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Pensioni di invalidità, le novità nel 2026: cosa cambia per chi ce l'ha già e requisiti aggiornati per chi deve fare richiesta

di Marianna Quatraro pubblicato il
pensioni di invalidità 2026

Il 2026 porta importanti cambiamenti sulle pensioni di invalidità: nuovi importi, requisiti rivisti, procedure digitali, maggiorazioni e regole aggiornate per chi la percepisce già. Un quadro completo e dettagliato sulle novità.

Il 2026 rappresenta un anno di profonda trasformazione per il sistema delle pensioni di invalidità in Italia. I recenti aggiornamenti normativi e le indicazioni provenienti da INPS e dal Ministero dell’Economia segnano una vera svolta nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Tra le principali innovazioni vi sono nuove modalità di accertamento basate su valutazioni funzionali semplificate e digitalizzate, nonché la revisione dei criteri di accesso e dei limiti reddituali per l’ottenimento dei benefici.

Si segnalano inoltre adeguamenti agli importi delle prestazioni economiche e una ridefinizione delle maggiorazioni sociali e delle relative condizioni di accesso. 

Gli importi delle pensioni di invalidità nel 2026: rivalutazione, aumenti ed esempi pratici

L’adeguamento degli importi per il 2026 porta un incremento che intende preservare il potere d’acquisto delle prestazioni, in risposta agli effetti dell’inflazione. La rivalutazione delle pensioni di invalidità civile e degli assegni collegati è stata fissata dall’INPS nella misura del +1,4% secondo quanto stabilito dalle ultime circolari e normative di riferimento. A questi incrementi si sommano aumenti specifici, come quello di 20 euro mensili destinato agli invalidi civili totali. Questi beneficiari sono quindi destinatari, oltre alla rivalutazione, anche di una maggiorazione straordinaria, la quale costituisce una risposta alla crescente esigenza di sostegno di chi vive condizioni di maggiore fragilità.

Di seguito una tabella riassuntiva degli importi mensili 2026 per i diversi profili di tutela:

Tipologia beneficiario Importo mensile 2026 (€) Limite di reddito (€)
Invalidi civili totali 340,71 (+ maggiorazioni) 20.029,55
Invalidi civili parziali/assegno mensile 340,71 5.852,21
Indennità accompagnamento invalidi totali 552,57
Ciechi civili assoluti non ricoverati 368,46 20.029,55
Ciechi civili assoluti ricoverati 340,71 20.029,55
Ciechi civili parziali 340,71 20.029,55
Indennità accompagnamento ciechi assoluti 1.064,98
Sordi 340,71 20.029,55
Indennità comunicazione sordi 274,17
Indennità di frequenza minori 340,71 5.852,21

Altre novità derivano dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025, che ha stabilito come l’importo della pensione di invalidità per chi rientra nel sistema contributivo puro non possa essere inferiore a 603,4 euro mensili. Per chi beneficia dell’incremento al milione, la soglia, comprensiva di ogni maggiorazione, arriva nel 2026 sino a circa 760 euro mensili. Queste cifre sono soggette ai rispettivi limiti di reddito, monitorati annualmente da INPS.

Queste diverse soglie si applicano in base a grado di invalidità, età, ricovero, categoria specifica e documentazione reddituale. Gli importi possono variare ulteriormente se si applicano le maggiorazioni introdotte ed eventuali altre misure assistenziali o previdenziali.

Requisiti aggiornati per l’accesso alle pensioni di invalidità: chi può ottenerla e come

Accesso alle prestazioni di invalidità nel 2026 è subordinato a criteri specifici stabiliti dalla normativa vigente e regolati anche dagli aggiornamenti della recente riforma. Può presentare richiesta chi abbia un’invalidità riconosciuta in percentuale dal 74% al 100% per quanto concerne prestazioni economiche ordinarie, mentre per le indennità accessorie i criteri possono differire.

I principali requisiti da rispettare sono:

  • Essere in possesso di una certificazione medica che attesti la condizione di invalidità, secondo la nuova definizione multidimensionale basata su fattori sanitari, sociali e ambientali;
  • Residenza stabile in Italia: necessario per tutti i cittadini italiani e per coloro che provengono da altri paesi UE in regola con l’iscrizione anagrafica o, per extracomunitari, titolari di permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • Limiti reddituali aggiornati: nel 2026, i valori previsti sono stati incrementati del 1,3% rispetto all’anno precedente (ad es. 9.727,77 euro per pensionato solo, 16.828,89 euro per coniugato, 20.029,55 euro per alcune categorie particolari);
  • Nessuna necessità di ulteriori visite periodiche per alcune categorie con disabilità grave o malattie croniche, come stabilito a livello nazionale per il riconoscimento "permanente" della condizione.
Per alcuni trattamenti, come il cosiddetto "incremento al milione", il limite reddituale è ancora più restrittivo: si considera anche il valore della pensione nella base imponibile.

Le nuove procedure digitali per la domanda e l’accertamento dell’invalidità civile

L’anno appena iniziato rende operative su tutto il territorio le nuove procedure digitali introdotte dalla riforma della disabilità. L’accertamento dell’invalidità avviene esclusivamente attraverso un iter elettronico che semplifica e accorcia i tempi di lavorazione. Non è più ammessa la domanda cartacea “fai-da-te” e il primo passaggio richiede di rivolgersi al proprio medico di base o a uno specialista ASL abilitato, che inserirà i dati e i referti clinici su piattaforma telematica INPS.

  • Ricevuta elettronica e numero di certificato univoco rilasciata al paziente al termine della visita;
  • 90 giorni di tempo dalla data della visita per presentare online la domanda vera e propria, con possibilità di delegare un patronato o un’associazione di categoria;
  • Upload della documentazione sanitaria direttamente sulla piattaforma, e – se completa – valutazione "agli atti" senza necessità di visita in presenza;
  • Unificazione della visita medica: nel caso di necessità di controllo, è prevista un’unica valutazione multidisciplinare in presenza di più esigenze (ad es. invalidità, legge 104, cecità);
  • Verbale digitale trasmesso all’interessato al termine della procedura.
INPS è soggetto unico competente per tutta la filiera: tutte le domande vengono valutate in modo centralizzato, garantendo così trasparenza, tracciabilità e minor burocrazia.

Aumenti straordinari, maggiorazioni e limiti reddituali nel 2026

Nel 2026, l’intero sistema di maggiorazioni e limiti reddituali è stato sottoposto ad aggiornamento, sia per effetto della rivalutazione legata all’inflazione sia per l’entrata in vigore di aumenti straordinari stabiliti dal DDL Bilancio 2026. L’incremento più significativo è quello che riguarda la maggiorazione sociale per invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità, che passa da 8 euro a 20 euro mensili.

L’importo massimo della maggiorazione – fissato a 407,58 euro mensili – viene gradualmente ridotto sulla base del reddito personale e coniugale. Oltrepassati i valori-soglia (ad esempio, 9.727,77 euro per pensionato solo, 16.828,89 euro per coniugato), il diritto decade. Per i trattamenti soggetti a limiti reddituali, le soglie sono così riepilogate:

  • 340,71 euro mensili per invalidi totali e parziali, ciechi parziali e sordi, con limiti diversi a seconda che si tratti di prestazione ordinaria o assegno temporaneo;
  • oltre 1.064,98 euro mensili per l’indennità di accompagnamento ciechi assoluti, senza alcun limite di reddito;
  • Indennità di comunicazione per sordi (274,17 euro), senza limiti di reddito;
  • Indennità di frequenza minori (340,71 euro), con limite a 5.852,21 euro;
L’incremento "al milione" e l’aumento straordinario introdotti con la Legge di Bilancio sono accessibili solo a chi soddisfa limiti reddituali particolarmente bassi, con una soglia massima personale (2026) di circa 9.208,43 euro. Il superamento di queste soglie – che comprendono anche il valore della prestazione erogata – comporta la riduzione o la perdita della maggiorazione.

La rivalutazione delle indennità extra non segue sempre la dinamica delle pensioni: ad esempio, le indennità per disabilità sono state incrementate provvisoriamente del 4,16% rispetto al 2025. Ciò permette una tutela rafforzata contro la perdita di potere d’acquisto per le categorie più fragili.

Cosa cambia per chi percepisce già la pensione di invalidità

Coloro che sono già beneficiari della misura nel 2025 vedranno applicati automaticamente i nuovi importi, le maggiorazioni e i limiti reddituali. Non è richiesto aggiornare la domanda se non sono intervenuti cambiamenti nella situazione personale o reddituale.

Le nuove rivalutazioni e le maggiorazioni saranno corrisposte d’ufficio dagli enti preposti, lasciando al titolare il solo onere di segnalare eventuali variazioni rilevanti ai fini reddituali.

Niente più visite periodiche di controllo per disabilità gravi o condizioni croniche già accertate. La legge in vigore dal 2025 ha semplificato le procedure e riconosciuto la validità permanente delle prestazioni in tali casi.

Attenzione però: la pensione può essere revocata in caso di superamento dei limiti di reddito previsti o in caso di perdita del requisito sanitario, ad esempio in seguito a miglioramento della condizione attestato da revisione medica specifica su indicazione degli organi preposti.

Durata e modalità di erogazione della pensione di invalidità nel 2026

L’assegno mensile collegato all’invalidità civile è erogato per 13 mensilità e ha decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda (o dalla data stabilita nelle eccezioni). I pagamenti sono regolari e automatizzati, tramite accredito bancario/postale o secondo le modalità indicate dall’INPS.

Non è prevista una durata prestabilita per la maggior parte delle pensioni: salvo insorgenza di motivi di revisione o perdita dei requisiti, la prestazione è riconosciuta fino al mantenimento delle condizioni di invalidità e dei limiti reddituali.

Per i minorenni che beneficiano dell’indennità di frequenza, la misura viene sospesa al compimento dei 18 anni, con possibilità di richiesta per prestazioni compatibili nell’età adulta, attraverso il nuovo accertamento semplificato.



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