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Xiaomi SU7 2026, boom di preordini e battuto un nuovo record. E quando arriverà in Italia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Xiaomi SU7 2026

Cresce l’attesa per Xiaomi SU7 2026, l’auto elettrica che ha già registrato numeri record di preordini in Cina e sfida Tesla. Prezzi, innovazione, prospettive per il debutto in Italia e ostacoli di mercato in vista.

Negli ultimi mesi il settore dell'auto elettrica in Cina sta vivendo una vera rivoluzione, guidata da una nuova ondata di veicoli che sfidano sia i preconcetti dei consumatori che la concorrenza internazionale. Il protagonista di questa ondata è senza dubbio la SU7, una berlina full electric sviluppata da un colosso dell’elettronica già noto per l’innovazione nei dispositivi smart. L'entusiasmo attorno a questa vettura ha trasformato il modello in un caso di studio per gli osservatori del comparto automotive. Non solo numeri da record, ma anche impatti tangibili sul modo in cui i consumatori cinesi valutano le nuove tecnologie applicate alla mobilità. Il debutto della SU7 ha catalizzato il mercato mostrando come la combinazione di tecnologia avanzata e prezzi accessibili possa ridefinire gli equilibri di un intero settore.

Boom di preordini: numeri record per Xiaomi SU7 e YU7

La storia recente della mobilità elettrica cinese è segnata da un fenomeno di massa: la crescita esponenziale dei preordini per SU7 e per il nuovo SUV YU7. Presentata nel 2024, la SU7 ha conquistato il pubblico grazie a una dotazione hi-tech e a costi contenuti rispetto a rivali già consolidati sul mercato. In meno di due anni, la berlina ha raggiunto una quota di 360.000 veicoli venduti, tagliando un traguardo che ha sorpreso analisti e concorrenti.

Nel 2025, con l’annuncio delle versioni più recenti e la riduzione del prezzo di ingresso, la domanda ha registrato picchi fino a 17.000 unità al mese, cifra che la rende uno dei modelli più desiderati nelle principali città cinesi. L’arrivo del SUV YU7, svelato ufficialmente a giugno dello stesso anno, ha amplificato ulteriormente questo trend: la versione aggiornata del SUV ha raccolto 289.000 ordini nelle prime 24 ore, dei quali ben 240.000 "bloccati" con acconti non rimborsabili.

  • Sistemi di prenotazione flessibili: gli acquirenti possono scegliere tra acconti minimi per prenotazioni rimborsabili e acconti maggiorati per ricevere la consegna prioritaria.
  • Capacità di produzione sottopressione: la produzione fatica a stare al passo con i numeri record registrati sia per SU7 che per YU7. Nel caso della YU7, l’attesa per le consegne si estende già al 2027.
L’obiettivo per il 2026, condiviso ufficialmente dal board del gruppo, è la consegna di mezzo milione di vetture entro fine anno, numeri che, se confermati, sancirebbero un nuovo standard nel panorama delle auto elettriche di origine asiatica.

Strategie di prezzo e confronto con Tesla Model 3: accessibilità e tecnologie a confronto

Un elemento determinante nel successo della gamma blue-chip del costruttore cinese risiede in una strategia di pricing particolarmente aggressiva. Il prezzo base della SU7, aggiornato con il lancio del modello 2026, parte da 229.000 yuan (circa 28.000 euro) in Cina, posizionandosi immediatamente sotto il listino della Tesla Model 3, che parte invece da 235.500 yuan. Un divario ridotto, ma sufficiente a generare un effetto volano sulla percezione di convenienza.

Modello Prezzo Base (Cina)
SU7 2026 229.000 yuan (~28.000 €)
Tesla Model 3 235.500 yuan (~28.800 €)

La politica di prezzo è sostenuta da una dotazione tecnologica di alto livello, che include avanzati sistemi di assistenza alla guida, display integrati, connettività cloud e un’esperienza software immersiva, resa possibile dalla piattaforma proprietaria HyperOS. Oltre al prezzo, anche l’abbondanza di equipaggiamenti premium su versioni già entry-level contribuisce a posizionare la berlina tra le offerte più richieste nella fascia medio-alta.

Con fronti di concorrenza così serrati, la disponibilità di opzioni personalizzabili e l'esperienza digitale a bordo rappresentano le nuove metriche del valore percepito nell’acquisto di una vettura elettrica.

Prestazioni e innovazione della gamma Xiaomi SU7 e SU7 Ultra

Il portfolio elettrico della casa cinese si articola su più livelli, con la variante Ultra che funge da vetrina tecnologica e simbolo di prestazioni.

  • Prestazioni di vertice: la SU7 Ultra colpisce per i numeri che, per la categoria, sono eccezionali. Sotto al cofano, tre motori elettrici sviluppano una potenza complessiva di 1.526 CV, garantendo un’accelerazione 0-100 km/h in soli 1,98 secondi ed una velocità autolimitata di 265 km/h.
  • Autonomia e batterie avanzate: la batteria Qilin 2.0 by CATL, nella configurazione Top, offre un’autonomia di 620 km (WLTP).
  • Innovazione e materiali: la Ultra si distingue per dettagli come l’alettone posteriore in fibra di carbonio e interni di qualità superiore, abbinati a un sistema infotainment mutuato dall’ecosistema mobile della casa madre.
Il successo commerciale di questa gamma si cristallizza nella risposta del mercato: in pochi minuti dal lancio, la SU7 Ultra ha raccolto 3.680 preordini, arrivando in breve a 6.900 richieste. L’obiettivo, nelle previsioni comunicate, è di superare le 10.000 consegne annue solo per la versione più sportiva.

Espansione internazionale: aspettando il debutto in Europa e in Italia

L’interesse generato dal fenomeno SU7 ha travalicato ben presto i confini del mercato domestico. La casa cinese ha ufficializzato la volontà di debuttare in Europa nel 2027, confermando il Vecchio Continente come primo sbocco estero. Le prime dichiarazioni, rilanciate anche dalla stampa specializzata europea, indicano come punto di partenza proprio la berlina SU7, affiancata dal SUV YU7.

  • Preparazione dell’offerta europea: il gruppo ha avviato un percorso di adattamento sia dei prodotti che dei processi, con la costituzione di un centro Ricerca & Sviluppo in Germania e il reclutamento di manager dalla scena automotive tedesca di fascia alta.
  • Strategia distributiva multicanale: uno dei punti di forza previsti sarà l’integrazione tra concessionarie partner e negozi di proprietà (Mi Home), mutuando la logica già vista nell’elettronica di consumo.
  • Omologazione europea: la SU7 Ultra ha già iniziato i primi test di omologazione EU, con esemplari immatricolati e circolanti per validazione tecnica e rispetto delle normative sulla sicurezza e sui software di bordo.
L'attesa degli utenti italiani si concentra sulla tempistica e sulla configurazione dei modelli disponibili: la prima ondata potrebbe contemplare solo alcuni allestimenti, in una politica di lancio snella che semplifichi approvazioni e gestione logistica.

Le sfide produttive di Xiaomi: gestione della domanda e capacità industriale

L'enorme volume di preordini, sia per SU7 che per YU7, sta mettendo sotto pressione la struttura produttiva della casa cinese.

  • Due stabilimenti principali: il sito F1, operativo dal 2024 con una capacità annua di 150.000 unità, e il nuovo impianto F2, che aggiunge altre 150.000 vetture quando sarà pienamente produttivo.
  • Percorso di crescita: la produzione di massa in F2 è prevista per la metà del 2025, portando la capacità complessiva sulle 300.000 vetture/anno. Nonostante questo, il volume degli ordini rimane superiore alla disponibilità, con tempi di attesa per SU7 e YU7 che arrivano a toccare quasi un anno.
  • Equilibrio tra gamma e risorse: la distribuzione delle attività tra SUV e berlina richiede una pianificazione attenta; la priorità in certi momenti viene rivista in base alle preferenze di mercato, complicando ulteriormente la gestione delle consegne.
La realizzazione di una terza fabbrica è già nei piani, ma servirà tempo prima che la nuova struttura possa incidere sull’attuale "collo di bottiglia" produttivo.

Considerazioni su prezzo, dazi e omologazione per il mercato europeo

L’ingresso in Europa di un veicolo BEV direct-from-China passa attraverso un percorso complesso dal punto di vista normativo e fiscale.

  • Dazi su importazione: i veicoli importati dalla Cina devono fronteggiare un dazio base del 10%, cui si sommano quote compensative (mediamente intorno al 20%) imposte dall’Unione Europea sulle auto elettriche costruite nel paese asiatico.
  • Normative UE aggiornate: l’omologazione di tipo europeo segue regolamenti recenti come UNECE R155 e R156 (sicurezza informatica e aggiornamenti OTA) e la General Safety Regulation (GSR2, obbligatoria da luglio 2024) che impone dotazioni ADAS specifiche per tutte le vetture nuove.
  • Impatto sul prezzo finale: i costi di produzione competitivi rischiano di essere erosi dai dazi e dalle complessità legate alla certificazione. Senza localizzazione produttiva, i prezzi europei delle auto cinesi saranno inevitabilmente superiori a quelli praticati in Cina.
Ulteriori sviluppi potrebbero emergere da negoziati tra Bruxelles e Pechino, ma ad oggi chi valuta l’acquisto dovrà mettere in conto una differenza sensibile rispetto al mercato interno cinese.