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Imu 2015 e Tasi 2015: prima rata Giugno. Calcolo, pagamento, aliquote nuove e vecchie, detrazioni, esenzioni

Pagamenti 2015 Imu e Tasi di nuovo fissati al 16 giugno e 16 dicembre: come effettuare calcolo, come pagare e aliquote previste




Tutto inizia a muoversi per i nuovi pagamenti 2015 di Imu e Tasi. Come ormai in calendario ogni anno, il pagamento degli acconti è in programma il 16 giugno, mentre per il saldo tutti pronti a pagare il prossimo 16 dicembre. Poche le novità rispetto all’anno scorso e per calcolo e pagamento valgono le stesse regole dell’anno passato. Secondo la Cgia di Mestre, nonostante ancora pochi Comuni abbiano deliberato le nuove aliquote di pagamento 2015 ed eventuali detrazioni, il peso delle imposte sugli immobili è destinato a pesare parecchi nelle tasche dei contribuenti.

Hanno deliberato le nuove aliquote Imu e Tasi 22015 ad oggi Comuni come Arezzo, Bologna, Livorno, Piacenza, Verona, Pescara, ma la maggior parte ancora non lo hanno fatto e se non lo faranno entro il 31 maggio, gli acconti di giugno sia di Imu che di Tasi dovranno essere calcolati sulle aliquote 2014. Per il calcolo di entrambe le imposte, anche quest’anno, si parte dalla rendita catastale che deve essere rivalutata del 5%, il risultato si moltiplica per il coefficiente dell’immobile per cui si paga, e alla cifra ottenuta devono essere applicate le singole aliquote deliberate in autonomia dai propri Comuni di residenza.

Nel caso di detrazioni deliberate dal proprio Comune, andrà sottratto quanto previsto alla somma totale. Inoltre, nel caso della Tasi, sempre i Comuni singolarmente dovranno decidere la percentuale di pagamento dell’imposta che spetta agli inquilini e che è compresa tra il 10 e il 30%. A differenza dell’Imu, infatti, la tassa sui cosiddetti servizi indivisibili comunali, vale a dire manutenzione di strade, verde pubblico, illuminazione pubblica, pulizia delle strade, deve essere pagata sia da proprietari che da inquilini e si paga su tutti gli immobili, comprese le abitazioni principali e relative pertinenze comprese, che sono esenti invece dal pagamento dell’Imu.

Non pagano l’Imu nemmeno i terreni agricoli ma solo quelli che si trovano nei Comuni montani, in base alla classificazione Istat. Per il resto, entrambe le imposte si pagano su tutti gli altri immobili, da seconde case e pertinenze a case in affitto, negozi, uffici, capannoni, e tutti gli altri immobili commerciali.

Eseguito il calcolo delle imposte e conosciuto l’importo, si potrà pagare anche quest’anno o con bollettino postale o con modello F24. Il bollettino postale è in parte precompilato e si trova in ogni ufficio postale, mentre chi decide di pagare con F24 deve riportare i seguenti codici tributo: 3958 su abitazione principale, 3959 su fabbricati rurali, 3960 per le aree fabbricabili, 3961 per altri fabbricati per la Tasi e per l’Imu 3913 su fabbricati rurali, 3914 sui terreni, 3916 sulle aree fabbricabili, e 3918 sugli altri fabbricati, che devono essere inseriti nella sezione ‘Sezione Imu e altri Tributi locali’ in corrispondenza delle cifre indicate nella colonna ‘importi a debito versati’. Poi si compila lo spazio codice ente/codice comune in cui scrivere il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile; e i campi Numero immobili, tipologia di pagamento; e quindi barrare la casella ‘Acc’ per l’acconto e riportare l’anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il