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Legge Stabilità Governo Letta: esodati, tasse, statali, aumento stipendi. Bocciata da Unione Europea

Ue: timori per le misure della Legge di Stabilità. I rischi



La Legge di stabilità all’esame dell’Unione europea: tanti i timori e i dubbi. La Commissione vuole coperture certe anche per il 2014 e ha già invitato a definire bene la service tax, perché “da essa dipende l'equilibrio del sistema fiscale”.

Bruxelles è preoccupata dalle coperture perché non è convinta che i numeri tengano: è vero che il deficit secondo le previsioni Ue scenderà a 2,7% (il governo invece vede un 2,5%), ma quello strutturale invece di avvicinarsi allo zero, aumenta, e mentre il governo prevede uno 0,3% l'anno prossimo e uno 0% nel 2015, e la Commissione vede invece uno 0,7% e addirittura un aumento a 0,9% nel 2015.

Il che comporta, secondo Bruxelles, l'allontanarsi del pareggio di bilancio e praticamente azzera il margine di manovra su nuova spesa nel 2014. Nonostante il percorso di discesa del debito pubblico non sia chiaro, Bruxelles è comunque disposta a concedere credito al governo”.

Inoltre, “L'Italia non ha bisogno di una manovra correttiva per far quadrare il bilancio 2013” secondo quanto detto dal ministro Fabrizio Saccomanni a Bruxelles, all'ingresso della riunione dell'Ecofin. Le previsioni del Tesoro, sulla base delle quali era stato stimato il fragile equilibrio di bilancio, parlavano di una crescita pari a zero nel terzo trimestre e di un rimbalzo positivo dello 0,2 nel quarto, ma la prima previsione è stata già smentita.

E alla Commissione europea temono che lo stesso possa accadere pure per la seconda. Con un deficit più che al limite, secondo la voce che circola a Bruxelles, l'Italia rischia dunque di dover rifare i conti e soprattutto di dover trovare in fretta una cifra intorno ai 3 miliardi di euro. Ma i timori dell'Ue sui conti italiani sono reali.

Nonostante, “L'Italia ce l'ha fatta da sola e ce la fa da sola, ed è per questo che ora può chiedere con forza una svolta dell'Europa sulla crescita”, ha detto il premier Enrico Letta, ricordando che “l'Italia non ha chiesto niente a nessuno, neanche un euro” e nonostante venga puntato il dito contro alcune misure contenute nella Legge di stabilità su lavoro pubblico e pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il