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50 polli, pochi risparmi e ora 622 mln di fatturato: la storia di Giovanni Fileni e dei suoi prodotti che mangiamo senza saperlo

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Da 50 polli a 622 milioni: Giovanni Fileni è il re del pollo biologico italiano che finisce sulle nostre tavole ogni giorno senza che lo sappiamo

C'è una storia italiana che quasi nessuno conosce, eppure riguarda tutti. Ogni volta che si apre un banco frigo al supermercato e si prende un petto di pollo biologico, una coscia di tacchino o un hamburger di carne bianca, ci sono buone probabilità che dietro quella confezione ci sia lui: Giovanni Fileni, classe 1940, nato a Monsano nelle campagne della Vallesina marchigiana, ultimo di tre fratelli in una famiglia di mezzadri. Un uomo che ha trasformato 50 polli in un impero da oltre 600 milioni di euro di fatturato, diventando il primo produttore italiano di carni avicole biologiche e il terzo player nazionale del settore avicolo tout court.

L'inizio: un meccanico che pensa ai polli

Giovanni Fileni lascia la scuola dopo le medie. A 14 anni è già in un'officina ad aggiustare moto, e a 18 apre una piccola attività nel settore meccanico. È un giovane marchigiano con pochi soldi, molta grinta e una capacità di leggere le opportunità che pochi intorno a lui possiedono. A metà degli anni Sessanta, guardando le campagne intorno a Monsano, nota una cosa che gli altri non vedono: molti coltivatori stanno abbandonando la terra, lasciando disponibili grandi spazi vuoti.

È in quel momento che arriva l'intuizione. Non è romantica né poetica: è pura matematica contadina. "Sapevo che i pulcini e i mangimi si potevano comprare pagandoli a 90 e anche a 100 giorni, mentre i polli si potevano vendere a incasso immediato", ha raccontato lui stesso. "Capii che così potevo autofinanziarmi. Sapevo che le banche non avrebbero mai anticipato soldi a un nullatenente come me." Nel 1965 acquista 50 polli con i suoi risparmi e inizia ad allevarli nei terreni di famiglia a Monsano. Non in batteria, come si faceva ovunque, ma a terra. Un metodo più naturale che, senza saperlo ancora, stava anticipando di decenni quello che il mercato avrebbe poi chiamato benessere animale.

La crescita silenziosa degli anni Settanta e Ottanta

Negli anni Settanta l'allevamento cresce. I capannoni diventano 15, per un totale di oltre 21.000 metri quadrati. Giovanni apre il primo negozio di vendita diretta di polli a Jesi: in otto anni ne aprirà altri 47, per una rete di 48 punti vendita. È già un piccolo imprenditore locale, radicato nel territorio marchigiano, conosciuto da chi lo compra direttamente ma invisibile al resto d'Italia.

Poi arriva la svolta che cambia tutto, come accaduto a Renzo Rosso, patron di Diesel nato come contadino. Alla fine degli anni Ottanta, Giovanni Fileni intuisce qualcosa che molti suoi colleghi non vedono ancora: il futuro non è nella vendita al dettaglio ma nella grande distribuzione. Nel 1989 prende una decisione coraggiosa e controcorrente: chiude tutti e 48 i negozi e costruisce a Cingoli, nelle Marche, uno stabilimento interamente dedicato ai prodotti pronti. Non più polli interi da portare a casa e cucinare, ma prodotti lavorati, confezionati, pronti per finire sugli scaffali della GDO. Una scommessa enorme, compiuta in un momento in cui molte aziende avicole italiane stavano invece guardando in direzione opposta.

1995: la filiera completa nel momento peggiore

Se la chiusura dei negozi era stata già una mossa audace, quella del 1995 è quasi un colpo di teatro. Nel pieno di una crisi che stava affossando decine di aziende avicole italiane, Giovanni Fileni decide di costruire un nuovo mattatoio più grande e di completare la filiera integrata: dal pulcino al prodotto finito, tutto sotto il controllo diretto dell'azienda. Allevamento, trasformazione, confezionamento, distribuzione: nessun anello della catena affidato a terzi.

La scelta si rivela determinante. Molte delle aziende concorrenti che non avevano realizzato il ciclo completo fallivano proprio in quegli anni. Fileni invece esce dalla crisi più forte di prima. È il segno di un imprenditore che non reagisce agli eventi ma li anticipa, spesso con mosse che ai contemporanei sembrano rischiose e che la storia poi giudica visionarie.

La scelta del biologico: vent'anni prima degli altri

Il capitolo più importante della storia di Fileni inizia nel 2000, quando parte ufficialmente la filiera biologica. Ma la sperimentazione era cominciata già negli anni Novanta, quando biologico era ancora una parola quasi sconosciuta nella grande distribuzione italiana. "Abbiamo iniziato a produrre il biologico più di vent'anni fa, quando vendevamo alla grande distribuzione e non usavamo ancora il nostro marchio", ha raccontato Massimo Fileni, figlio di Giovanni.

Nel 2014 arriva il lancio di Fileni BIO, la prima linea di carni biologiche in Italia: un momento storico per il settore, perché nessuno aveva mai provato a portare il biologico avicolo su scala industriale nel mercato nazionale. La scelta non era solo etica ma strategica: puntare sulla qualità in un segmento di mercato dove il prezzo non sarebbe stato l'unico fattore decisivo avrebbe garantito margini più solidi e una clientela più fedele.

I numeri di oggi: un impero da 622 milioni

I dati del 2023, gli ultimi disponibili, dicono che il Gruppo Fileni ha chiuso l'anno con 622 milioni di euro di fatturato, oltre 2.000 dipendenti diretti e un indotto che supera le 1.500 persone. Ed è solo uno dei grandi risultati raggiunti da tanti ormai milionari e miliardari di oggi. Trecento allevamenti sul territorio marchigiano, sette stabilimenti produttivi, un mangimificio a Jesi che produce i mangimi biologici con grano, mais, soia, favino e pisello proteico coltivati biologicamente. Un piano di investimenti da 100 milioni di euro in tre anni per spingere sull'export, con la Germania come mercato prioritario dove nel 2021 le vendite erano già cresciute del 79%.

Nel 2022 l'azienda ha ottenuto la certificazione B Corp, diventando la prima azienda al mondo nell'industria della carne a riceverla. Una certificazione che viene assegnata alle imprese che rispettano i più alti standard ambientali e sociali a livello globale: meno di 7.000 aziende nel mondo possono vantarla. Nello stesso anno Fileni ha partecipato all'Expo di Dubai come ambasciatrice del Distretto Biologico delle Marche, contribuendo a fare delle Marche il distretto biologico più grande d'Europa.

Il Cavaliere del Lavoro e il modello marchigiano

Nel 2018, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Giovanni Fileni Cavaliere del Lavoro. "Con grande onore, orgoglio e commozione ho appreso del prestigioso riconoscimento", ha detto lui, visibilmente emozionato. Ma ha subito aggiunto: "Questo titolo va alla mia persona ma voglio simbolicamente condividerlo con tutti coloro che hanno contribuito a costruire questa realtà. Senza il fondamentale aiuto di mia moglie e dei miei figli non sarebbe mai stato possibile trasformare una mia personale sfida in una solida realtà."

Oggi l'azienda è guidata insieme da Giovanni e dai suoi due figli, Massimo e Roberta, che si dividono compiti e cariche al vertice del gruppo. Un modello familiare che ha saputo professionalizzarsi senza perdere il legame con il territorio marchigiano e con i valori fondativi che Giovanni aveva impresso fin dall'inizio: qualità, rispetto per gli animali, attenzione all'ambiente.

La lezione di un uomo che ha visto lontano

La storia di Giovanni Fileni non è la storia di un genio solitario né di un imprenditore fortunato. È la storia di un uomo che ha saputo leggere i cambiamenti prima degli altri, fare scelte difficili nei momenti peggiori e costruire un'organizzazione capace di crescere senza perdere la propria identità. Partendo da 50 polli comprati con i pochi risparmi di un giovane meccanico marchigiano, ha creato il leader italiano del biologico avicolo, un'azienda che esporta in tutta Europa e che ha trasformato le campagne della Vallesina in un distretto biologico di rilevanza continentale.

La prossima volta che prendete un petto di pollo biologico al supermercato, c'è una buona probabilità che quella confezione racconti una storia iniziata sessant'anni fa con 50 polli e un'intuizione semplice ma geniale: i pulcini si pagano a 90 giorni, i polli si vendono in contanti. Il resto è storia italiana.






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Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...