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Pensioni donne e uomini Governo Letta: cambiament se Epifani è mnistro nuovo al posto di Giovannini

Rivedere il sistema dell’età pensionabile delle donne per evitare ingiustizie sociali: l’ex segretario della Cgil Epifani al posto del ministro Giovannini? Cosa potrebbe cambiare e possibili novità



Circola da qualche giorno ormai il nome del’ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, probabile ministro  del Lavoro al posto di Enrico Giovannini. C’è chi plaude alla potenziale scelta, chi la appoggia sin da ora come il leader della Cgil di Susanna Camusso. Le priorità di Epifani sarebbero questione esodati e cambiamenti all’attuale legge Fornero.

Partendo dalla questione esodati “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all’altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”.

E poi c’è la questione dell'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. Epifani non ha mai approvato  l'innalzamento deciso dalla riforma Fornero. E se dovesse davvero arrivare la sua nomina, ribadisce: “Rimetteremo mano alla situazione”. Dalla sua parte Cecilia Carmassi, responsabile Politiche sociali e del lavoro della Segreteria del Pd, che ha sottolineato come “Con la scusa dell'uguaglianza si è operata una profonda ingiustizia. Si è fatto finta di non sapere che le donne sono discriminate in Italia per il carico di cura, per la maternità, che invece di essere una funzione sociale riconosciuta e sostenuta sono stabilmente un fattore di discriminazione, dal ritardo nell'ingresso nel mondo del lavoro, alle interruzioni o sospensioni nella carriera e nella retribuzione”.

La questione di iniquità creatasi nel momento in cui si è deciso di innalzare l’età pensionabile per le donne al pari degli uomini, era stata, in realtà, già sollevata qualche mese fa, quando diversi esponenti politici avevano comunque parlato di ingiustizia sociale. Rendere, infatti, paritaria anagraficamente l’uscita dal lavoro di uomini e donne “è discriminante e tanti chiedono la revisione di un sistema che penalizza decisamente le donne lavoratrici.

La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”, aveva tuonato la scorsa etsate l'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi. Posizione condivisa apertamente, già allora, da Cecilia Carmassi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il