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Accise benzina: qual è il prezzo reale del carburante?

Accise benzine quanto ci costano e perché? Acclarato che è un’imposta che incide sul prezzo relativo a un litro di benzina, cerchiamo di capire in che consiste.

Accise benzina: qual è il prezzo reale del carburante?

Cosa sono le accise benzina?

Le accise rientrano tra le imposte e tributi che incidono sul prodotto finale diretto al consumo. In pratica sono quelle imposte che non ricadano direttamente sul valore del bene, ma bensì, sul totale complessivo, cioè sono rivolte alla quantità relativa ai prodotti introdotti in commercio destinati al consumatore finale. Quando parliamo di accise il nostro pensiero corre spedito alle accise benzina. La misura delle accise che gravano sui carburanti sono rappresentate da una lista abbastanza corposa, dove le imposte pagate superano di molto il prezzo reale del bene.

Ci muoviamo prettamente in macchina, per lavoro, viaggi, visite ecc. ogni giorno percorriamo chilometri su chilometri bruciando litri e litri di benzina. La voce “rifornimento” rientra tra i costi del bilancio quotidiano fronteggiato regolarmente da gran parte dei cittadini. Un aumento sempre più massiccio delle accise benzina comporta inevitabilmente un incremento sproporzionato del carburante, che si traduce in un maggiore onere a carico di tutti gli automobilisti.

Sappiamo di certo che l’accisa benzina è un’imposta che direttamente influisce sul prezzo del carburante, portando a lievitare e non di poco il prezzo finale della benzina. È doveroso aggiungere per maggiore chiarezza che il prezzo finale della benzina, quello che realmente l’automobilista paga nel momento del rifornimento risulta maggiorato di circa il 70% (sole tasse).  

 Accise benzina: qual è il prezzo reale del carburante?

Per capire perché paghiamo un bel gruzzoletto d'imposte sotto la voce accise, bisogna fare un salto indietro verso una breve cronistoria relative alle vicende che il nostro Paese ha attraversato partendo dal 1936 fino al 2012.

Nel contesto le accise incorporano una serie di “emergenze”, i Governi che di volta in volta si sono susseguiti hanno utilizzato le accise come un “bancomat”, necessario per reperire i fondi e risolvere varie questioni di carattere critico tipo alluvioni, terremoti ecc. Sebbene, si può per certi versi accettare la voce “accise”, quello che non si “digerisce”, è il perché una volta finita l’emergenza e rientrato col fondo specifico, esse non vengano eliminate, continuando gravare sulle tasche dei cittadini.

Le domande successive sono rivolte a capire quanto costo un pieno e cosa succede se cala il prezzo del grezzo all’origine, in ordine numerico vi elenchiamo le 2 risposte di maggiore interesse, quali:

  1. quanto ci costano le accise su un pieno di carburante? Facendo due conti in modo globale le accise gravano di circa quarantuno centesimi a litri, ovviamente Iva esclusa. Se si considera una vettura media che incorpora un pieno di circa 50 litri, le accise che l’automobilista paga sono di circa 20 euro;
  2. se scende il prezzo del petrolio al barile cala costo del carburante? Se pur vero che il prezzo del greggio al barile oscilla in ribasso, in Italia il fattore determinate non è il prezzo del greggio in se. La discrepanza viene rilevata dal prezzo che dovrebbe pagare l’automobilista e quello che paga in presenza dell’incorporazione delle accise con l’aggiunta dell’Iva. Questo perché esse hanno un onero molto rilevante che grava sui prezzi direttamente alla pompa durante il rifornimento e non vengono in nessun caso influenzate se pur in ribasso dai prezzi del greggio al barile.

È bene capire che sia le accise che l’IVA insieme contribuiscono a formare un bel 70% delle imposte sui carburanti, e restano indifferenti alle variazioni del mercato, quindi se pur scendesse il costo del prezzo al barile, tali tasse non subirebbero alcuna variazione.

Quali sono le accise benzina più “vecchie” che paghiamo?

In breve le 5 accise che risalgono ai tempi “antichi”, quali:

  1. sovvenzione della guerra di Etiopia che risale al 1935. Una imposta che tutt’ora paghiamo;
  2. sovvenzione della crisi del Suez del 1956. Dopo 61 anni, fa parte ancora del pacchetto accise;
  3. sovvenzione diretta alla ricostruzione del disastro del Vajont del 1963, tutt’oggi paghiamo il conto di una tragedia avvenuta circa 54 anni orsono;
  4. sovvenzione diretta alla ricostruzione dei danni provocati dall’alluvione di Firenze del 1966;
  5. sovvenzione diretta alla ricostruzione dei danni provocati dal terremoto nel Belice del 1968. Si pensi che per far fronte a questa emergenza lo Stato ha incassato un importo pari a oltre 145 miliardi di euro di sole accise gravanti sui carburanti, ma per la ricostruzione ne ha spesi circa 70 miliardi di euro.

Quali sono le "nuove" accise?

Come se non bastasse a incrementare il calderone delle accise sulla benzina, sono intervenute le cosiddette accise “nuove”, emesse per varie ragioni, imposte moderne che influenzano sempre in aumento il prezzo della benzina, quali:

  • Nel 2005 le accise sono state maggiorate le accise per l’acquisto di autobus ecologici;
  • Nel 2009 le accise sono state maggiorate per sovvenzionare i danni causati dal terremoto dell’Aquila;
  • nel 2011 le accise sono state maggiorate per sovvenzione il finanziamento alla cultura;
  • nel 2011 le accise sono state maggiorate per contrastare la crisi libica;
  • nel 2011 le accise sono state maggiorare per sovvenzionare la copertura dei danni dell’alluvione in Liguria e Toscana;
  • nel 2012 le accise sono state maggiorate per sovvenzionare la copertura del terremoto in Emilia Romagna.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il