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Esodati: commissione già al lavoro. Novità su requisiti e schema pensioni Riforma Fornero

Si continua a lavorare sulla questione esodati: le novità



Non ci saranno cambiamenti sostanziali, né tanto meno sarà previsto un allargamento della platea dei soggetti beneficiari di tutela, niente rivoluzione, dunque, ma semplicemente si prevede di stabilire meglio i requisiti e gli schemi per andare in pensione con una semplificazione delle norme Inps già previste.

Queste le novità che attendono gli esodati, le migliaia di lavoratori che con l’avvento elle nuove norme previste della riforma Fornero rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Ad eccezione, sulla carta, dei 130mila salvaguardati con i primi tre decreti passati che tutelano una prima platea di 65mila lavoratori, una seconda platea di 55mila e una terza di ultimi 10mila lavoratori individuati.

Nonostante i decreti di salvaguardia approvati, restano però ancora aperte diverse questioni, come i tempi di decorrenza pensione per le platee dei primi 65mila e dei secondi 55mila oggetti di tutela.

Come riporta il messaggio inps 4678, per il secondo gruppo dei 55mila salvaguardati il termine ultimo per la decorrenza della pensione è stato spostato al 6 gennaio 2015 e sono in tanti coloro che si chiedono se sia stato spostato al 6 gennaio anche il termine ultimo della decorrenza pensionistica per il gruppo dei 65mila che cade il 6 dicembre 2013.

L’Inps precisa, in questo caso, che la precedente salvaguardia, che riguarda appunto il primo gruppo dei 65mila, nonostante le variazioni di tempo del secondo decreto, resta regolata dal messaggio inps numero 13343 dell’agosto 2012.

Questo stabilisce per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e i lavoratori cessati dal servizio che la decorrenza della prestazione è fissata entro il 6 dicembre 2013. Nessun cambiamento, dunque. E le Commissioni sono già al lavoro per l’individuazione di requisiti per andare in pensione.

Secondo il Pd, bisognerebbe ripristinare miglioramenti ingiustificatamente cancellati. I deputati democratici, Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi, hanno spiegato “Nella legge di stabilità avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare. E

ra stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato più di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all’esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilità viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l’autorizzazione.

Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il