La ZES Unica 2026 è una grande opportunità per le imprese del Mezzogiorno: chi può beneficiarne, quali sono i requisiti, come funziona il credito d'imposta, i limiti, le regole e gli errori da evitare.
La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno (ZES Unica) rappresenta dal 2026 uno strumento strategico per attrarre investimenti e incentivare la crescita imprenditoriale nelle regioni dell'Italia meridionale. Grazie al recente rinnovo nell'ambito della Legge di Bilancio 2026, il credito d'imposta collegato sostiene le imprese attraverso una misura automatica e pluriennale, facilitando la programmazione di interventi per l'acquisto di beni strumentali nuovi nelle aree individuate.
Questo regime agevolativo costituisce una risposta alle esigenze di sviluppo dei territori del Sud, razionalizza le precedenti misure disomogenee e si propone di generare nuova occupazione e competitività. Le principali novità includono la proroga dell'incentivo fino al 2028 e un sistema di comunicazione articolato più trasparente e accessibile. Il quadro si arricchisce di risorse finanziarie consistenti e di regole che puntano sulla certezza normativa e sulla valorizzazione delle imprese del Mezzogiorno.
Possono accedere al credito d'imposta previsto dalla ZES Unica tutte le imprese, indipendentemente da dimensioni e settore, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nelle regioni comprese nella stessa area agevolata. Il perimetro geografico comprende Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, costituendo così una copertura estesa dell'intero Mezzogiorno italiano.
Le condizioni di ammissibilità si concentrano su:
Sul piano soggettivo, non esistono limiti legati alla forma societaria: possono presentare domanda le società di capitali, le società di persone, le ditte individuali e tutte le altre forme imprenditoriali riconosciute dalla normativa italiana, purché in possesso delle autorizzazioni necessarie e iscritte regolarmente al Registro delle Imprese.
L'incentivo offerto dalla ZES Unica consiste in un credito d'imposta automatizzato, senza graduatorie né bandi competitivi, rivolto a sostenere investimenti produttivi nelle regioni del Sud. La misura è stata strutturata su orizzonti triennali di risorse certe:
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Anno |
Stanziamento (milioni di euro) |
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2026 |
2.300 |
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2027 |
1.000 |
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2028 |
750 |
La copertura finanziaria garantisce la continuità degli investimenti e permette una reale programmazione pluriennale alle imprese. Il credito d'imposta è fruibile nei limiti delle risorse stanziate annualmente: se le richieste superano il plafond, l'ammontare effettivamente utilizzabile sarà ridotto in modo proporzionale in base a una percentuale comunicata ogni anno dall'Agenzia delle Entrate.
Sono incentivate soltanto le spese in beni materiali nuovi, destinati all'ampliamento o alla creazione di unità produttive nelle regioni ZES. L'agevolazione si estende anche a nuovi fabbricati, impianti e attrezzature, ma non riguarda immobili esistenti o usati.
La durata effettiva della misura va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 per la maggior parte degli investimenti, con il termine del 15 novembre 2028 per alcune tipologie specifiche, come previsto dagli ultimi aggiornamenti normativi (articolo 96, Legge di Bilancio 2026). Ogni impresa può sommare il beneficio a ulteriori incentivi, purché non afferiscano alle stesse spese e nel rispetto dei regolamenti sugli aiuti di Stato e della disciplina de minimis.
Le procedure per ottenere il credito d'imposta ZES Unica sono scandite da due adempimenti obbligatori:
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Tipo comunicazione |
Periodo invio |
Anno di riferimento |
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Iniziale |
31 marzo - 30 maggio 2026 |
Investimenti 2026 |
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Iniziale |
31 marzo - 30 maggio 2027 |
Investimenti 2027 |
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Iniziale |
31 marzo - 30 maggio 2028 |
Investimenti 2028 |
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Integrativa |
3 - 17 gennaio 2027 |
Per investimenti 2026 |
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Integrativa |
3 - 17 gennaio 2028 |
Per investimenti 2027 |
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Integrativa |
18 novembre - 2 dicembre 2028 |
Per investimenti 2028 |
Gli elementi obbligatori nella fase integrativa includono:
L'ammontare del credito d'imposta spettante non si determina a priori in misura fissa, ma dipende da una percentuale di riparto comunicata dopo la chiusura delle finestre di presentazione delle domande. L'Agenzia delle Entrate, esaminate tutte le richieste a livello nazionale, calcola la percentuale secondo il rapporto tra le risorse disponibili annualmente e le somme richieste dalle imprese.
Di seguito uno schema indicativo del calcolo:
Il credito si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e, secondo le ultime disposizioni, non soggiace ai limiti ordinari di compensabilità previsti dalla legge (art. 1, comma 53, L. 244/2007). Non è possibile superare in fase consuntiva l'importo già comunicato; eventuali investimenti realizzati oltre quanto dichiarato inizialmente non danno diritto ad un credito incrementale.
Il rafforzamento della Zona Economica Speciale Unica offre opportunità concrete per lo sviluppo e l'innovazione delle imprese meridionali. Tra i principali vantaggi:
Frequenti criticità nella gestione delle agevolazioni ZES Unica derivano soprattutto da errori nella fase di comunicazione e documentazione. I rischi più diffusi includono: