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Ravvedimento operoso 2026: le novità e le regole in vigore per la sanatoria delle tasse non pagate

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Il ravvedimento operoso 2026 si presenta senza novità per le regole di accesso e pagamento ma cambiano gli interessi legali da applicare alle somme da versare

Il ravvedimento operoso rappresenta da anni una soluzione riconosciuta dall’ordinamento tributario italiano per permettere ai contribuenti di regolarizzare spontaneamente omessi o tardivi versamenti di imposte e tributi. Questo strumento consente di sanare la propria posizione fiscale con il pagamento del tributo dovuto, di una sanzione ridotta e degli interessi legali maturati.

Dal punto di vista sostanziale, nessuna modifica formale interessa procedure, soggetti legittimati, tipologie di tributi o modalità di presentazione della domanda nel corso del 2026. L’unica novità di rilievo riguarda la misura degli interessi legali dovuti sulle somme oggetto di regolarizzazione.

Ravvedimento operoso 2026: regole, procedura e chi può beneficiarne

Il ravvedimento operoso offre la possibilità, a tutti coloro che abbiano omesso o tardato un pagamento relativo a tributi locali o statali, di regolarizzare la propria posizione prima che vengano avviate attività formali di verifica o accertamento da parte dell’autorità tributaria.

Le principali regole operative sono le seguenti:

  • Il ravvedimento operoso è consentito finché non è stato notificato un avviso di accertamento, ovvero fino a quando le autorità fiscali non abbiano formalmente comunicato la violazione.
  • I versamenti tardivi possono essere sanati pagando, oltre all’imposta dovuta, anche una sanzione ridotta proporzionale al ritardo e gli interessi legali calcolati giornata per giornata.
  • I soggetti che possono accedere sono tutti coloro che risultano debitori di IMU, TARI o altre entrate comunali e regionali, siano essi persone fisiche o giuridiche.
Il calcolo delle sanzioni dipende dal tempo trascorso dalla scadenza originaria, secondo le seguenti aliquote:
Fino a 14 giorni 0,1% per ogni giorno di ritardo
Entro 30 giorni 1,5% sull’importo dovuto
Entro 90 giorni 1,67%
Entro 1 anno 3,75%
Entro 2 anni 4,29%
Oltre 2 anni o dopo accertamento non notificato 5%

Per versamenti e regolarizzazioni effettuati in tempi ancora più tardivi o successivamente alla notifica dell’accertamento, si applicheranno le aliquote ordinarie del 30% o superiori previste dalla normativa.

Per quanto riguarda la procedura:

  • Non è necessaria alcuna domanda formale: il contribuente può effettuare il calcolo e il versamento tramite modello F24 indicando i codici tributo appositi e la causale per il ravvedimento.
  • Le amministrazioni locali pubblicano regolamenti che possono disciplinare ulteriori dettagli applicativi, ma l’impostazione generale resta quella prevista dalla disciplina statale.
  • I soggetti interessati devono comunque prestare attenzione alle disposizioni emanate dal proprio Comune o dalla Regione di appartenenza, che può prevedere modalità operative specifiche.
In sintesi, la disciplina del 2026 non introduce alcun nuovo requisito soggettivo o procedurale, lasciando invariato il quadro generale: chiunque abbia pendenze relative a tributi locali, in assenza di una sanatoria straordinaria adottata dall’ente, può ricorrere in autonomia a questo strumento.

Le novità: cambia la misura degli interessi legali 

L’anno in corso non porta cambiamenti di rilievo nella struttura, nei tempi o nelle modalità del ravvedimento operoso. Tuttavia, una novità specifica interessa il calcolo degli interessi legali: a partire dal 1° gennaio 2026, la misura è fissata all’1,60% annuo, in seguito all’aggiornamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Questo elemento deve essere considerato dai contribuenti che intendano sanare debiti attraverso la procedura ordinaria. Gli interessi, infatti, sono calcolati giorno per giorno sul capitale dovuto, e la variazione della percentuale annua comporta differenze anche sensibili sul totale da versare, soprattutto in caso di importi elevati o ritardi consistenti.

Risulta utile un esempio per comprendere l’incidenza della nuova aliquota:

Importo dovuto Ritardo (giorni) Interessi legali 2025 (1,25%) Interessi legali 2026 (1,60%)
€1.000 200 €6,85 €8,77

La crescita dell’aliquota, seppur contenuta, determina una maggiorazione dell’importo complessivo dovuto in sede di regolarizzazione.






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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...