Una panoramica sulla proposta della Start Tax, la nuova tassa dedicata ai dipendenti under 35: analisi del funzionamento, confronto con l’attuale IRPEF e impatto reale sugli stipendi e sull’occupazione giovanile.
Via libera ad una rivoluzione fiscale che potrebbe incidere sulle finanze di centinaia di migliaia di lavoratori sotto i 35 anni. Una nuova imposta, definita Start Tax, si profila come potenziale punto di svolta nel panorama del lavoro giovanile, con la prospettiva concreta di aumenti consistenti negli stipendi netti mensili. Questa misura, alternativa al modello attuale dell’IRPEF, promette vantaggi immediati e tangibili, ma anche implicazioni di ampio respiro sul mercato del lavoro e sul benessere dei più giovani.
L’arrivo di una tassazione agevolata crea grandi aspettative tra chi desidera una busta paga più ricca e vede in questa norma un’opportunità per sfuggire a una pressione fiscale da molti giudicata eccessiva. Chi ha meno di 35 anni e un contratto a tempo indeterminato rischia di essere protagonista di un sistema che, per la prima volta, abbandona gli scaglioni tradizionali in favore delle aliquote 10%, 20% e 30%. Il risparmio sul fronte fiscale potrebbe superare 400 euro netti al mese per chi rientra negli scaglioni strategici—younger under 35 con redditi attorno ai 35.000 euro lordi annui.
Ma a quali condizioni questa misura sarà accessibile? Che errori evitare e come calcolare l’effettivo beneficio? La competenza tecnica è essenziale per orientarsi tra requisiti, limiti, confronti e procedure di accesso. Ecco tutte le risposte chiave e i riferimenti che occorre conoscere per valutare l’impatto di questa rivoluzione contributiva.
Il tessuto normativo delle imposte sui redditi personali si appresta a cambiare volto per gli under 35. La Start Tax ridefinisce le modalità di prelievo fiscale sui redditi da lavoro dipendente, introducendo uno schema di aliquote molto più favorevole rispetto a quello attuale regolato dall’IRPEF.
Attualmente, l’IRPEF prevede queste aliquote per fasce di reddito annuo lordo:
| Fascia di reddito lordo annuo | IRPEF attuale | Start Tax |
| Fino a 15.000 € | 23% | 10% |
| 15.001 – 28.000 € | 25% | 20% |
| 28.001 – 50.000 € | 35% | 30% |
| Oltre 50.000 € | 43% | (non previsto, resta IRPEF) |
L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni, secondo documenti normativi e analisi di settore, è incrementare il netto in busta paga tramite la riduzione diretta delle trattenute, senza intaccare la sostenibilità dei conti pubblici. Si mira particolarmente a:
Un aspetto tecnico di rilievo è la differenza tra base imponibile fiscale e base imponibile contributiva: la riduzione delle aliquote nella Start Tax incide solo sulla quota IRPEF, mentre la contribuzione previdenziale (INPS) resta invariata salvo ulteriori benefici cumulabili.
Cosa cambia rispetto al bonus assunzione: il bonus giovani under 35, confermato fino al 2026, riguarda l’esonero dei contributi INPS fino a 500-650 euro mensili e interviene sul costo per il datore di lavoro. La Start Tax, invece, agisce direttamente sul cuneo fiscale del lavoratore, cioè sulle imposte IRPEF trattenute dalla busta paga, assicurando così un aumento immediato del netto percepito. Le due misure potranno però potenzialmente sommarsi nei casi previsti dalla legge, moltiplicando il vantaggio per i più giovani.
Elemento chiave della proposta è quindi la semplicità di applicazione e la trasparenza dei benefici, due fattori centrali per il successo e la percezione di equità di ogni nuova misura fiscale (fonte: proposte legislative in materia di riforma fiscale, relazioni INPS, analisi di istituti di ricerca del lavoro).
L’introduzione della Start Tax solleva nuove aspettative e una serie di domande pratiche: quale sarà l’aumento netto in busta paga? Quali effettive ricadute sull’occupazione? L’obiettivo primario è rafforzare la presenza nel mercato del lavoro di una fascia spesso penalizzata sia dalla pressione fiscale sia dalla precarietà occupazionale.
Sulla base di valutazioni elaborate da enti di ricerca indipendenti, dal Centro Studi Confindustria e da simulazioni su dati pubblici forniti da INPS e Agenzia delle Entrate, emergono alcune stime credibili:
| Reddito lordo annuo | IRPEF netta mensile | Netto mensile Start Tax | Risparmio stimato |
| 20.000 € | 1.270 € | 1.470 € | +200 € |
| 30.000 € | 1.680 € | 2.070 € | +390 € |
| 35.000 € | 1.910 € | 2.310 € | +400 € |
Innalzare il potere d’acquisto dei giovani lavoratori significa anche incidere sulle scelte di vita: matrimonio, figli, casa, consumi, investimenti. La maggiore liquidità può incentivare la mobilità lavorativa e ridurre il rischio di fuga dei cervelli. L’esperienza diretta di alcuni beneficiari nei primi mesi di applicazione ha già mostrato un incremento di domande di assunzione a tempo indeterminato da parte degli under 35, a fronte di una maggiore attrattività territoriale delle imprese più dinamiche.
Rischi e limiti da monitorare:
L’effetto combinato su occupazione giovanile è stato stimato dalle relazioni tecniche del Ministero del Lavoro come potenzialmente molto positivo, specie nelle realtà dove gli sgravi contributivi già hanno favorito un aumento delle assunzioni stabili. Un incremento occupazionale netto per gli under 35 è già stato favorito dagli esoneri INPS, mentre la nuova imposta potrebbe consolidare la tendenza, fornendo nell’immediato un incentivo diretto al lavoratore oltre che all’impresa.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...