Dopo nove anni di attesa Elon Musk ha svelato la nuova supercar elettrica tra salti, rotazioni e promesse da record: ecco cosa cambia rispetto al 2017, quanto costa prenotarla e se e quando arriverà in Italia
Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2026 Elon Musk ha finalmente mostrato la nuova Tesla Roadster, la supercar elettrica annunciata nel novembre 2017 e rimasta per quasi un decennio una promessa. L’evento si è tenuto a McGregor, in Texas, nel centro prove di SpaceX, e non in uno showroom: una scelta che dice molto del tono della serata, costruita come uno spettacolo più che come una presentazione tradizionale.
La Roadster era stata promessa per il 2020. Nel 2026 la presentazione era slittata più volte: prima da aprile a fine aprile, poi dopo la trimestrale, quindi ad agosto e a inizio ottobre. Alla fine la diretta è arrivata il 15 ottobre. Vediamo che cosa è stato mostrato e che cosa, invece, resta ancora da chiarire.
Il design è cambiato in modo netto rispetto al prototipo del 2017. Secondo quanto riferito da Tesla, tra le ispirazioni ci sono gli aerei SR-71 e F-35. Tra i dettagli: fari nascosti, fanale posteriore a tutta larghezza, superfici aerodinamiche a filo e una vernice bianca che richiama i rivestimenti dei razzi.
L’abitacolo punta sul minimalismo: volante a cloche (yoke) steer-by-wire, un touchscreen centrale e due piccoli display davanti al guidatore. Per risparmiare peso si usano magnesio, titanio e fibra di carbonio, e secondo le ricostruzioni la posizione dei sedili è fissa.
Il cambiamento più evidente riguarda però i posti. Nel 2017 Tesla parlava di una 2+2 a quattro posti; oggi la Roadster ne ha due, e la versione più estrema soltanto uno.
Tesla ha presentato tre allestimenti:
La novità tecnica sono i propulsori ad aria compressa, sviluppati con SpaceX. Secondo le ricostruzioni dei media italiani, il sistema usa circa 600 litri di aria compressa in serbatoi in fibra di carbonio e dieci ugelli. Quattro propulsori posteriori generano circa 80 kN di spinta per lo scatto, mentre quelli inferiori e laterali servono per salti, rotazioni e aderenza in curva.
A questo si aggiunge un sistema di aspirazione a ventole sotto l’auto, sul principio delle cosiddette “fan car”. Secondo Tesla è in grado di tenere la vettura incollata al suolo, anche a testa in giù, e in modalità pista l’auto si abbassa e apre alettoni attivi con una deportanza “vicina a quella di una F1”.
Durante la diretta la Roadster ha saltato un camion, ruotato in aria e compiuto un “kickflip”, atterrando poi con l’aiuto dei propulsori. I dati dichiarati dal vivo parlano di 0-97 km/h in 0,81 secondi. Nessuna di queste cifre è però stata verificata da test indipendenti, e diversi osservatori hanno notato che durante i salti non c’era nessuno a bordo e che sarebbero state usate vetture diverse per ogni dimostrazione.
Tesla indica per la Roadster una velocità massima superiore a 230 mph, cioè circa 370 km/h, e un’autonomia di oltre 300 miglia, circa 480 km. È qui che emergono i confronti con il 2017: allora si parlava di oltre 400 km/h e di circa 1.000 km di autonomia. Il valore attuale è dunque meno della metà di quanto promesso.
Attenzione a un dato che circola in alcune testate italiane: la cifra di 615 km/h (o “oltre 600 km/h”), che Musk avrebbe citato come orizzonte, non coincide con quanto riportato dalle schede ufficiali e dalla maggior parte delle fonti, che parlano di circa 370 km/h. Anche Automoto segnala nel proprio articolo l’incoerenza tra sommario e testo. Per la velocità massima è quindi più prudente usare il valore di 370 km/h.
Mancano inoltre dati fondamentali: potenza dei motori, capacità della batteria, peso e tempi di ricarica dell’aria compressa non sono stati pubblicati in una scheda tecnica completa.
Un listino ufficiale non c’è ancora. Nel 2017 Tesla parlava di un prezzo base di 200.000 dollari, ma oggi nessun allestimento ha un prezzo definitivo. Quello che si può prenotare, invece, è il posto in lista:
Un acconto non è un ordine: il prezzo finale e la configurazione verranno stabiliti più avanti, quindi la cifra finale potrebbe essere molto diversa.
Per le consegne Musk ha indicato il 2028: secondo Electrek, alla domanda sulla data di produzione ha risposto “2028, actually”. Considerata la storia del progetto, la data va letta come un obiettivo e non come una garanzia.
In Italia, potrebbe arrivare nel 2028, almeno 6-8 mesi dall'uscita in Usa, ma anche direttamente nel 2029
Non risultano invece informazioni su omologazione europea, prezzo in euro, tasse o tempi di consegna nel nostro Paese: la Rocket, in ogni caso, non è omologata per circolare su strada e questo non è un dettagalio da poco
Molti commentatori riconoscono che l’ingegneria è credibile, ma sottolineano che le funzioni più spettacolari riguardano versioni limitate, invitate o non omologate. Electrek, ad esempio, ha definito i propulsori verticali un “numero da circo” e prevede che Tesla ne venderà pochi esemplari a scopo promozionale. C’è poi il tema del legame tra Tesla e SpaceX: l’evento in Texas, secondo la stessa testata, sarebbe anche un tentativo di rafforzare il collegamento tra le due società.
Restano quindi aperte le domande più concrete: quanto costerà davvero la Performance, quanto peserà, quanto durerà la carica dei serbatoi e se la versione stradale riuscirà a ottenere le omologazioni in Europa. Per ora la Roadster è la promessa più ambiziosa del marchio, ma tra annunci, depositi e traguardi tecnici passerà ancora almeno un biennio prima di vederla in un concessionario italiano, ammesso che accada.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...