L'avanzata dei marchi cinesi Leapmotor, Dongfeng e Hongqi nel gruppo Stellantis sta trasformando il panorama automobilistico europeo. Alleanze strategiche, produzioni locali e innovazione.
Negli ultimi anni, sto osservando una trasformazione profonda nel panorama automotive europeo. Una riorganizzazione che vede l'industria continentale fare spazio alle strategie di marchi della Repubblica Popolare, non solo come produttori ma anche come protagonisti attivi nei siti produttivi locali. Il contesto odierno è segnato da eccesso di capacità negli impianti di alcuni grandi gruppi e, contemporaneamente, dalla spinta dei costruttori orientali a presidiare mercati ritenuti chiave per la loro crescita oltreconfine.
In questa cornice, la rinnovata alleanza tra importanti case europee e player cinesi va oltre la semplice collaborazione commerciale: riflette il nuovo equilibrio in atto e traccia una rotta per il prossimo decennio. La ricerca di massima efficienza produttiva e la necessità di contrastare barriere tariffarie e normative sempre più stringenti stanno portando marchi come Leapmotor, Dongfeng e Hongqi ad affermarsi su scala europea, sfruttando sia partnership consolidate sia sinergie tecnologiche di ultima generazione. Da addetto ai lavori, considero queste dinamiche non solo inevitabili ma anche in grado di ridefinire l'identità dell'auto europea e il suo posizionamento internazionale. Ed è realistica la possibilità che dopo le collaborazioni si passa alla vendita, come sembra che abbia lasciato intendere lo stesso amministratore delegato.
Nel mio percorso professionale ho spesso studiato la complessità dei rapporti tra gruppi automotive occidentali e realtà asiatiche e mai come oggi noto una rete sempre più intricata e interdipendente tra Europa e Cina. La collaborazione tra Stellantis, il colosso nato dalla fusione di FCA e PSA, e le realtà cinesi Leapmotor, Dongfeng e Hongqi si basa su solidi incastri azionari e strategici.
Prendendo come esempio Leapmotor, questa azienda cinese di veicoli elettrici vede la partecipazione sia di Stellantis (quota poco sotto il 20%) sia di FAW (controllante di Hongqi), elemento che agevola il dialogo tra le parti. Leapmotor si configura così come ponte tecnologico e operativo tra i due mondi: ho osservato accordi che prevedono la fornitura di piattaforme EV e una gestione integrata di R&D e produzione, velocizzando il processo di internazionalizzazione. Dongfeng, invece, storico partner del gruppo PSA già negli anni Novanta, torna oggi protagonista visitando siti produttivi in Europa ed esplorando nuovi scenari di cooperazione, spinta dalla necessità di evadere i dazi UE e da mercati interni dal margine ridotto.
L'interesse diretto di FAW/Hongqi per impianti Stellantis nasce proprio dalla volontà di abbracciare una strategia industriale di localizzazione che consenta di penetrare a fondo il mercato locale con offerte elettrificate di fascia media e premium. A mio avviso, la peculiarità di queste alleanze risiede nella capacità di orchestrare un mosaico di partecipazioni incrociate: FAW detiene una quota di Leapmotor, Leapmotor gestisce l'operatività in Europa, Stellantis agisce sia come partner industriale sia come facilitatore per l'utilizzo dei siti produttivi. Questa architettura di relazioni può essere sintetizzata così:
Nella mia esperienza diretta con politiche industriali europee, ho visto come il riutilizzo di siti esistenti si riveli spesso più efficiente rispetto a nuovi insediamenti. Il caso della Spagna, in particolare della fabbrica di Saragozza (Figueruelas), emerge con chiarezza fra le scelte strategiche delle partnership tra costruttori europei e cinesi. Qui, Stellantis ha già previsto la prossima produzione dei modelli Leapmotor destinati ai mercati UE, dimostrando rapidità nell'integrare nuove piattaforme tecniche e linee di montaggio.
La ragione di questa centralità è duplice: da un lato l'efficienza logistica e la maturità della supply chain spagnola, dall'altro la necessità di riconvertire siti in difficoltà, come quello di Madrid, fino ad oggi dedicato a Citroën C4 e C4 X, e contenere così gli impatti occupazionali e finanziari causati dal calo della domanda su prodotti tradizionali. La strategia industriale prevede:
L'espansione di Hongqi nel Vecchio Continente, che seguo con particolare attenzione, rappresenta uno degli esempi più ambiziosi di trasformazione da costruttore elitario a brand globale. Da tradizionalebandiera rossa della nomenklatura cinese a marchio orientato verso una clientela europea alla ricerca di modelli elettrici e sostenibili, il salto è enorme ma ben pianificato. Hongqi ha fissato target estremamente sfidanti:
L'integrazione con partner chiave come Leapmotor e FAW, insieme all'accesso diretto alle infrastrutture Stellantis, permetterà ad Hongqi di accelerare la roadmap di lancio evitando le complessità burocratiche e i capitali richiesti da nuove installazioni industriali. Ritengo che questa scelta sia determinante per superare i limiti dei dazi su importazione e per garantire una presenza capillare e competitiva su segmenti che vanno dal premium al mainstream. La tabella sottostante riassume le ambizioni e le tappe principali annunciate:
|
Anno |
Obiettivo/modello |
|
2025 |
Lancio EHS5 e prime linee a Saragozza |
|
2026-2028 |
Lancio progressivo di 15 modelli BEV/PHEV |
|
2030 |
Target 1 milione veicoli/anno (10% export) |
Dal mio punto di vista tecnico, uno degli sviluppi più interessanti di questa alleanza è lo scambio di tecnologie legate alle piattaforme elettriche, che ha permesso l'evoluzione tanto delle vetture cinesi quanto delle linee di prodotto Stellantis. Leapmotor agisce da laboratorio avanzato sfruttato da entrambi i partner: fornisce soluzioni di architetture modulari, motorizzazioni full electric e ibride plug-in e sistemi ADAS di nuova generazione. La collaborazione si traduce in tre principali direttrici:
Ritengo che la Spagna, negli ultimi mesi, abbia dimostrato una sorprendente capacità di attrarre investimenti automotive a livello internazionale. L'esempio di Saragozza, identificata come hub produttivo per modelli Leapmotor e, potenzialmente, Hongqi, testimonia la preferenza per paesi la cui logistica efficiente, la manodopera specializzata e l'accesso ai mercati UE rappresentano vantaggi competitivi.
Questo trend avrà effetti tangibili sia per Stellantis, che può così riallocare risorse e massimizzare l'utilizzo dei propri impianti, sia per il tessuto industriale locale: mi aspetto il consolidamento della filiera automotive iberica, l'emergere di nuove opportunità di occupazione e un'accelerazione verso la transizione ecologica.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...