Vivere in camper significa scegliere libertà e autonomia, ma anche affrontare costi, regole e sicurezza. Tra lavoro remoto, famiglia e coppia, ecco chi sono i fulltimer e quanto sono soddisfatti.
Nel 2025 in Italia sono stati acquistati oltre 44.000 camper tra nuovi e usati: le immatricolazioni del nuovo sono cresciute del 10,56% rispetto al 2024 e i passaggi di proprietà dell’usato del 6,05%. Il dato dell’Associazione Produttori Caravan e Camper, organismo che rappresenta l’industria italiana del settore, fotografa un interesse crescente per la mobilità ricreativa. Non dice, però, quante persone abbiano scelto di abitare stabilmente a bordo. I fulltimer, cioè coloro che utilizzano il camper come casa per periodi lunghi o senza una base abitativa tradizionale, sono un gruppo più ristretto e difficile da quantificare.
Il comparto si inserisce in un mercato open air che nel 2025 ha raggiunto 74 milioni di presenze, per un valore indicato in 8,5 miliardi di euro. La stessa rilevazione riferisce che il 93% dei viaggiatori su ruote considera questa modalità la propria preferita. Si parla di turismo all’aria aperta, non di persone residenti in camper. La distinzione va tenuta presente: una vacanza itinerante e una casa permanente comportano impegni, costi e abitudini molto diversi.
Tra i fulltimer ci sono professionisti, freelance, nomadi digitali e content creator. La scelta riguarda anche pensionati, lavoratori autonomi e persone alla ricerca di una soluzione abitativa più flessibile. Per chi lavora online, un computer, una connessione affidabile e una fonte di energia stabile possono bastare per trasformare la dinette in un ufficio.
Bastare, però, è una parola da prendere con cautela. Il lavoro da remoto richiede organizzazione: la copertura telefonica deve essere sufficiente, gli orari vanno conciliati con gli spazi condivisi, la privacy non è scontata e la continuità elettrica diventa una necessità concreta. Senza questi elementi, la possibilità teorica di lavorare ovunque si riduce rapidamente.
Le ragioni della scelta non sono soltanto economiche. C’è chi vuole avere meno oggetti e ridurre le spese fisse, chi cerca libertà di movimento e autonomia, chi preferisce vivere vicino alla natura o allontanarsi dai ritmi di una città. In pochi metri quadrati ogni cosa deve avere una funzione; vestiti, acquisti e attrezzature vengono quindi selezionati con più attenzione. Il minimalismo, in questo caso, non è necessariamente un obiettivo dichiarato: spesso è la conseguenza pratica dello spazio disponibile.
Non tutti immaginano una permanenza definitiva. Per alcuni il camper rappresenta una pausa di qualche mese, per altri un progetto destinato a durare a lungo. Le due esperienze possono assomigliarsi all’inizio, ma la seconda richiede una pianificazione molto più severa.
Il gruppo più visibile è formato dai professionisti che lavorano attraverso internet. Programmatori, grafici, traduttori, consulenti, copywriter, fotografi, videomaker, insegnanti online e addetti al marketing possono svolgere molte mansioni da un tavolo ricavato nella dinette. Computer, connessione mobile e alimentazione elettrica diventano la struttura minima del loro ufficio.
Accanto ai lavoratori digitali ci sono gli artigiani itineranti, i venditori ambulanti e le persone impegnate in fiere, festival, mercati o spettacoli. Per loro il camper unisce abitazione e mezzo di trasporto, riducendo il ricorso ad alberghi e affitti temporanei durante gli spostamenti.
Un’altra categoria comprende chi segue il calendario delle occupazioni stagionali. In primavera e in estate ci si sposta verso strutture turistiche, campeggi, stabilimenti balneari, aziende agricole e locali; nei mesi freddi il percorso può proseguire nelle località sciistiche o nei territori dove si concentrano raccolte e lavorazioni agricole. Il camper permette di avvicinare l’alloggio al luogo di lavoro, anche se trovare una sosta regolare per settimane richiede accordi con campeggi, aziende o proprietari di terreni.
Ci sono poi pensionati e persone vicine alla pensione, liberi dagli orari di un impiego. Alcuni trascorrono l’inverno nelle regioni meridionali e si spostano verso il Nord o le zone montane durante l’estate. Altri viaggiano tra Italia ed Europa seguendo temperature più miti e aree di sosta meno costose.
Una quota più piccola prova a finanziare la vita itinerante attraverso YouTube, Instagram, blog, guide e collaborazioni commerciali. È il volto più raccontato della “van life”, ma anche quello meno facile da trasformare in un reddito stabile. Pubblicare video non garantisce guadagni: servono pubblico, continuità, competenze tecniche e collaborazioni pagate. Molti creator affiancano ai contenuti un lavoro da remoto già avviato.
Il camper può ridurre il peso di un affitto o di un mutuo, ma non è automaticamente una scelta economica. Una testimonianza riferita a 11 anni di vita a bordo indica una spesa media di circa 1.700 euro al mese, esclusi l’acquisto del mezzo e i viaggi. È un dato individuale, non un tariffario applicabile a tutti. Il totale dipende dal numero di persone, dai chilometri percorsi, dal tipo di sosta, dall’alimentazione, dalle condizioni del veicolo e dal livello di autonomia raggiunto.
Nel bilancio entrano voci fisse e spese legate agli spostamenti. Assicurazione, tassa automobilistica, assicurazione sanitaria e comunicazioni continuano a pesare anche quando il mezzo rimane fermo. Carburante, pedaggi e piazzole crescono con la mobilità. La manutenzione ordinaria è solo una parte del problema: riparazioni, pneumatici e interventi sulla cellula possono generare uscite non previste.
Vanno considerati anche gas o gasolio per cucinare e riscaldare il veicolo, alimentari, lavanderia, rimessaggio e sostituzione delle attrezzature. Un progetto che sembra sostenibile sulla carta può cambiare rapidamente dopo un guasto o una spesa straordinaria.
Per l’acquisto, le stime disponibili collocano un usato affidabile, destinato a un impiego abitativo, tra 25.000 e 35.000 euro. Un mezzo in ordine e più attrezzato può avvicinarsi alla fascia 30.000-50.000 euro; gli allestimenti possono richiedere altri 4.000-6.000 euro. Un camper nuovo adatto a un uso intenso può superare 60.000-90.000 euro. Sono valori indicativi riferiti al 2026 e non comprendono tutte le spese successive.
Prima di comprare un usato bisogna controllare meccanica e cellula. Nell’ispezione rientrano infiltrazioni, muffa, impianto elettrico, impianto del gas, riscaldamento, boiler, freni, telaio e documentazione. Le infiltrazioni sono tra i problemi più costosi da trovare e riparare. Anche il peso merita una verifica precisa: pannelli, batterie, acqua e attrezzature riducono il margine di carico disponibile.
Van e furgonati sono maneggevoli, discreti e adatti a chi si sposta spesso. Il rovescio della medaglia è lo spazio più limitato per stivaggio e permanenza. Semintegrali, mansardati e motorhome offrono ambienti più vivibili, garage e dotazioni più adatte a periodi lunghi, ma hanno ingombri e consumi maggiori.
La roulotte segue una logica diversa. Una volta sganciata, resta come base stanziale e lascia libera l’auto per muoversi nei dintorni. Può essere una soluzione utile per chi desidera fermarsi più a lungo nello stesso luogo senza rinunciare a un’automobile separata.
La scelta dipende dall’equipaggio e dalla routine quotidiana. Chi lavora online può avere bisogno di una postazione stabile e di una batteria dimensionata ai consumi. Una famiglia, invece, può richiedere letti sicuri, ambienti separati e maggiore capacità di stivaggio. Per l’inverno servono isolamento adeguato, riscaldamento efficiente e protezione dal gelo per serbatoi e scarichi.
La prova più realistica è noleggiare il mezzo per periodi diversi, compreso quello freddo, prima di impegnare una somma elevata. Un camper comodo per un fine settimana estivo può rivelarsi inadatto dopo settimane di pioggia o durante una sosta invernale.
La vita in camper può essere soddisfacente quando libertà di movimento, lavoro, budget e necessità personali sono compatibili con una quotidianità più ristretta e meno prevedibile. Il risparmio, da solo, non basta a rendere sostenibile la scelta: manutenzione, soste, utenze e imprevisti continuano a incidere sul bilancio.
Prima di trasferirsi a bordo conviene verificare la soluzione nella pratica, anche attraverso periodi di prova e scegliendo un mezzo adatto alla stagione, al numero di persone e alle esigenze di lavoro. La valutazione dovrebbe includere inoltre residenza, assistenza sanitaria, sicurezza, gestione degli scarichi e disponibilità di una riserva economica:
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...