Decreto Forze armate 2016 governo Renzi:

Decreto Forze armate 2016 governo Renzi: le nuovo misure e novità per riduzione, pensioni, scivoli, cambio settore

Focus sulla revisione in senso riduttivo dell'assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate italiane.



Al lavoro sulla definizione delle disposizioni in materia di organizzazione del personale delle Forze armate con inevitabili conseguenze sul fronte delle novità pensioni e delle funzionalità amministrative. Il provvedimento è adesso sotto la lente di ingrandimento della commissione Difesa a Montecitorio. In prima battuta viene chiesto di favorire il principio della volontarietà di uscita rispetto a quello della obbligatorietà nella fase di riduzione della consistenza delle Forze armate. In che modo? Attraverso il collocamento in aspettativa per riduzione quadri a domanda, in anticipo rispetto a quanto previsto, del personale che ne faccia richiesta e l'aumento dei contingenti di personale da collocare in ausiliaria.

Quindi la commissione Difesa della Camera dei deputati ha invocato la promozione di tutti i contatti, le iniziative e le procedure per assicurare i passaggi di personale militare in esubero rispetto alle esigenze della Difesa nei ruoli del personale civile di altre amministrazioni pubbliche. A detta dell'organismo parlamentare, poi, l'esecutivo deve considerare come promuovere una previsione di rango primario per favorire il passaggio di personale militare in altri ambiti lavorativi, prevedendo per gli interessati il pieno riconoscimento a ogni effetto del periodo di carriera, giuridica ed economica, già maturato nelle Forze armate.

E ancora: alla luce del problema degli alloggi di servizio per il personale militare, chiesta la promozione di iniziative innovative per garantire la realizzazione di un programma pluriennale che consenta di ampliare la dotazione, non solo ricorrendo alla costruzione, all'acquisizione e alla ristrutturazione di alloggi di servizio con risorse pubbliche, ma anche individuando modalità aggiuntive. Chiesta ancora l'accelerazione del programma pluriennale di dismissione degli immobili non più utili per le esigenze istituzionali della Difesa, oltre che di quelli posti all'asta.

Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, si ricorda che i requisiti anagrafici per il comparto Difesa prevedono attualmente il raggiungimento di 60 anni di età, ma con alcune eccezioni ben precise ovvero 61 anni per i generali delle Forze armate, di divisione nell'Esercito o gradi corrispondenti; 62 anni per i generali di brigata della Guardia di finanza del ruolo aeronavale; 63 anni per i generali delle Forze armate, di corpo d'armata nell'Esercito o gradi corrispondenti; 65 anni per alcuni altre tipologie di generali appartenenti alle Forze armate.



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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