La trimestrale Microsoft di ieri 28 gennaio 2026 mette in luce risultati finanziari, andamento dei principali settori, effetto dell’intelligenza artificiale sul business, ruolo della partnership con OpenAI e scenari previsionali fino al 2026.
I dati finanziari di Microsoft pubblicati ieri mercoledì 28 gennaio sono diventati il centro dell’attenzione per chi segue le evoluzioni dei giganti tecnologici. L’ultima trimestrale di Microsoft conferma un momento intenso per la società, trainata dagli investimenti nell’intelligenza artificiale e dall’espansione delle soluzioni cloud. Le aspettative degli analisti erano elevate, con il mercato attento a ogni dettaglio che potesse confermare la capacità di Microsoft di tradurre gli investimenti in risultati solidi. Il quadro che emerge permette di valutare con maggiore precisione la solidità dei diversi segmenti, la strategia di diversificazione e le prospettive future, elementi che guideranno le scelte degli investitori nei prossimi mesi.
Il secondo trimestre fiscale 2026 ha visto ricavi totali stimati intorno a 80,3 miliardi di dollari, segnando una crescita di circa il 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli utili per azione si attestano a 3,92 dollari, confermando un’accelerazione sia rispetto all’anno precedente sia alle aspettative del trimestre precedente. Questi risultati risultano ancora più significativi se analizzati in relazione alle spese in conto capitale che Microsoft sta sostenendo, pari a 34,9 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale e destinate a crescere oltre gli 88,2 miliardi dello scorso anno sull’intero esercizio 2026.
La solidità del bilancio si riflette anche nelle Remaining Performance Obligations (RPO), cresciute da 392 miliardi di dollari nel trimestre precedente, cifra destinata ad aumentare soprattutto grazie agli accordi pluriennali legati ad Azure e ai partner strategici come OpenAI e Anthropic. Questi valori rappresentano un indicatore anticipatore della domanda e delle prospettive nel settore dell’AI.
I margini reddituali continuano a mostrare resistenza rispetto ai maggiori costi legati agli investimenti, con il margine operativo stabile oltre il 44% e una resilienza confermata dai risultati precedenti. La posizione di cassa resta forte, con liquidità e mezzi equivalenti a 95 miliardi di dollari (giugno 2025) e una leva finanziaria netta contenuta.
In sintesi, le performance trimestrali hanno ampiamente superato la fascia alta delle previsioni sull’intero spettro dei principali indicatori economici e finanziari. Ne risulta un’ulteriore riallocazione delle stime di crescita, con attenzione ora rivolta alla capacità di tradurre queste performance in ritorni di lungo periodo.
Analizzando nel dettaglio i dati dei diversi comparti emerge una fotografia dell’evoluzione strutturale di Microsoft:
Le spese record in AI sostenute nell’ultimo anno mostrano risultati già visibili. L’adozione massiva di servizi come Copilot e le soluzioni Azure AI stanno accelerando la crescita del portafoglio cloud, sia nel segmento enterprise che in quello delle PMI. Gli analisti sottolineano come il ritorno sugli investimenti in AI sia ora tangibile, evidenziato dall’aumento dei contratti pluriennali basati su tecnologia OpenAI, dall’incremento degli ordini e dalla mole degli obblighi di prestazione rimanenti.
Il mercato osserva attentamente la monetizzazione della nuova generazione di servizi: la domanda di Azure AI si è rivelata superiore alle aspettative, trainando la crescita complessiva di Azure e sostenendo il trend positivo della divisione Intelligent Cloud. Microsoft sta così rafforzando la sua posizione competitiva rispetto ai principali rivali nel cloud, come Amazon AWS e Google Cloud.
Di seguito una sintesi dei fattori chiave che hanno guidato l’accelerazione degli ultimi mesi:
L’alleanza con OpenAI ha assunto una nuova dimensione con la recente trasformazione di OpenAI in Public Benefit Corporation (PBC). Attraverso questo accordo, Microsoft detiene una quota rilevante nel capitale della nuova entità, con benefici sotto il profilo sia strategico sia operativo. L’accordo ridefinisce la natura della collaborazione tecnologica e apre spazi per la co-creazione di modelli di intelligenza artificiale e la loro distribuzione su scala globale.
L’impegno a utilizzare i servizi Azure per un valore di 250 miliardi di dollari garantisce a Microsoft un flusso di ricavi pluriennale, mentre la cooperazione proseguirà fino almeno al 2032 nei segmenti chiave, con la sola eccezione di soluzioni hardware consumer.
La partnership mantiene contestualmente un approccio etico allo sviluppo dell’AI, in linea con i principi di responsabilità e trasparenza ormai imprescindibili nel contesto normativo internazionale. L’ascesa della PBC apre al contempo la strada per ulteriori collaborazioni e nuove forme di monetizzazione delle tecnologie sviluppate.
Gli osservatori finanziari hanno rivalutato le prospettive a breve e medio termine delle azioni Microsoft alla luce degli ultimi risultati e degli sviluppi strategici. La stima del fair value è stata rivista a 600 dollari per azione, confermando l’ipotesi di sottovalutazione rispetto al potenziale di crescita futuro.
Nonostante una recente volatilità, il titolo mostra forti basi grazie a:
Le indicazioni fornite dal management guardano a una crescita a doppia cifra del fatturato 2026, con margini operativi stabili in linea con i risultati del 2025. Il margine di flusso di cassa libero si mantiene attorno al 30% e si prevede un miglioramento progressivo, sostenuto dall’espansione di Azure, dall’adozione di Office 365, dalla spinta della digitalizzazione attraverso Dynamics 365 e dall’incremento dei ricavi legati a Copilot.
La strategia sarà imperniata su: