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Esodati: è scontro in Parlamento su numeri e salvaguardati non garantiti

Scontro sul numero di esodati da tutelare: necessarie coperture per chi è a rischio



E’scontro nel governo su questione esodati e cifre precise che li riguardano. In realtà, il balletto dei numeri sugli esodati va avanti da mesi, sin da quando da Inps, Ministeri e Ragioneria dello Stato arrivavano stime differenti su coloro ancora senza salvaguardia e ancora a rischio di rimanere senza lavoro e senza pensione.

C’era chi ne stimava 140mila, chi 170, chi 200. Ed è nuovamente giunta in Senato una nuova interrogazione a firma, tra gli altri, delle senatrici Laura Puppato, Donatella Albano e Stefania Pezzopane del Partito Democratico, sul futuro degli esodati non tutelati, circa 170mila su 200mila.

La senatrice Albano ha riferito di aver presentato “l'emanazione urgente da parte del Ministero del Lavoro di istruzioni chiare per i cosiddetti"prosecutori volontari, i lavoratori collocati a riposo ma non fruitori di pensione che scelgono di continuare a versare i contributi Insp; volevamo sapere se i contributi versati da questi entro il 30 giugno 2013 siano effettivamente dovuti e quali effetti abbiano prodotto ai fini pensionistici”.

Ma “In risposta ci siamo sentite elencare normative e dati già in possesso all'Inps e che conoscevamo già, ma nessuna scelta e provvedimento da parte del Ministero”. L’annuncio però è quello che riguarda la presentazione di un’altra interrogazione ancora, necessaria per capire quale sarà davvero il futuro di 170mila persone.

Secondo il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa, sono 140mila gli esodati ancora privi di coperture che devono andare in pensione con le vecchie regole.

“E bisogna vedere se ci saranno altri gruppi di possibili esodati. Poi bisogna pensare a tutti coloro che magari hanno perso ,o potrebbero perdere a causa della crisi, il lavoro dopo la riforma Fornero e che dunque lontani dalla pensione.

Per tutti costoro vanno pensate politiche di invecchiamento attivo, con incentivi alle imprese perché possano trattenerli. Non escludiamo neanche la staffetta generazionale. E gli incentivi alla riassunzione degli over 50, inseriti nell'attuale decreto sull'occupazione, si possono intensificare”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il