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Zes Unica 2026: le aziende beneficiarie, regole, funzionamento, come fare domanda, importi e tempi

di Marcello Tansini pubblicato il
Come fare domanda, importi e tempi

La ZES Unica 2026 è una grande opportunità per le imprese del Mezzogiorno: chi può beneficiarne, quali sono i requisiti, come funziona il credito d'imposta, i limiti, le regole e gli errori da evitare.

La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno (ZES Unica) rappresenta dal 2026 uno strumento strategico per attrarre investimenti e incentivare la crescita imprenditoriale nelle regioni dell'Italia meridionale. Grazie al recente rinnovo nell'ambito della Legge di Bilancio 2026, il credito d'imposta collegato sostiene le imprese attraverso una misura automatica e pluriennale, facilitando la programmazione di interventi per l'acquisto di beni strumentali nuovi nelle aree individuate.

Questo regime agevolativo costituisce una risposta alle esigenze di sviluppo dei territori del Sud, razionalizza le precedenti misure disomogenee e si propone di generare nuova occupazione e competitività. Le principali novità includono la proroga dell'incentivo fino al 2028 e un sistema di comunicazione articolato più trasparente e accessibile. Il quadro si arricchisce di risorse finanziarie consistenti e di regole che puntano sulla certezza normativa e sulla valorizzazione delle imprese del Mezzogiorno.

Aziende beneficiarie e requisiti per accedere alla ZES Unica 2026

Possono accedere al credito d'imposta previsto dalla ZES Unica tutte le imprese, indipendentemente da dimensioni e settore, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nelle regioni comprese nella stessa area agevolata. Il perimetro geografico comprende Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, costituendo così una copertura estesa dell'intero Mezzogiorno italiano.

Le condizioni di ammissibilità si concentrano su:

  • Localizzazione produttiva: l'investimento deve riguardare impianti o nuove strutture situate nella ZES Unica;
  • Tipologia di beni: sono agevolati impianti, macchinari, attrezzature, oltre a fabbricati e, con precise limitazioni, terreni;
  • Tempistiche: gli investimenti devono essere realizzati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028;
  • Finalità: incremento della produttività, potenziamento e ampliamento aziendale, innovazione dei processi.
Restano escluse le spese su terreni e fabbricati che non rispondano al criterio di investimento in strutture produttive: ciò garantisce la destinazione effettiva delle risorse allo sviluppo aziendale e al rafforzamento del tessuto produttivo locale.

Sul piano soggettivo, non esistono limiti legati alla forma societaria: possono presentare domanda le società di capitali, le società di persone, le ditte individuali e tutte le altre forme imprenditoriali riconosciute dalla normativa italiana, purché in possesso delle autorizzazioni necessarie e iscritte regolarmente al Registro delle Imprese.

Funzionamento e regole della ZES Unica: importi, coperture e durata dell'incentivo

L'incentivo offerto dalla ZES Unica consiste in un credito d'imposta automatizzato, senza graduatorie né bandi competitivi, rivolto a sostenere investimenti produttivi nelle regioni del Sud. La misura è stata strutturata su orizzonti triennali di risorse certe:

Anno

Stanziamento (milioni di euro)

2026

2.300

2027

1.000

2028

750

La copertura finanziaria garantisce la continuità degli investimenti e permette una reale programmazione pluriennale alle imprese. Il credito d'imposta è fruibile nei limiti delle risorse stanziate annualmente: se le richieste superano il plafond, l'ammontare effettivamente utilizzabile sarà ridotto in modo proporzionale in base a una percentuale comunicata ogni anno dall'Agenzia delle Entrate.

Sono incentivate soltanto le spese in beni materiali nuovi, destinati all'ampliamento o alla creazione di unità produttive nelle regioni ZES. L'agevolazione si estende anche a nuovi fabbricati, impianti e attrezzature, ma non riguarda immobili esistenti o usati.

La durata effettiva della misura va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 per la maggior parte degli investimenti, con il termine del 15 novembre 2028 per alcune tipologie specifiche, come previsto dagli ultimi aggiornamenti normativi (articolo 96, Legge di Bilancio 2026). Ogni impresa può sommare il beneficio a ulteriori incentivi, purché non afferiscano alle stesse spese e nel rispetto dei regolamenti sugli aiuti di Stato e della disciplina de minimis.

Modalità e scadenze per la domanda: comunicazione iniziale e integrativa

Le procedure per ottenere il credito d'imposta ZES Unica sono scandite da due adempimenti obbligatori:

  • Una comunicazione iniziale, nella quale le aziende dichiarano all'Agenzia delle Entrate sia l'ammontare delle spese ammissibili già sostenute, sia le previsioni d'investimento future per l'anno di riferimento.
  • Una comunicazione integrativa successiva, che serve ad attestare l'effettiva esecuzione degli investimenti dichiarati e a dettagliare il credito maturato in base alle spese realmente effettuate.
Le finestre temporali per la trasmissione delle comunicazioni sono dettagliate annualmente:

Tipo comunicazione

Periodo invio

Anno di riferimento

Iniziale

31 marzo - 30 maggio 2026

Investimenti 2026

Iniziale

31 marzo - 30 maggio 2027

Investimenti 2027

Iniziale

31 marzo - 30 maggio 2028

Investimenti 2028

Integrativa

3 - 17 gennaio 2027

Per investimenti 2026

Integrativa

3 - 17 gennaio 2028

Per investimenti 2027

Integrativa

18 novembre - 2 dicembre 2028

Per investimenti 2028

Gli elementi obbligatori nella fase integrativa includono:

  • L'importo effettivo investito (che non può superare quanto dichiarato in fase previsionale)
  • Dettaglio delle fatture elettroniche relative agli acquisti agevolati
  • Certificazione specifica rilasciata dal Ministero per gli Affari Europei, Sud e PNRR, in base al DM 17 maggio 2024
I modelli di comunicazione e le modalità di trasmissione saranno resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'entrata in vigore delle relative norme. La mancata osservanza dei termini o l'invio incompleto della documentazione comportano la perdita dell'agevolazione. È dunque richiesta un'attenzione assoluta nella preparazione e nella gestione dei dati, oltre che nella verifica della documentazione allegata.

Calcolo dell'importo spettante e limiti del credito d'imposta ZES Unica 2026

L'ammontare del credito d'imposta spettante non si determina a priori in misura fissa, ma dipende da una percentuale di riparto comunicata dopo la chiusura delle finestre di presentazione delle domande. L'Agenzia delle Entrate, esaminate tutte le richieste a livello nazionale, calcola la percentuale secondo il rapporto tra le risorse disponibili annualmente e le somme richieste dalle imprese.

Di seguito uno schema indicativo del calcolo:

  • Se le richieste non superano il plafond previsto dal legislatore, le imprese ottengono il credito d'imposta per l'intero importo dichiarato (100% della richiesta);
  • Se le domande eccedono lo stanziamento, ogni impresa ne usufruisce in percentuale ridotta, ricevendo solo una parte dell'importo richiesto.
Per l'anno 2026, ad esempio, è stato previsto per alcuni contribuenti un contributo fino al 60,38% dell'importo richiesto, condizionato al mancato cumulo con altre agevolazioni sulla stessa spesa (come il credito Transizione 5.0).

Il credito si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e, secondo le ultime disposizioni, non soggiace ai limiti ordinari di compensabilità previsti dalla legge (art. 1, comma 53, L. 244/2007). Non è possibile superare in fase consuntiva l'importo già comunicato; eventuali investimenti realizzati oltre quanto dichiarato inizialmente non danno diritto ad un credito incrementale.

Vantaggi e opportunità per le imprese del Sud con la ZES Unica

Il rafforzamento della Zona Economica Speciale Unica offre opportunità concrete per lo sviluppo e l'innovazione delle imprese meridionali. Tra i principali vantaggi:

  • Certezza temporale sui benefici fino al 2028, ideale per realizzare investimenti con una pianificazione pluriennale;
  • Accesso semplificato al credito d'imposta su beni strumentali nuovi, senza passaggi selettivi tra bandi;
  • Incremento dell'attrattività produttiva dei territori coinvolti e del valore competitivo del sistema imprenditoriale locale;
  • Cumulabilità (nei limiti della normativa UE) con altri incentivi, ad esclusione delle stesse spese;
  • Sostegno all'occupazione mediante esoneri contributivi per nuove assunzioni nelle regioni target.
La garanzia di risorse e il quadro normativo trasparente permettono a chi opera nel Mezzogiorno di cogliere trend di crescita e di sviluppo sostenibile con il supporto pubblico.

Errori comuni e best practice per non perdere l'agevolazione

Frequenti criticità nella gestione delle agevolazioni ZES Unica derivano soprattutto da errori nella fase di comunicazione e documentazione. I rischi più diffusi includono:

  • Invio tardivo della comunicazione iniziale;
  • Omissione o incompletezza dell'integrativa;
  • Sforamento dell'importo investito rispetto a quanto dichiarato in fase iniziale;
  • Mancanza di tracciabilità tra i dati dichiarati e la documentazione delle fatture elettroniche e delle certificazioni ministeriali richieste.
Per evitare decadenze o riduzioni dei benefici, si suggerisce di:
  • Pianificare il flusso di lavoro, creando una checklist delle scadenze e dei documenti;
  • Conservare ogni documento rilevante, organizzando contratti, fatture e certificati in modo ordinato;
  • Verificare in anticipo l'ammissibilità degli investimenti, soprattutto se sono innovative o poco tipiche;
  • Affidarsi, dove necessario, a consulenze specializzate in materia di finanza agevolata o diritto tributario.
L'applicazione attenta delle regole e il rispetto delle procedure promuovono non solo l'ottenimento, ma soprattutto la sicurezza della fruizione del credito, consentendo alle imprese di massimizzare il vantaggio competitivo nel lungo periodo.