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Tassa in aeroporto per accompagnare fino al terminal e abbracciare i propri cari in Uk, ma possibile anche in Italia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
tassa in aereoporto per andare al termin

Arriverà anche in Italia la tassa su baci e abbracci per quando si accompagnano parenti e amici al terminal? In Uk, è già realtà e da noi potrebbe esserlo presto

Nel Regno Unito è ormai realtà la tariffa di accesso al terminal aeroportuale per chi desidera accompagnare familiari o amici in partenza, una misura che ha rivoluzionato le abitudini di viaggio e che potrebbe essere introdotta anche in alcuni scali italiani. Diversi gestori aeroportuali a livello globale stanno valutando nuove strategie di ricavo e questa soluzione, già adottata a Londra, Bristol e negli altri grandi aeroporti britannici, viene considerata tra le più immediate e semplici da implementare.

Come funziona la drop-off fee negli aeroporti del Regno Unito e il suo impatto su passeggeri e famiglie

La drop-off fee è una tariffa applicata agli automobilisti che si avvicinano ai terminal per lasciare i passeggeri. Dagli esempi di London City (8 sterline fino a 5 minuti, oltre i quali si aggiunge un supplemento, senza superare i 10 minuti), Heathrow (7 sterline fino a 10 minuti) e Bristol (8,5 sterline), emerge un quadro di costi che, dal 2026, peseranno complessivamente per almeno 150 milioni di sterline sulle tasche di chi accompagna viaggiatori con mezzi privati. Negli anni precedenti al 2025, queste aree erano spesso gratuite, mentre oggi l’accesso veloce ha un costo crescente che viene giustificato ufficialmente con la necessità di ridurre traffico e inquinamento, incentivare i mezzi pubblici e migliorare i servizi terminalistici.

  • Incrementi annuali consistenti: Gatwick, ad esempio, ha portato la tariffa da 5 a 10 sterline in appena cinque anni.
  • Possibilità di gratuita solo in aree parcheggio distanti dal terminal, con camminate di almeno dieci minuti.
  • Esenzioni solo per possessori di contrassegno blu (disabili).
Secondo esperti del settore trasporti, la vera motivazione dietro questa scelta è l’aumento dei ricavi non legati al traffico aereo diretto. Le società di gestione, infatti, puntano su introiti aggiuntivi più flessibili rispetto alle tariffe «aviation», regolate da normative nazionali. Il peso economico ricade quasi esclusivamente su chi accompagna i viaggiatori, rendendo meno conveniente l’accompagnamento con mezzi privati, specialmente nei casi in cui il trasporto pubblico non sia ancora adeguatamente sviluppato o disponibile nelle prime ore del mattino. La misura si è già rivelata impopolare presso l’utenza, tanto che negli Stati Uniti – dove è stata valutata – non ha trovato ancora applicazione a causa delle proteste preannunciate dalle associazioni di consumatori.

La situazione attuale in Italia: i parcheggi Kiss&Go e il futuro delle tariffe di accesso al terminal

Negli aeroporti italiani, il modello dominante è quello delle aree Kiss&Go, che offrono la possibilità di accompagnare o prelevare passeggeri gratuitamente per brevi soste, solitamente tra i 10 e i 15 minuti.

  • Roma Fiumicino: zona dedicata davanti ai terminal, gratuita fino a 15 minuti.
  • Milano Malpensa e Milano Linate: identiche soluzioni, con brevissima tolleranza temporale per le soste.
  • Ancona: P1 e P2 gratis 10 minuti; «Kiss & Fly» con medesimo intervallo, poi tariffe progressive.
L’attuale orientamento degli scali italiani si concentra sulla gestione del traffico in prossimità dei terminal, favorendo la rotazione rapida delle auto e scoraggiando le soste prolungate senza penalizzare economicamente utenti e famiglie. Tuttavia, gli analisti segnalano che la questione potrebbe cambiare nel prossimo futuro.

In un contesto in cui gli aeroporti globali sono costantemente alla ricerca di fonti di reddito supplementari meno regolamentate, tale misura potrebbe realisticamente essere discussa anche in Italia. Gli scali più grandi e trafficati, infatti, si rendono conto della pressione posta sugli equilibri finanziari dai soli ricavi legati al volo – la cui tariffazione è stabilita e controllata da normative nazionali – e stanno studiando possibili interventi sulle cosiddette entry fee, proprio come visto nel Regno Unito.

Nel breve periodo, il sistema italiano consente ancora a chi accompagna di fermarsi vicino ai terminal senza costi diretti, eccetto in casi di sosta superiore al limite gratuito. Ma, visto l’andamento mondiale e l’esempio britannico, anche nel panorama nazionale potrebbero affacciarsi presto tariffe di drop-off. In Italia, come all’estero, è probabile che venga mantenuta una modalità a tempo, con aree gratuite solo per brevi soste (come nei parcheggi long term più distanti).

La discussione è aperta e la prospettiva di una tassa aeroporto per accompagnatori ai terminal non è più lontana come si pensava in passato, specialmente alla luce delle strategie internazionali per aumentare le entrate non aeronautiche degli scali.