Il motivo per cui i bonifici rappresentano oggi il terreno privilegiato delle frodi è legato al fenomeno della manipolazione del pagatore.
I dati della Banca d'Italia mostrano che nel solo primo semestre del 2024 i cittadini hanno subito frodi digitali per circa 110 milioni di euro, distribuite tra bonifici, carte di pagamento e strumenti di moneta elettronica. Colpisce in particolare la crescita delle truffe legate ai bonifici, il cui valore ha raggiunto 65,5 milioni di euro, in aumento del 61% rispetto all'anno precedente, mentre per le carte di credito e debito si registra un calo delle perdite a 34 milioni di euro, e per le carte prepagate e moneta elettronica si scende a soli 9 milioni.
Il quadro evidenzia una polarizzazione: da un lato le carte restano lo strumento più usato dai truffatori per numero di operazioni fraudolente, dall'altro i bonifici generano danni economici molto più consistenti.
Il motivo per cui i bonifici rappresentano oggi il terreno privilegiato delle frodi è legato al fenomeno della manipolazione del pagatore. Con tecniche di ingegneria sociale raffinate, i criminali riescono a convincere la vittima ad autorizzare volontariamente un trasferimento verso un beneficiario fraudolento. È un inganno che gioca sulla fiducia e sulla pressione psicologica: email che imitano comunicazioni ufficiali, telefonate che simulano operatori bancari, messaggi che sfruttano urgenze apparenti.
Il danno economico medio è più alto rispetto alle frodi con carte: un bonifico ordinario fraudolento comporta in media una perdita di 5.864 euro, mentre un bonifico istantaneo si attesta intorno ai 1.666 euro. Sono cifre stabili su base annua, ma sufficienti a generare un impatto devastante per famiglie e imprese.
La difficoltà sta nel fatto che, essendo la disposizione effettuata con il consenso esplicito del cliente, i meccanismi di rimborso automatici non si attivano. Significa che il recupero delle somme è complesso, spesso impossibile e la responsabilità resta in larga parte a carico della vittima. Per questo la fiducia cieca verso comunicazioni non verificate rappresenta l'anello debole più sfruttato dai truffatori.
Se si passa alle carte di credito e debito, la dinamica è differente. Le truffe restano molto diffuse: oltre il 70% dei casi totali di frode registrati in Italia riguardano proprio le carte, con 386.364 episodi censiti in sei mesi. Il valore medio per operazione è però assai contenuto, appena 87 euro, a fronte di oltre 5.000 per i bonifici.
La minaccia più forte arriva dall'e-commerce e dai pagamenti a distanza. Nonostante i progressi tecnologici, i criminali riescono ancora a sfruttare tecniche come phishing, clonazioni, skimming e furti di credenziali. In calo invece le frodi legate a pagamenti nei negozi fisici tramite POS, dove i sistemi di sicurezza e l'uso diffuso dei chip hanno ridotto le vulnerabilità.
Un vantaggio delle carte è l'esistenza di meccanismi di rimborso rapidi per l'utente in caso di transazioni non autorizzate, che garantiscono un maggior livello di tutela. Inoltre, l'introduzione della Strong Customer Authentication (SCA) ha contribuito a ridurre i rischi, perché impone la conferma delle operazioni tramite almeno due fattori di autenticazione: ad esempio password più token o biometria. Questo spiega la riduzione del valore delle frodi, anche se i tentativi restano numerosi.
Per ridurre i rischi legati ai bonifici, l'Unione europea ha imposto una novità destinata a cambiare le abitudini di difesa: dal 9 ottobre 2025 i prestatori di servizi di pagamento dovranno introdurre la verifica in tempo reale dell'Iband e del nome del beneficiario prima di autorizzare il trasferimento. È il meccanismo noto come Verification of Payee.
La verifica confronterà i dati immessi dall'utente con quelli reali del conto di destinazione, restituendo messaggi di corrispondenza totale, parziale o assente. Questo non bloccherà automaticamente il pagamento, ma consentirà al cliente di valutare se proseguire o interrompere l'operazione, senza errori e riducendo la possibilità di cadere in trappole costruite con IBAN falsificati.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...