start Tax:
Fascia di reddito lordo annuo IRPEF attuale Start Tax
Fino a 15.000 € 23% 10%
15.001 – 28.000 € 25% 20%
28.001 – 50.000 € 35% 30%
Oltre 50.000 € 43% (non previsto, resta IRPEF)

L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni, secondo documenti normativi e analisi di settore, è incrementare il netto in busta paga tramite la riduzione diretta delle trattenute, senza intaccare la sostenibilità dei conti pubblici. Si mira particolarmente a:

  • stimolare l’occupazione stabile (come già evidenziato dai bonus per contratti indeterminati);
  • favorire il rientro e il mantenimento in Italia dei talenti giovani;
  • incentivare nuova contrattualizzazione, soprattutto al sud e nelle aree di crisi tramite cumulo con misure come l’esonero contributivo ZES.
L’accesso alla Start Tax non è automatico per tutti coloro che abbiano meno di 35 anni. Affinché il lavoratore possa beneficiare del regime agevolato occorre che siano soddisfatti requisiti paralleli a quelli già previsti per analoghi sgravi contributivi, ovvero:
  • età inferiore ai 35 anni alla data della richiesta;
  • assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato (criterio già in uso per bonus INPS under 35, che potrebbe essere mantenuto anche nella versione Start Tax);
  • tipologia di contratto: lavoro subordinato a tempo indeterminato, sia full-time che part-time;
  • mantenimento della regolarità contributiva da parte del datore di lavoro.
Vi sono alcune errori frequenti da evitare nel valutare l’adesione:
  • Confondere la Start Tax con un bonus temporaneo o una semplice detrazione: si tratta di una modifica strutturale della modalità di tassazione.
  • Presumere che l’applicazione sia automatica senza verifica dei requisiti anagrafici e contrattuali.
  • Dimenticare i limiti di cumulabilità con altri incentivi: occorre consultare la normativa di riferimento (es. circolari INPS e Agenzia delle Entrate) per capire i casi particolari e i margini effettivi di vantaggio.
Sul piano operativo, il riconoscimento del regime agevolato avverrà attraverso una richiesta tramite i canali dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate, con necessità di presentare evidenza dei dati anagrafici e del contratto. Come già oggi avviene per le agevolazioni contributive, il beneficio verrà quindi riflesso direttamente nella retribuzione netta mensile.

Un aspetto tecnico di rilievo è la differenza tra base imponibile fiscale e base imponibile contributiva: la riduzione delle aliquote nella Start Tax incide solo sulla quota IRPEF, mentre la contribuzione previdenziale (INPS) resta invariata salvo ulteriori benefici cumulabili.

Cosa cambia rispetto al bonus assunzione: il bonus giovani under 35, confermato fino al 2026, riguarda l’esonero dei contributi INPS fino a 500-650 euro mensili e interviene sul costo per il datore di lavoro. La Start Tax, invece, agisce direttamente sul cuneo fiscale del lavoratore, cioè sulle imposte IRPEF trattenute dalla busta paga, assicurando così un aumento immediato del netto percepito. Le due misure potranno però potenzialmente sommarsi nei casi previsti dalla legge, moltiplicando il vantaggio per i più giovani.

Elemento chiave della proposta è quindi la semplicità di applicazione e la trasparenza dei benefici, due fattori centrali per il successo e la percezione di equità di ogni nuova misura fiscale (fonte: proposte legislative in materia di riforma fiscale, relazioni INPS, analisi di istituti di ricerca del lavoro).

Impatto della Start Tax su stipendi e occupazione giovanile: dati, analisi e simulazioni di risparmio

L’introduzione della Start Tax solleva nuove aspettative e una serie di domande pratiche: quale sarà l’aumento netto in busta paga? Quali effettive ricadute sull’occupazione? L’obiettivo primario è rafforzare la presenza nel mercato del lavoro di una fascia spesso penalizzata sia dalla pressione fiscale sia dalla precarietà occupazionale.

Sulla base di valutazioni elaborate da enti di ricerca indipendenti, dal Centro Studi Confindustria e da simulazioni su dati pubblici forniti da INPS e Agenzia delle Entrate, emergono alcune stime credibili:

  • Per redditi annui da 20.000 a 35.000 euro lordi, il vantaggio fiscale può oscillare tra i 250 e i 400 euro netti mensili rispetto all’IRPEF classica.
  • Per i lavoratori nelle fasce più basse, specie in regioni come il Mezzogiorno e nelle Zone Economiche Speciali, la combinazione con esoneri contributivi arriva a garantire incrementi anche superiori ai 500 euro netti mensili.
  • Su base annua, il vantaggio sul reddito netto di un under 35 con reddito lordo di circa 30.000 euro è stimato attorno ai 4.000 – 5.000 euro rispetto agli scaglioni IRPEF attuali.
Esempi pratici di simulazione:
Reddito lordo annuo IRPEF netta mensile Netto mensile Start Tax Risparmio stimato
20.000 € 1.270 € 1.470 € +200 €
30.000 € 1.680 € 2.070 € +390 €
35.000 € 1.910 € 2.310 € +400 €

Innalzare il potere d’acquisto dei giovani lavoratori significa anche incidere sulle scelte di vita: matrimonio, figli, casa, consumi, investimenti. La maggiore liquidità può incentivare la mobilità lavorativa e ridurre il rischio di fuga dei cervelli. L’esperienza diretta di alcuni beneficiari nei primi mesi di applicazione ha già mostrato un incremento di domande di assunzione a tempo indeterminato da parte degli under 35, a fronte di una maggiore attrattività territoriale delle imprese più dinamiche.

Rischi e limiti da monitorare:

  • Possibili effetti distorsivi sul medio periodo se la misura non verrà prorogata una volta raggiunti i 35 anni;
  • Rischio di segmentazione nel mercato del lavoro tra giovani e over 35;
  • Difficoltà nell’armonizzazione con sistemi di welfare e previdenza già esistenti.
Per evitare errori di valutazione, è essenziale analizzare la posizione personale tramite simulazioni o calcolatori aggiornati, confrontando il netto in busta con e senza benefici fiscali, e verificare la permanenza dei requisiti mese per mese.

L’effetto combinato su occupazione giovanile è stato stimato dalle relazioni tecniche del Ministero del Lavoro come potenzialmente molto positivo, specie nelle realtà dove gli sgravi contributivi già hanno favorito un aumento delle assunzioni stabili. Un incremento occupazionale netto per gli under 35 è già stato favorito dagli esoneri INPS, mentre la nuova imposta potrebbe consolidare la tendenza, fornendo nell’immediato un incentivo diretto al lavoratore oltre che all’impresa.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...