Le truffe sulle carte prepagate sono in forte crescita, mentre i bonifici istantanei mostrano rischi ridotti seonco l'ultimo rapporto di Bankitalia e altre recenti ricerche. Analisi dei metodi più usati dai truffatori, come riconoscerli e come tutelarsi di fronte alle nuove minacce digitali.
L’aumento del rischio per chi utilizza carte prepagate è ormai un dato che trova riscontro in numerose indagini recenti, confermati ora anche da Bankitalia sul 2025 e l'inizio del 2026: oltre 2,9 milioni di italiani hanno subito una frode o un tentativo di truffa collegato a strumenti di pagamento digitali nell’ultimo anno. La larga diffusione di questi mezzi, tipicamente apprezzati per la loro praticità e velocità, si accompagna a una crescente raffinatezza delle tecniche utilizzate dai criminali informatici.
Parallelamente, l’adozione dei bonifici istantanei ha visto un’espansione significativa, anche se questi strumenti sembrano essere meno colpiti rispetto alle carte prepagate dalle dinamiche truffaldine. Sistemi di verifica sempre più sofisticati e controlli tempestivi tra nome del beneficiario e IBAN contribuiscono a innalzare il livello di protezione, limitando notevolmente il margine di azione degli hacker.
Il panorama delle frodi legate alle carte prepagate è articolato e in continua evoluzione. Tra i metodi più usati si contano falsi messaggi di posta elettronica, sms con link fraudolenti, telefonate truffaldine, siti web clone e addebiti non autorizzati. I criminali, spesso ben organizzati, hanno sviluppato tecniche raffinate che rendono difficile, anche per utenti esperti, riconoscere i tentativi d’inganno.
Nella maggior parte dei casi, l’obiettivo è ottenere credenziali di accesso, dati bancari o carte di pagamento per svuotare rapidamente il conto o generare acquisti non autorizzati. Secondo dati della Polizia Postale, le segnalazioni di phishing via e-mail e sms rappresentano la fetta più ampia delle truffe digitali, seguite dai casi di vishing e dalle clonazioni fisiche ai bancomat.
Il quadro si complica ulteriormente con la crescente circolazione di falsi siti di e-commerce, che simulano a perfezione le piattaforme ufficiali e inducono l’utente a inserire informazioni sensibili. Gli addebiti non riconosciuti, spesso ripetitivi e di piccolo importo, sono capaci di prosciugare una carta in pochi giorni se non bloccati tempestivamente.
Le modalità d’attacco coinvolgono sia l’ambito digitale che il presidio fisico, come skimmer negli sportelli ATM o la pressione psicologica esercitata attraverso telefonate con indicazioni d’urgenza. La combinazione di più tecniche (ingegneria sociale, malware, attacchi mirati) rende prioritario adottare comportamenti prudenti e tecnologie aggiornate.
Tre dei metodi di frode più utilizzati sono il phishing, lo smishing e il vishing. Il primo si basa sull’invio di e-mail apparentemente ufficiali – spesso identiche a quelle della banca o dei servizi postali – che invitano a compiere un’azione urgente, come il rinnovo di dati o la verifica dell’account. In realtà, queste richieste mascherano un intento fraudolento: il link conduce l’utente a una pagina clonata dove i dati inseriti finiscono nelle mani dei truffatori.
Nel caso dello smishing, il sistema è analogo ma avviene via sms; il contenuto spesso fa leva su situazioni allarmanti (“la tua carta è bloccata, clicca qui per sbloccarla”) e sfrutta l’abitudine degli utenti a fidarsi dei messaggi provenienti da mittenti familiari. Lo spoofing dei numeri di telefono rende questi sms ancora più ingannevoli.
Il vishing, invece, si sviluppa tramite telefonate nelle quali il truffatore si spaccia per operatore bancario o tecnico, chiedendo direttamente dati riservati, pin o codici OTP, a volte guidando l’utente passo passo nell’esecuzione di operazioni dannose. La psicologia della pressione emotiva e la simulazione di urgenza o rischio spingono la vittima a eseguire azioni non ponderate. Il successo di queste tecniche si basa sulla capacità di replicare i canali ufficiali, sfruttando vulnerabilità emotive e tecnologiche.
I dispositivi per la clonazione delle carte, conosciuti come skimmer, sono ancora diffusi, soprattutto presso sportelli automatici poco sorvegliati. Tali dispositivi vengono installati sugli sportelli ATM o sui POS per copiare la banda magnetica della carta durante un’operazione legittima, insieme alla registrazione del PIN digitato dall’utente tramite telecamere nascoste o tastiere contraffatte.
Un altro schema di truffa riguarda le ricariche di carte prepagate indotte tramite social engineering. Ad esempio, la cosiddetta “truffa del falso acquisto” prevede che la vittima venga invitata a recarsi allo sportello per ricevere un presunto pagamento, ma in realtà venga guidata a effettuare una ricarica verso una carta appartenente al truffatore.
I rischi principali includono:
Nel contesto degli acquisti online, l’insidia dei siti contraffatti e degli addebiti illeciti rappresenta una delle fonti di rischio più diffuse. Questi portali appaiono spesso identici agli originali ma presentano indirizzi web leggermente differenti, con offerte troppo allettanti o assenza di dati di contatto trasparenti.
Dopo aver inserito i dati della carta prepagata per portare a termine un acquisto, la vittima può trovarsi con addebiti ripetuti, non riconosciuti e spesso a piccoli importi. In alcuni casi, i sistemi di addebito riescono a eludere i controlli di sicurezza producendo movimenti multipli nel giro di poche ore, sino a prosciugare la carta.
Alcuni segnali rivelatori di un falso sito:
Nonostante i bonifici istantanei offrano tempi di esecuzione particolarmente rapidi e una maggiore tracciabilità, restano potenzialmente esposti ad alcune tipologie di frode. Uno degli scenari più ricorrenti riguarda la cosiddetta “truffa del beneficiario”, in cui tramite e-mail o telefonate manipolatorie viene indotto il cambio dell’IBAN rispetto a una transazione legittima. L’utente, pensando di inviare un pagamento a un soggetto conosciuto, lo indirizza in realtà a un conto controllato da malviventi.
L’introduzione di controlli automatizzati tra nome beneficiario e codice IBAN ha ridotto drasticamente tali episodi, ma l’aspetto umano e l’urgenza emotiva restano punti deboli sfruttati dai truffatori.
Le procedure di sicurezza degli istituti di credito, la conferma tramite OTP e le notifiche in tempo reale forniscono un ulteriore scudo. Tuttavia, la tutela maggiore rimane la verifica manuale delle coordinate e il ricorso a canali ufficiali per ogni cambiamento. In caso di errore, recuperare i fondi può essere complesso, poiché il bonifico istantaneo non può essere revocato una volta eseguito.
Le tutele residue sono:
Le azioni preventive e l’adozione di strumenti tecnologici costituiscono una barriera efficace contro le frodi. L’educazione digitale e la conoscenza delle principali tecniche di inganno sono cruciali.
In caso di truffa, la tempestività è essenziale. Il primo passo consiste nel bloccare immediatamente la carta compromessa utilizzando l’app dedicata o contattando il numero di emergenza, seguito dalla comunicazione dell’accaduto al proprio istituto bancario. È inoltre necessario: