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Patrimoniale: tassa Governo Monti quasi sicura. I commenti

Si alla patrimoniale: i pareri contrastanti sulla nuova misura



La patrimoniale, insieme alla reintroduzione dell’Ici prima casa, abolita dal governo Berlusconi, è uno dei punti più importanti del nuovo programma Monti che verrà presentato proprio oggi. La patrimoniale dovrebbe farsi ma andrà a colpire redditi al di sopra di un milione di euro.

Diverse le ipotesi al vaglio: si parla di un prelievo permanente dell'1,5 per mille con una soglia di esenzione a 1-1,5 milioni di euro per un gettito di 6 miliardi l'anno, come vuole Confindustria, altra ipotesi è quella di un prelievo una tantum del 2%, dal 2012 al 2014, l’aliquota prevista sarebbe del 2%, cosa che però non piace al rettore della Bocconi, Guido Tabellini, che ha invece avanzato la proposta del 5 per mille sui patrimoni oltre la soglia di 1 milione di euro.

L’idea di Tabellini è quella di una patrimoniale non troppo pesante (5 per mille), ma strutturale, che colpisca tutte le ricchezze degli italiani più benestanti. L’intervento una tantum potrebbe essere accompagnato dall’introduzione di un contributo ordinario e soggettivo sul patrimonio, con cadenza annuale e complementare al reddito, con un’aliquota dell’1 per mille sulle ricchezze superiori al milione di euro. Soggetti al pagamento sarebbero sia le persone giuridiche (società di capitali, banche, fondazioni, cooperative, associazioni) sia quelle fisiche.

La tassazione verrebbe calcolata praticamente su tutte le forme di proprietà, che siano aerei, navi, barche a vela e yacht sopra i 10 metri, auto con potenza superiore a 225 kw, conti correnti, depositi bancari e postali, fondi di investimento, azioni, obbligazioni e quote di partecipazioni in società, immobili, ad eccezione della prima casa e dei titoli di Stato.

Mario Deaglio, professore di Economia internazionale all' Università di Torino, appoggia la proposta della verso cui, dice, “gran parte dei cittadini coinvolti sarebbe favorevole a patto di un buon impegno delle risorse”.

Si alla patrimoniale (anche se con qualche riserva) dall’Aiaf, l'associazione degli analisti finanziari, secondo cui “L'ipotesi di introdurre un'imposta patrimoniale per mettere in sicurezza i conti pubblici italiani è denigrabile ma è l'unica alternativa che l'Italia ha a disposizione per uscire dalla crisi del debito sovrano secondo. Un'imposta patrimoniale significherebbe una doppia tassazione del reddito. Tuttavia un ulteriore aggiustamento dei conti pubblici attraverso l'inasprimento della pressione fiscale sul nuovo reddito prodotto o il contenimento della spesa pubblica, ad esempio attraverso tagli lineari, sarebbe ben più dannoso per la crescita economica del nostro Paese rispetto alla tassazione del patrimonio”.

Secondo Confedilizia, invece, l'introduzione della patrimoniale, insieme alla reintroduzione dell'Ici, farebbe solo male al mercato immobiliare. “La proposta formulata di una patrimoniale per le famiglie (con esonero degli industriali) non sembra proprio il massimo dell’equità”, queste le parole del Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliari.

Dello stesso parere di Confedilizia anche Fiaip che lancia l’allarme sulla patrimoniale, visto che la perdita media dell’Italia si aggira tra il 3 e il 5%, con ribassi molto sensibili al Sud e nel centro (Palermo-8%, Napoli-6%, Roma -7%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il