Arriva da più parti la proposta di introduzione di una nuova tassa sui patrimoni più elevato ma il governo ha già annunciato di non voler introdurre alcuna patrimoniale
Il dibattito sulla tassa patrimoniale riparte nel quadro della manovra finanziaria 2026. Le discussioni degli ultimi mesi hanno acceso uno scontro politico fra maggioranza e opposizione, con la proposta, rilanciata dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, di colpire i grandi patrimoni per reperire risorse a favore di sanità, scuola e lavoro. Il Governo ha già espresso il proprio netto rifiuto, ribadendo la propria contrarietà a nuove forme di prelievo sui patrimoni privati.
L’imposta patrimoniale è un prelievo che colpisce il valore della ricchezza posseduta, sia essa legata a beni mobili (denaro, auto, titoli finanziari) o immobili (case, terreni). Si tratta di un’imposta dovuta da persone fisiche o giuridiche sulla base del patrimonio totale, e non del semplice reddito prodotto. Può essere applicata con criteri:
Le recenti discussioni sulla tassa patrimoniale manovra finanziaria 2026 derivano dall’iniziativa sindacale e dal confronto tra maggioranza e opposizione. Il segretario della Cgil Landini ha proposto di istituire un prelievo sui grandi patrimoni, trovando il sostegno dei principali partiti di centrosinistra e delle sigle sindacali. Al tempo stesso, dalla maggioranza e dal Governo Meloni è giunto un chiaro rifiuto dell’introduzione di nuove imposte patrimoniali.
La discussione si articola su due piani:
Secondo i promotori, l’intervento non colpirebbe il ceto medio né tantomeno i piccoli risparmiatori, ma sarebbe circoscritto agli individui e alle famiglie caratterizzate da una ricchezza netta molto elevata. L’iniziativa si inserisce in un più ampio dibattito sulla giustizia fiscale e la redistribuzione della ricchezza, condiviso anche da alcune forze dell’opposizione e da realtà sindacali simili in altri paesi europei.
I sostenitori della patrimoniale evidenziano i vantaggi in termini di equità e giustizia sociale, soprattutto in periodi segnati da forti disparità e pressioni sul welfare. Tra i principali promotori spiccano:
Il Governo attuale ha più volte ribadito la volontà di non introdurre tasse patrimoniali sulla ricchezza, ritenendo che esse rappresentino un doppio prelievo su patrimoni costruiti grazie a redditi già tassati. Le motivazioni addotte contro la patrimoniale includono:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...