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Seat Pagine Gialle: fallimento. Rischi obbligazioni e azionisti. Cosa fare. Class action possibile

Troppi debiti per Seat Pagine Gialle: chiesto il concordato preventivo



Seat Pagine Gialle, l'azienda che gestisce gli elenchi telefonici, ha congelato il pagamento dei debiti, cioè degli interessi del prestito obbligazionario dovuti entro il 31 gennaio scorso e delle rate del finanziamento bancario senior, in scadenza il 6 febbraio, e ha chiesto l'ammissione al concordato preventivo.

La decisione è stata presa dal Cda per garantire ‘la continuità aziendale alla luce dell’impossibilità di far fronte’ agli impegni sul debito nel 2013 e dopo la revisione al ribasso dei target’.

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale attraverso cui l'imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito o comunque per cercare di superare la crisi in cui versa l'impresa.

Secondo quanto dichiarato dagli amministratori, Il gruppo, ‘pur mantenendo un'apprezzabile capacità di generare redditività e cash flow operativi ha un livello di indebitamento finanziario che non è sostenibile in ottica prospettica e che oltretutto rappresenta un ostacolo per interventi volti allo sviluppo industriale’.

I problemi dell’azienda iniziano nel 2003, quando Seat Pg fu ceduta da Telecom Italia a un gruppo di fondi di private equity: Bc Partner (poi uscito dal capitale), Investitori associati, Cvc Partner e Permira. L’acquisto da parte dei fondi viene realizzato con il levereged buyout, un’operazione che prevede la creazione di una società-veicolo, che non ha nessuna attività, ma che serve esclusivamente per assumere il controllo dell’azienda.

Questa viene subito riempita di debiti, utilizzati poi per finanziare l’acquisizione e dopo l’acquisizione Seat è arrivata a poco a poco sull’orlo del baratro, fino a raggiungere un indebitamento che ha toccato la soglia di circa 2,7 miliardi.

E si prepara ora una class action per dichiarare nulli alcuni contratti stipulati in passato (come  l'acquisizione con il  levereged buyout del 2003 ma anche un finanziamento concesso da Royal Bank of Scotland), che hanno messo nei guai i piccoli azionisti di Seat.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il