Tra ritardi, cancellazioni e bagagli smarriti, i viaggiatori si trovano spesso ad affrontare disagi imprevisti. Analisi dei dati più recenti e dei vettori meno affidabili, con consigli su come prevenire e gestire queste situazioni.
I disagi nei viaggi aerei rappresentano un fattore di stress per milioni di passeggeri ogni anno e possono spaziare da ritardi di partenza o arrivo a cancellazioni improvvise, passando per smarrimenti e danneggiamenti dei bagagli. Le cause che provocano queste situazioni sono molteplici e spesso collegate tra loro. Scioperi improvvisi del personale, carenza di addetti a terra, condizioni meteorologiche avverse, limiti di capacità aeroportuale e problemi tecnici o logistici sono solo alcune delle principali ragioni. Questi disagi non si concentrano solo su singole compagnie, ma toccano anche la gestione a livello aeroportuale, coinvolgendo vari soggetti responsabili del servizio offerto ai viaggiatori.
Le irregolarità più frequenti si suddividono in ritardi (sia nelle partenze che negli arrivi), cancellazioni, overbooking e problematiche relative ai bagagli, che a loro volta includono lo smarrimento, gli arrivi in ritardo o il danneggiamento degli stessi. I ritardi spesso derivano da una combinazione di eventi come traffico aereo congestionato, manutenzione non programmata degli aerei o procedimenti di sicurezza. La perdita o il ritardo nella restituzione dei bagagli è favorita soprattutto durante i transiti, dove la possibilità di errore nella gestione è più elevata. Oltre a creare disagio personale, questi problemi influiscono anche sull’immagine e sull’affidabilità degli operatori coinvolti.
Andiamo a vedere gli ultimi dati e tendenze di queste problematiche in base a diverse nuove ricerche, tra cui l'ultimo report di RimborsoAlVolo
Nel settore dell’aviazione commerciale, le irregolarità riguardanti i bagagli rappresentano una delle principali fonti di disagi per i viaggiatori. Gli ultimi dati disponibili indicano che nel 2024 si sono registrati 33,4 milioni di bagagli smarriti su un totale di 5,3 miliardi di passeggeri, equivalenti a circa 6,3 bagagli ogni 1.000 viaggiatori. Questo dato comprende bagagli effettivamente persi, danneggiati e non riconsegnati nei tempi previsti. La maggior parte degli inconvenienti si verifica quando i bagagli vengono movimentati durante i trasferimenti da un volo all’altro, specialmente nei collegamenti internazionali. Solo il 16% degli smarrimenti riguarda i voli nazionali.
Analizzando più nel dettaglio la tipologia di irregolarità, la quota maggiore, oltre il 66%, riguarda i bagagli in ritardo, risolti tuttavia nella maggior parte dei casi entro 48 ore. Secondo il rapporto SITA 2025, tra le principali cause si annoverano:
Tra i consigli utili, emerge l’importanza di etichettare in modo chiaro il proprio bagaglio, evitare voli con scali troppo brevi e portare con sé, nel bagaglio a mano, gli oggetti essenziali per le prime 24 ore. Azioni semplici, ma che possono ridurre i rischi di ulteriori disagi e facilitare la gestione degli imprevisti.
Diversi studi recenti hanno messo in evidenza alcune compagnie e aeroporti meno efficienti nella gestione dei disservizi, sia in termini di puntualità sia per quanto concerne le problematiche legate ai bagagli. Sebbene non esista una classifica assoluta, alcune tendenze e dati puntuali consentono di individuare i maggiori punti critici rilevati dai passeggeri e dai report di settore.
Per quanto riguarda gli aeroporti, lo scalo di Heathrow a Londra figura ai primi posti tra quelli dove i ritardi nei voli e le problematiche con i bagagli sono più frequenti: circa 18.950 ricerche online sull’argomento e tempi medi di 20 minuti per recuperare il bagaglio. Segue il Charles de Gaulle di Parigi, con i tempi di attesa più lunghi tra quelli analizzati (25 minuti) e la più alta incidenza di recensioni negative. Anche altri hub come Dubai International, Istanbul, Francoforte, Amsterdam Schiphol e Barcellona El Prat presentano criticità ricorrenti, legate a volumi elevati di traffico e complessità operative.
In riferimento alle compagnie aeree, sono spesso quelle definite low-cost a ricevere le valutazioni più negative in fatto di puntualità, servizio clienti e gestione dei bagagli smarriti. I passeggeri lamentano tempi di risposta lunghi, difficoltà nel ricevere indennizzi e regole altamente restrittive per la presentazione delle richieste di compensazione, che spesso vanno ben oltre quanto previsto dal Regolamento Europeo 261/04 e dalla Convenzione di Montreal.
Di seguito una tabella di riepilogo con alcuni delle principali criticità emerse:
| Aeroporto/Compagnia | Criticità |
| Heathrow (LHR) | Alto numero di segnalazioni smarrimento bagagli, tempi lunghi per il ritiro |
| Charles de Gaulle (CDG) | Attesa elevata per il recupero bagagli, molte recensioni negative |
| Ryanair | Gestione contestata di ritardi e rimborsi, comunicazioni difficoltose |
| Altre Low Cost | Politiche restrittive sulle compensazioni, assistenza non sempre adeguata |
Al contrario, alcuni aeroporti di medie dimensioni come Darwin in Australia e Cardiff in Galles sono risultati i più virtuosi per rapidità, bassissima incidenza di reclami e migliore organizzazione interna.
Tra le compagnie più discusse in Europa si trova Ryanair, protagonista di numerose controversie in merito a ritardi, cancellazioni di voli e gestione dei reclami. Negli ultimi anni, il vettore low-cost irlandese ha adottato strategie aggressive, riducendo la presenza in alcuni scali per protestare contro il livello delle tasse aeroportuali e dei limiti imposti ai voli.
Oltre alle questioni con le autorità aeroportuali, Ryanair si è spesso trovata al centro di critiche per alcune scelte commerciali: la compagnia è nota per politiche molto restrittive in materia di bagagli, e per avere introdotto negli anni numerose tariffe extra per servizi prima gratuiti. Molti reclami dei passeggeri riguardano i costi inattesi per il check-in in aeroporto, la stampa delle carte d’imbarco o la scelta del posto. Tali pratiche, unite a frequenti aggiornamenti dei termini e condizioni contrattuali, hanno generato una reputazione controversa.
Le controversie sul trattamento dei dipendenti non sono mancate, specialmente in relazione a scioperi e richieste salariali. Il personale, secondo le testimonianze raccolte da varie fonti, lamenta valutazioni basate sulle vendite a bordo e condizioni di lavoro più rigide rispetto ad altre compagnie. Anche la gestione delle emergenze e il rispetto della normativa in materia di risarcimenti hanno sollevato dubbi da parte delle associazioni dei consumatori: Ryanair ha ridotto il periodo per presentare una richiesta di compensazione cercando di limitare l’accesso a servizi di assistenza terzi, una scelta contestata sia nei tribunali che dalla clientela.
Nonostante ciò, Ryanair resta fra le compagnie con il maggior numero di passeggeri in Europa, grazie a tariffe basse e frequenza delle rotte, mantenendo una posizione di rilievo ma anche una percezione di qualità spesso distante dalle attese dei viaggiatori più esigenti.
I casi di cancellazione o ritardo dei voli non sono rari e, negli ultimi mesi, vari episodi hanno coinvolto numerosi passeggeri lasciati in attesa per ore negli aeroporti in assenza di motivazioni legate a eventi straordinari. Ciò evidenzia come, spesso, le cause di tali interruzioni siano da attribuire a inefficienze operative delle compagnie aeree. Un esempio recente ha interessato i collegamenti sulla tratta Ancona–Milano, quando due voli consecutivi sono stati annullati senza giustificazioni legate a meteo avverso o altre emergenze. In situazioni simili, i viaggiatori hanno diritto a un indennizzo fino a 250 euro, secondo il Regolamento Europeo 261/2004, oltre all’assistenza per pasti, pernottamento e riprotezione su altri voli.
Quando è la compagnia a provocare la cancellazione o il ritardo senza motivi eccezionali, è tenuta a informare tempestivamente i passeggeri, offrire assistenza e risarcire economicamente ove previsto dalla normativa. Troppo spesso, però, le procedure risultano farraginose e i tempi di gestione delle richieste molto lunghi. In caso di bagagli in ritardo o smarriti, come indicato dalla Convenzione di Montreal, il limite massimo per la richiesta di rimborso è di 21 giorni, mentre le spese documentate dovute al disagio devono essere rimborsate.
Nelle controversie relative alle cancellazioni, le low cost sono spesso tra i vettori più contestati, sia per il numero di voli coinvolti sia per la minore chiarezza nei diritti informativi e nelle modalità di erogazione degli indennizzi.
Evitare completamente i disservizi durante un viaggio in aereo è difficile, ma adottare alcuni accorgimenti permette di ridurre i rischi e affrontare meglio eventuali imprevisti. Tra le misure suggerite dagli esperti spiccano:
Attenzione anche ai termini contrattuali della compagnia scelta: molte prevedono procedure online specifiche e periodi di attesa. Essere informati e tempestivi nella compilazione delle segnalazioni aumenta sensibilmente le probabilità di ottenere un rimborso adeguato.