La collaborazione tra Stellantis e Dongfeng apre una nuova pagina nell'automotive europeo: dal successo Leapmotor ai nuovi modelli in arrivo, si esplorano strategie, tecnologie, vantaggi.
L'automotive europeo è al centro di trasformazioni significative con collaborazioni transnazionali sempre più rilevanti, in particolare tra operatori di spicco come il gruppo con sede tra Italia e Francia e i protagonisti cinesi. L'interesse crescente verso nuovi modelli e sinergie produttive emerge dal dialogo tra l'azienda europea e Dongfeng Motor, tra i principali colossi asiatici del settore, facendo seguito alle positive esperienze commerciali con altri partner orientali.
Secondo diverse fonti di settore, la discussione riguarda la possibile produzione incrociata e valorizzazione di impianti europei e cinesi, dopo il successo Leapmotor, con l'obiettivo di immettere sul mercato una serie di veicoli inediti. La concretezza di questi progetti, in un quadro competitivo in rapida evoluzione, offre spunti importanti per comprendere le prossime evoluzioni non soltanto per i clienti ma anche per il tessuto industriale ed economico dell'Europa e della Cina.
La relazione tra il gruppo europeo e Dongfeng affonda le radici nei primi anni Novanta, quando la necessità di accedere al mercato cinese spinse PSA (oggi parte di Stellantis) a creare con il colosso asiatico la joint venture Dongfeng-Peugeot Citroën Automobiles (DPCA). Questa collaborazione si è distinta nel tempo per un'intensa produzione congiunta e un flusso costante di modelli specifici per i diversi mercati.
Nell'ultimo decennio, tuttavia, la crescente pressione competitiva nel panorama globale, il calo delle vendite in Cina e una revisione strategica interna hanno posto la partnership in secondo piano. Il gruppo con sede a Wuhan, tra i più influenti costruttori automobilistici del Dragone, vanta una lunga esperienza in ambito automotive: dalla nascita nel 1969, si è evoluto passando dai veicoli commerciali a una gamma estremamente ampia. Dal 2014, Dongfeng realizza oltre 3,5 milioni di veicoli ogni anno anche grazie a una fitta rete di joint venture con aziende straniere di primo piano, testimoniando una capacità industriale che continua ad attrarre player occidentali.
La ripresa dei contatti e l'eventuale rilancio della partnership con Stellantis risponde alla necessità di dare una nuova impronta a impianti europei sottoutilizzati e, parallelamente, sfruttare l'elevata competitività produttiva cinese. Questa logica industriale si inserisce in un contesto dove il ricorso a collaborazioni strategiche è fondamentale per ottimizzare risorse, ridurre costi e preservare occupazione in Europa, soprattutto in stabilimenti come Cassino, duramente colpiti dal calo della domanda. L'influenza della normativa comunitaria, sempre più stringente sulle emissioni e la presenza di dazi sulle importazioni cinesi, sottolinea l'esigenza di accelerare la revisione dei processi e delle alleanze industriali.
Le trattative fra il gruppo europeo e Dongfeng, riportate da Bloomberg e confermate da fonti industriali, puntano a un nuovo equilibrio produttivo tra i due continenti. Secondo le indiscrezioni, i colloqui stanno esplorando l'ipotesi di concedere alla controparte cinese l'accesso a impianti europei che oggi presentano bassi livelli di saturazione produttiva. Alcuni rappresentanti del partner asiatico hanno visitato gli stabilimenti strategici sia in Italia che in Germania, per valutare le potenzialità di questi siti nell'ottica di produrre localmente modelli destinati al Vecchio Continente.
L'intesa potrebbe evolvere ulteriormente con l'acquisizione o l'investimento diretto da parte di Dongfeng in uno o più stabilimenti europei. Questo scenario è reso più attuale dalla pressione competitiva sui costi e dai dazi europei, che rendono strategico per i costruttori cinesi trovare basi produttive all'interno dell'Unione per facilitare l'esportazione dei propri modelli.
Dall'altro lato, il gruppo automobilistico europeo potrebbe affidare a Dongfeng la produzione di veicoli di alcuni suoi marchi direttamente in Asia, ampliando così la portata commerciale attraverso l'export verso mercati emergenti come Asia, Africa e America Latina. È significativa la dichiarazione diffusa dal gruppo: Nell'ambito della normale attività, la società intrattiene discussioni con diversi operatori a livello mondiale con l'obiettivo di offrire le migliori opzioni di mobilità ai clienti. Nonostante la cautela comunicativa, emerge la volontà di sfruttare ogni leva commerciale e produttiva per difendere la competitività internazionale, mantenendo un vantaggio sulle tempistiche di lancio dei nuovi modelli.
Le negoziazioni includono anche una valutazione della possibilità che Dongfeng incrementi la propria presenza azionaria o industriale sul suolo europeo, mentre prosegue il confronto con altri possibili partner tecnologici cinesi. Se alcune delle trattative dovessero concretizzarsi, si assisterebbe a una forte accelerazione sulla riduzione dei costi di R&D, sul migliore utilizzo delle capacità produttive, sull'ampliamento della presenza nei mercati globali e sull'eventuale cash-in derivante dalla cessione di asset produttivi.
L'avanzata delle vetture prodotte da Dongfeng verso i mercati europeo e italiano si concretizza attraverso una gamma articolata e diversificata. Il marchio cinese propone veicoli accessibili e ben equipaggiati, in grado di soddisfare una clientela molto eterogenea grazie a differenti soluzioni di propulsione e a un forte focus sull'estetica moderna e sui contenuti tecnologici:
L'organizzazione commerciale di Dongfeng in Italia è proiettata verso una crescita importante, con una rete di dealer in espansione, attualmente oltre 40 solo nel territorio italiano, e l'obiettivo dichiarato di superare i 100 punti vendita a breve termine. A supporto di quest'ambizione si aggiungono nuovi magazzini di ricambi e centri R&D in vari paesi europei, garantendo un servizio post-vendita rapido e capillare:
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Modello |
Motorizzazione |
Prezzo indicativo (euro) |
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Box |
Elettrica |
da 21.500 |
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Mage |
Benzina / Hybrid |
27.900 / 32.450 |
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Huge |
Benzina / Hybrid |
31.900 / 34.450 |
I prezzi sono stati definiti per risultare competitivi, abbattibili grazie agli incentivi per l'elettrico e accompagnati da una garanzia estesa di 5 anni o 150.000 km.
L'alleanza tra le due aziende prevede lo sviluppo di modelli caratterizzati da tecnologie ibride, elettriche e endotermiche avanzate, sia per i marchi europei sia per il mercato cinese. Un esempio emblematico è la collaborazione per il prossimo SUV Jeep, progettato per sfruttare il know-how tecnologico dei marchi Voyah e M-Hero (gruppo Dongfeng) e previsto sul mercato cinese entro il 2027. Questo modello seguirà uno schema produttivo già adottato da altri leader del settore: lo stile del veicolo sarà disegnato in Europa, mentre powertrain, elettronica e software saranno curati dal partner asiatico. L'integrazione delle competenze tra le aziende offre vantaggi chiari:
Un capitolo a parte meritano i veicoli premium dei brand Voyah e MHero, che si rivolgono a un pubblico esigente con soluzioni ibride di alta fascia. L'obiettivo complessivo è ridurre i tempi di sviluppo, contenere i costi industriali e adeguarsi con tempestività alle richieste regolatorie e di mercato.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...