Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Stipendi dipendenti Turismo: come cambia busta paga nel 2026 con le diverse nuove regole in vigore dopo Manovra

di Marcello Tansini pubblicato il
stipendi 2026 settore turismo

La Manovra Finanziaria 2026 introduce importanti cambiamenti negli stipendi dei dipendenti del settore turismo, tra bonus, trattamento integrativo speciale, criteri di accesso e nuove misure fiscali che ridefiniscono la busta paga.

Il panorama retributivo nel comparto turistico italiano è stato interessato, per l’anno corrente, da importanti aggiornamenti normativi introdotti dalla Manovra Finanziaria 2026. Il legislatore ha previsto una serie di misure mirate a incentivare la stabilità occupazionale e a valorizzare il lavoro in settori che, storicamente, affrontano maggiori criticità come turni disagevoli, stagionalità e difficoltà nel reperimento di forza lavoro qualificata.
Le nuove disposizioni ridefiniscono la struttura della busta paga, con particolare attenzione a compensi per lavoro straordinario, notturno e festivo. Grazie anche all’introduzione di regimi fiscali agevolati e bonus dedicati, l’obiettivo perseguito è rendere più competitivo il trattamento economico dei dipendenti, sostenendo la capacità di spesa delle famiglie e l’attrattività del settore per nuovi lavoratori. 

Cos'è il trattamento integrativo speciale per i lavoratori del turismo e come funziona

La Legge di Bilancio 2026 (articolo 8 della bozza), prosegue nel percorso già avviato nell’anno precedente, introducendo per il turismo un trattamento integrativo speciale. Si tratta di una misura straordinaria di detassazione applicata alle retribuzioni lorde riconosciute per il lavoro notturno e per le ore straordinarie nei giorni festivi, maturate nel periodo compreso dal 1° gennaio al 30 settembre 2026.
Più nello specifico, questa agevolazione consiste nell’erogazione di una maggiorazione pari al 15% sulle somme riconosciute per tali prestazioni lavorative, importo che verrà inserito direttamente nella busta paga. Queste somme risultano esenti da tassazione ai fini IRPEF, non concorrendo alla formazione del reddito imponibile dell’anno e neppure alle addizionali locali. L’approccio mira a riconoscere ed incentivare lo sforzo aggiuntivo richiesto ai dipendenti in un settore caratterizzato da forte stagionalità e orari spesso poco agevoli.
Funzionamento operativo: l’ammontare del trattamento integrativo viene calcolato applicando il 15% sulla somma delle competenze lorde maturate per lavoro notturno e straordinari festivi nell’arco temporale agevolato. Sarà il datore di lavoro a riconoscere la maggiorazione direttamente in busta paga dopo aver ricevuto dall’interessato una specifica autocertificazione relativa al reddito complessivo dell’anno precedente.
Un elemento distintivo è che, nel caso del comparto turistico-ricettivo e termale, il beneficio scatta su importi che non superano la soglia annua di 40.000 euro lordi di retribuzione. Questa misura si affianca ad altre misure strutturali previste dalla manovra, come la temporanea flat tax per straordinari e turnazioni, e vuole fornire un sostegno economico concreto nei periodi di maggiore attività, senza gravare sui bilanci aziendali grazie a un meccanismo di compensazione fiscale per il datore.

A chi spetta il bonus in busta paga 2026: requisiti, settori coinvolti e limiti di reddito

A beneficiare della maggiorazione in busta paga sono specifiche categorie di lavoratori dipendenti impiegati nel settore turistico, in particolare:

  • Dipendenti di aziende che gestiscono esercizi di somministrazione di alimenti e bevande: bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, locali notturni, pub, stabilimenti balneari e simili;
  • Lavoratori degli hotel, alberghi, agenzie di viaggio, tour operator, campeggi, villaggi turistici e altre strutture di accoglienza e ricettività;
  • Addetti e operatori impiegati negli stabilimenti termali.
I requisiti fondamentali sono:
  • Svolgimento di turni notturni o prestazioni straordinarie durante i giorni festivi tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026;
  • Appartenenza al settore privato del turismo, ricettività o termalismo così come definito dalla normativa vigente;
  • Reddito annuo da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro lordi nell’anno fiscale di riferimento (2025);
  • Obbligo di presentare un’autocertificazione che attesti il rispetto dei limiti reddituali.
La normativa esclude dal trattamento integrativo i lavoratori che superano la soglia di reddito prevista e quanti non sono impegnati nelle attività e nei settori contemplati dalla disciplina. Questa selettività mira a concentrare le risorse sui soggetti che vivono maggior disagio lavorativo e su quei comparti dove l’offerta di lavoro è tradizionalmente più fragile e soggetta a turnazione irregolare.

Come richiedere il trattamento integrativo: procedure e tempistiche

Il riconoscimento del trattamento integrativo speciale non è automatico e richiede alcuni semplici ma rigorosi adempimenti da parte del dipendente. Il processo si articola così:

  • Presentazione di una richiesta scritta al datore di lavoro, che includa l’autocertificazione del reddito annuo percepito nell’anno precedente e la dichiarazione di possedere i requisiti;
  • Il datore di lavoro, accertata la correttezza della documentazione, applica la maggiorazione direttamente nella busta paga del lavoratore beneficiario;
  • Le somme accreditate, comprensive di eventuali arretrati, devono essere riportate nella Certificazione Unica rilasciata ai fini fiscali;
  • I datori di lavoro possono recuperare quanto erogato tramite il modello F24, utilizzando uno specifico codice tributo stabilito dall’Agenzia delle Entrate.
È previsto che tutte le modalità operative dettagliate vengano chiarite da una circolare Attuativa dell’Agenzia delle Entrate. La tempistica prevede il riconoscimento del beneficio dal 1° gennaio fino al 30 settembre 2026; tuttavia, l’erogazione materiale potrà avvenire anche successivamente, purché entro il conguaglio fiscale di fine anno. L’attenzione scrupolosa alla regolarità della documentazione e dei tempi di presentazione della domanda è essenziale per accedere correttamente al bonus.

Impatto sulla busta paga: calcoli, esempi pratici e vantaggi fiscali

L’applicazione del trattamento integrativo determina un incremento netto per i lavoratori coinvolti, senza incidere sulla progressività fiscale e sulle addizionali locali. Analizzando la misura nel dettaglio, il vantaggio si manifesta specialmente per chi svolge numerosi turni disagiati e attività straordinarie in contesti di picco stagionale.
Facciamo un esempio pratico:

  • Un dipendente di un albergo riceve nel mese di maggio una retribuzione lorda di 300 euro per il lavoro notturno e 150 euro per straordinari nei festivi. Applicando il 15%, il bonus spettante è di 67,50 euro (450€ x 0,15), non soggetto a tassazione né a contributi.
In tabella, alcuni scenari ipotetici per il bonus:
Totale lordi Notturni+Festivi Trattamento integrativo (15%)
400 € 60 €
750 € 112,50 €
1.200 € 180 €

Oltre all’effetto diretto del bonus speciale, la Legge di Bilancio 2026 introduce una flat tax del 15% per i lavoratori dipendenti di altri settori privati (escluso turismo e termale), sempre su notturni, festivi e turni superiori a un certo limite, fino a un massimo di 1.500 euro all’anno e per redditi fino a 40.000 euro. Queste misure rendono le buste paga più ricche e incrementano la capacità di spesa dei lavoratori interessati.
Il vero vantaggio deriva però dalla non concorrenza del bonus alla formazione del reddito: i beneficiari non vedranno incrementato il proprio imponibile fiscale, con vantaggi anche nell’accesso a sgravi e a prestazioni legate all’ISEE. Il rafforzamento della busta paga è dunque concreto e immediato, specie nei mesi di maggiore attività del settore.

Ulteriori misure per i dipendenti turismo e panorama degli incentivi fiscali 2026

La Manovra Finanziaria 2026, oltre al trattamento integrativo speciale, prevede un’articolata serie di misure di sostegno e sgravi rivolti ai lavoratori del turismo, con l’obiettivo di rendere più attrattivo il settore e favorire equilibrio fra flessibilità e stabilità occupazionale. Tra le novità più rilevanti:

  • Flat tax del 5% sui rinnovi contrattuali firmati tra il 2024 e il 2026, per chi ha redditi fino a 33.000 euro, applicata sugli incrementi retributivi derivanti dagli accordi collettivi;
  • Premi di risultato agevolati all’1% nei bienni 2026-2027, con tetto massimo a 5.000 euro, riservati a privati con redditi fino a 80.000 euro annui;
  • Estensione e rafforzamento del welfare aziendale, inclusa la maggior soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici (passata a 10 euro);
  • Agevolazioni per congedi parentali, ampliamento dell’accesso agli incentivi per nuovi assunti e sostegno a lavoratrici madri con bonus specifici;
  • Strumenti di contrasto alla carenza di personale attraverso esoneri contributivi parziali e facilitazioni per la stabilizzazione dei contratti stagionali.
Il quadro normativo premia l’assunzione stabile, l’incremento della produttività e la conciliazione tra vita privata e orari di lavoro, proponendo un ventaglio di incentivi e detassazioni che riducono il peso fiscale e aumentano il valore netto delle retribuzioni nel comparto turistico..