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Pensioni anzianità, vecchiaia, donne, uomini, usuranti e precoci: Poletti spiega suo piano d'azione

Ministro Poletti, ex ministro Fornero e non solo d’accordo su modifiche pensioni flessibili ma prima altre priorità. Nodo cruciale le risorse




Era probabilmente ciò che divideva ma oggi sembra diventata il comune denominatore delle richieste di cambiamento da parte di forze politiche, sindacati, commissario Inps, Vittorio Conti, nonché dell’ex ministro del Lavoro Fornero, fautrice di quella riforma pensioni che oggi sta creando tanto caos e tante discussioni. Stiamo parlando della flessibilità. Da quanto la legge Fornero è, infatti, entrata in vigore sono state diverse le grandi questioni che si sono aperte, dal caso esodati ai Quota 96, tra i più gravi, senza considerare la situazione dei lavoratori precoci e usuranti che hanno parecchio risentito delle nuove norme pensionistiche. La situazione è sempre stata ben chiara: bisogna cambiare nuovamente quelle norme, ma mai nessuno finora ha avuto probabilmente il ‘coraggio’ di agire su una riforma che, come assicurato dalle stime, garantirebbe ben 80 miliardi di benefici.

Ma interventi di modifica al sistema pensionistico di oggi sono diventati sempre più necessari e se fino a qualche tempo fa c’era chi auspicava cambiamenti per permettere e ad alcuni lavoratori la possibilità di uscire prima, ma altri non lo approvavano visti gli eventuali costi che avrebbe comportato un simile cambiamento, oggi invece sembrano tutti d’accordo. E far ben sperare sono le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro.

Poletti appoggia da sembra interventi a favore della flessibilità, ma il suo piano d’azione parte dagli esodati e da chi è rimasto senza lavoro. E infatti spiega: “L’ipotesi di una maggiore flessibilità sulle pensioni c’è, ma ci sono delle priorità come il caso degli esodati e coloro rimasti senza lavoro e non hanno una copertura previdenziale; il governo sa che ha problemi sociali rilevanti per quelle persone che perdono il lavoro e che nonostante gli ammortizzatori sociali non arrivano alla maturazione del diritto pensionistico”. E sottolinea la “corposa problematicità dal punto di vista economico che il governo non potrà che gestire alla luce di definite scelte”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il