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Truffe su carte prepagate e bonifici istantanei, nuovi dati Bankitalia: le più diffuse e come riconoscerle

di Marcello Tansini pubblicato il
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Le truffe sulle carte prepagate sono in forte crescita, mentre i bonifici istantanei mostrano rischi ridotti seonco l'ultimo rapporto di Bankitalia e altre recenti ricerche. Analisi dei metodi più usati dai truffatori, come riconoscerli e come tutelarsi di fronte alle nuove minacce digitali.

L’aumento del rischio per chi utilizza carte prepagate è ormai un dato che trova riscontro in numerose indagini recenti, confermati ora anche da Bankitalia sul 2025 e l'inizio del 2026: oltre 2,9 milioni di italiani hanno subito una frode o un tentativo di truffa collegato a strumenti di pagamento digitali nell’ultimo anno. La larga diffusione di questi mezzi, tipicamente apprezzati per la loro praticità e velocità, si accompagna a una crescente raffinatezza delle tecniche utilizzate dai criminali informatici.
Parallelamente, l’adozione dei bonifici istantanei ha visto un’espansione significativa, anche se questi strumenti sembrano essere meno colpiti rispetto alle carte prepagate dalle dinamiche truffaldine. Sistemi di verifica sempre più sofisticati e controlli tempestivi tra nome del beneficiario e IBAN contribuiscono a innalzare il livello di protezione, limitando notevolmente il margine di azione degli hacker.
 

Le principali tipologie di truffe sulle carte prepagate e i metodi di attacco più diffusi

Il panorama delle frodi legate alle carte prepagate è articolato e in continua evoluzione. Tra i metodi più usati si contano falsi messaggi di posta elettronica, sms con link fraudolenti, telefonate truffaldine, siti web clone e addebiti non autorizzati. I criminali, spesso ben organizzati, hanno sviluppato tecniche raffinate che rendono difficile, anche per utenti esperti, riconoscere i tentativi d’inganno.
Nella maggior parte dei casi, l’obiettivo è ottenere credenziali di accesso, dati bancari o carte di pagamento per svuotare rapidamente il conto o generare acquisti non autorizzati. Secondo dati della Polizia Postale, le segnalazioni di phishing via e-mail e sms rappresentano la fetta più ampia delle truffe digitali, seguite dai casi di vishing e dalle clonazioni fisiche ai bancomat.
Il quadro si complica ulteriormente con la crescente circolazione di falsi siti di e-commerce, che simulano a perfezione le piattaforme ufficiali e inducono l’utente a inserire informazioni sensibili. Gli addebiti non riconosciuti, spesso ripetitivi e di piccolo importo, sono capaci di prosciugare una carta in pochi giorni se non bloccati tempestivamente.
Le modalità d’attacco coinvolgono sia l’ambito digitale che il presidio fisico, come skimmer negli sportelli ATM o la pressione psicologica esercitata attraverso telefonate con indicazioni d’urgenza. La combinazione di più tecniche (ingegneria sociale, malware, attacchi mirati) rende prioritario adottare comportamenti prudenti e tecnologie aggiornate.

Phishing, smishing e vishing: come funzionano e perché sono efficaci

Tre dei metodi di frode più utilizzati sono il phishing, lo smishing e il vishing. Il primo si basa sull’invio di e-mail apparentemente ufficiali – spesso identiche a quelle della banca o dei servizi postali – che invitano a compiere un’azione urgente, come il rinnovo di dati o la verifica dell’account. In realtà, queste richieste mascherano un intento fraudolento: il link conduce l’utente a una pagina clonata dove i dati inseriti finiscono nelle mani dei truffatori.
Nel caso dello smishing, il sistema è analogo ma avviene via sms; il contenuto spesso fa leva su situazioni allarmanti (“la tua carta è bloccata, clicca qui per sbloccarla”) e sfrutta l’abitudine degli utenti a fidarsi dei messaggi provenienti da mittenti familiari. Lo spoofing dei numeri di telefono rende questi sms ancora più ingannevoli.
Il vishing, invece, si sviluppa tramite telefonate nelle quali il truffatore si spaccia per operatore bancario o tecnico, chiedendo direttamente dati riservati, pin o codici OTP, a volte guidando l’utente passo passo nell’esecuzione di operazioni dannose. La psicologia della pressione emotiva e la simulazione di urgenza o rischio spingono la vittima a eseguire azioni non ponderate. Il successo di queste tecniche si basa sulla capacità di replicare i canali ufficiali, sfruttando vulnerabilità emotive e tecnologiche.

Truffe agli ATM e clonazione delle carte prepagate

I dispositivi per la clonazione delle carte, conosciuti come skimmer, sono ancora diffusi, soprattutto presso sportelli automatici poco sorvegliati. Tali dispositivi vengono installati sugli sportelli ATM o sui POS per copiare la banda magnetica della carta durante un’operazione legittima, insieme alla registrazione del PIN digitato dall’utente tramite telecamere nascoste o tastiere contraffatte.
Un altro schema di truffa riguarda le ricariche di carte prepagate indotte tramite social engineering. Ad esempio, la cosiddetta “truffa del falso acquisto” prevede che la vittima venga invitata a recarsi allo sportello per ricevere un presunto pagamento, ma in realtà venga guidata a effettuare una ricarica verso una carta appartenente al truffatore.
I rischi principali includono:

  • Perdita immediata di somme importanti;
  • Furto di dati personali per successive frodi;
  • Danni psicologici legati alla sensazione di impotenza.
La difesa resta la massima attenzione durante l’utilizzo dei bancomat, il controllo sull’integrità dello sportello e la verifica costante delle notifiche di spesa.

Falsi siti di e-commerce e addebiti non autorizzati

Nel contesto degli acquisti online, l’insidia dei siti contraffatti e degli addebiti illeciti rappresenta una delle fonti di rischio più diffuse. Questi portali appaiono spesso identici agli originali ma presentano indirizzi web leggermente differenti, con offerte troppo allettanti o assenza di dati di contatto trasparenti.
Dopo aver inserito i dati della carta prepagata per portare a termine un acquisto, la vittima può trovarsi con addebiti ripetuti, non riconosciuti e spesso a piccoli importi. In alcuni casi, i sistemi di addebito riescono a eludere i controlli di sicurezza producendo movimenti multipli nel giro di poche ore, sino a prosciugare la carta.
Alcuni segnali rivelatori di un falso sito:

  • Pagine prive di protocollo HTTPS;
  • Offerte nette al di sotto dei prezzi medi di mercato;
  • Mancanza di condizioni generali di vendita o di riferimenti chiari al servizio clienti.
Il fenomeno degli addebiti non autorizzati può inoltre coinvolgere store digitali ufficiali, sfruttando vulnerabilità nei sistemi o errori dell’utente nell’inserimento dei dati.

Le truffe legate ai bonifici istantanei: rischi e tutele

Nonostante i bonifici istantanei offrano tempi di esecuzione particolarmente rapidi e una maggiore tracciabilità, restano potenzialmente esposti ad alcune tipologie di frode. Uno degli scenari più ricorrenti riguarda la cosiddetta “truffa del beneficiario”, in cui tramite e-mail o telefonate manipolatorie viene indotto il cambio dell’IBAN rispetto a una transazione legittima. L’utente, pensando di inviare un pagamento a un soggetto conosciuto, lo indirizza in realtà a un conto controllato da malviventi.
L’introduzione di controlli automatizzati tra nome beneficiario e codice IBAN ha ridotto drasticamente tali episodi, ma l’aspetto umano e l’urgenza emotiva restano punti deboli sfruttati dai truffatori.
Le procedure di sicurezza degli istituti di credito, la conferma tramite OTP e le notifiche in tempo reale forniscono un ulteriore scudo. Tuttavia, la tutela maggiore rimane la verifica manuale delle coordinate e il ricorso a canali ufficiali per ogni cambiamento. In caso di errore, recuperare i fondi può essere complesso, poiché il bonifico istantaneo non può essere revocato una volta eseguito.
Le tutele residue sono:

  • La possibilità di disconoscere l’operazione alla banca, ove si dimostri l’inganno;
  • Il supporto delle forze dell’ordine;
  • La segnalazione ai portali istituzionali (come la Polizia Postale).

Come riconoscere subito un tentativo di frode: indicatori chiave e segnali di allarme

Un’adeguata capacità di riconoscere le frodi rappresenta la prima difesa contro i tentativi di raggiro. I segnali più evidenti comprendono richieste improvvise di dati sensibili (PIN, password, OTP), spesso motivate con un’urgenza improvvisa (“la carta verrà sospesa entro 24 ore”). La pressione ad agire immediatamente, specialmente fuori dagli orari lavorativi o in coincidenza con festività, serve a ridurre la lucidità del bersaglio.
Altrettanto indicativi sono link sospetti all’interno di sms ed e-mail, errori grammaticali nei messaggi e mancanza di riferimenti identificativi chiari.
Lista dei principali segnali d’allarme:
  • Toni minacciosi o allarmistici;
  • Mittenti sconosciuti, numeri camuffati;
  • Promesse di vincite, rimborsi o vantaggi troppo allettanti.
Segnalare tempestivamente questi episodi ai canali ufficiali contribuisce non solo alla propria tutela, ma anche a quella collettiva.

Tutti i consigli pratici per difendersi: prevenzione, tecnologia e comportamenti sicuri

Le azioni preventive e l’adozione di strumenti tecnologici costituiscono una barriera efficace contro le frodi. L’educazione digitale e la conoscenza delle principali tecniche di inganno sono cruciali.

  • Non condividere mai PIN, OTP, password o dati sensibili tramite e-mail, sms o telefonata;
  • Attivare notifiche SMS o app per ogni movimento sulla carta;
  • Utilizzare l’autenticazione forte a due fattori, ove disponibile;
  • Preferire carte virtuali monouso per gli acquisti online ed evitare il salvataggio delle credenziali su siti poco affidabili;
  • Impostare limiti di spesa sulle proprie carte;
  • Tenere sempre aggiornati dispositivi e antivirus;
  • Verificare la sicurezza dei siti di e-commerce (https e presenza di riferimenti chiari);
  • Diffidare di offerte troppo vantaggiose, soprattutto su piattaforme sconosciute.
La cautela va mantenuta anche dopo l’acquisto: monitorare periodicamente gli estratti conto e agire subito in caso di movimenti sospetti. Gli istituti bancari e i provider di carte mettono a disposizione canali dedicati per la sospensione e la segnalazione di movimenti anomali.

Cosa fare se si è vittima di una truffa: come agire e ottenere il rimborso

In caso di truffa, la tempestività è essenziale. Il primo passo consiste nel bloccare immediatamente la carta compromessa utilizzando l’app dedicata o contattando il numero di emergenza, seguito dalla comunicazione dell’accaduto al proprio istituto bancario. È inoltre necessario:

  • Contestare formalmente tutte le operazioni non riconosciute presso la banca;
  • Presentare denuncia alle autorità (Polizia Postale o Carabinieri), allegando documentazione e screenshot;
  • Qualora la banca non rimborsi le somme sottratte, inoltrare un reclamo scritto, eventualmente con ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) secondo le procedure indicate dalle normative vigenti (PSD2 – Payment Services Directive).
Se l’utente ha agito con diligenza – ovvero non ha condiviso dati sensibili incautamente – gli istituti sono generalmente tenuti al rimborso delle somme sottratte, al netto di eventuali franchigie. È cruciale conservare ogni comunicazione intercorsa e agire con prontezza.




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