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Imu e Tasi 2016: seconda rata, saldo finale. Quando differenza con prima rata o uguale. Calcolo F24, come fare pagamento

Scadenza di pagamento saldo Imu e Tasi, quanto si paga e casi particolari da considerare: quali sono e norme da seguire


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Imu e Tasi 2016, seconda rata e saldo finale ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e Imu e Tasi novità (AGGIORNAMENTO ore 9:36 ):  Il sedici dicembre scade il termine ultimo per pagare la seconda rata di saldo Imu e Tasi. Un tributo che interessa i proprietari di seconde case, case in affitto uffici, negozi, capannoni e altri immobili commerciali. Previsti sconti del 50% per i proprietari di immobili dati in comodato d’uso, e del 75% per i proprietari di immobili affittati a canone concordato.

Imu e Tasi 2016, seconda rata e saldo finale ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e Imu e Tasi novità (AGGIORNAMENTO ore 19:47 nel testo): 

La seconda rata di saldo 2016 di Imu e Tasi si paga entro venerdì prossimo 16 dicembre, pagano tutti i proprietari di seconde case, case in affitto, negozi, uffici, capannoni, aziende a altri immobili commerciali e proprietari di prime case se accatastate tra quelle di lusso e di pregio perché la regola del 2016 prevede l’esenzione sia dal pagamento dell’Imu sia dal pagamento della Tasi di tutti i proprietari di prime case e relative pertinenze, cioè garage, box, cantine, purchè si tratti di un’unica pertinenza; e si dovrebbe pagare esattamente quanto già versato per l’acconto di giugno a meno che il proprio Comune di residenza non abbia modificato le aliquote di pagamento sia di Imu che di Tasi decise per il pagamento dello scorso giugno. E’ dunque consigliabile consultare o il sito istituzionale del proprio Comune di residenza o il sito del Ministero delle Finanze prima di procedere al pagamento del saldo della prossima settimana in modo da verificare che le aliquote siano le stesse con cui si è effettuato il calcolo dell’acconto, e quindi pagare la stessa somma, o se siano state modificate, così da effettuare nuovamente il calcolo senza incorrere in pagamenti errati. Se, dunque, le aliquote non sono state modifiate, per il saldo di venerdì prossimo si pagherà la stessa somma dell'acconto di giugno, mentre se sono state modificate, si pagherà un importo differente.

Per il calcolo le regole da seguire sono le stesse: rivalutare la rendita catastale del 5%, moltiplicare al risultato ottenuto il coefficiente del proprio immobile e alla cifra risultante applicare le relative aliquote e Imu e Tasi e sottrarre eventuali detrazioni se previste. I coefficienti degli immobili sono: 160 per prime case e pertinenze, 140 per immobili di uso collettivo, categoria B, e per laboratori artigianali, stabilimenti balneari, categoria C/3, C/4, C/5, 80 per uffici, banche e studi, 65 per immobili appartenenti alla categoria D a destinazione speciale, 55 per negozi (C1), 135 per terreni agricoli e non, e 75 per terreni agricoli di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Una volta effettuato il calcolo, per pagare si dovranno usare o i bollettini che sono disponibili preso qualsiasi ufficio postale e sono in parte precompilati o il modello F24.

Per effettuare il pagamento con il modello F24, bisogna riportare i codici tributi che per l’Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili ad uso produttivo allo Stato, 3930 per immobili ad uso produttivo al Comune; e per la Tasi sono 3958 per abitazione principale e pertinenze, 3959 per fabbricati rurali strumentali, 3960 per aree fabbricabili, 3961 per altri fabbricati, nella 'Sezione Imu e altri Tributi locali' in corrispondenza della colonna ‘importi a debito versati’. Si compilano poi lo spazio codice ente/codice comune, dove inserire il codice catastale del Comune dove si trovano gli immobili; il campo Numero immobili, dove indicare numero degli immobili; la tipologia di pagamento per cui bisogna riportare nella casella ‘Saldo’; il 2016 nella casella dell’Anno di riferimento.

Vi sono, inoltre, dei casi particolari da considerare: a partire da anziani e disabili che continuano a pagare regolarmente Imu ma sono esenti dal pagamento Tasi se ricoverati o residenti stabilmente in una casa di cura o in una casa di riposo anche se proprietari di una loro casa a patto che quest’ultima non sia locata; non pagano Imu e Tasi gli ex coniugi che a seguito di provvedimento di scioglimento ufficiale di matrimonio lascino la casa principale all’altro coniuge trasferendosi in una seconda casa di proprietà che diventerebbe così prima casa. E ancora: nel caso di immobili in affitto, la Tasi deve essere pagata dai proprietari per l’80% di quanto dovuto; è poi prevista una riduzione del 50% nel caso di immobili in comodato d’uso gratuito concessi a parenti di primo grado in linea retta (quindi genitori-figli; figli-genitori) a patto che l’immobile sia abitazione principale del comodante, che non si tratti di una casa di lusso, di pregio artistico o storico, che quindi non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9; e che il comodato d’uso sia stato regolarmente registrato tramite contratto presso l’Agenzia delle Entrate, compilando e presentando il modello 69/2016; e che il comodante abbia la residenza e il domicilio nello stesso Comune in cui l’immobile è concesso in comodato.

E’ prevista poi una riduzione del 75% per gli immobili affittati a canone concordato. Sono, inoltre, esenti dal pagamento Imu i terreni agricoli destinati all’agricoltura, alla silvicoltura e all’allevamento di animali, con proprietà collettiva indivisibile; che siano posseduti da coltivatori diretti del fondo (CD) e imprenditori agricoli professionali, IAP iscritti alla previdenza agricola, a prescindere dal Comune in cui sono ubicati; e terreni delle isole minori, che sono Pantelleria, Isole Pelagie, Isole Egadi, Isole Eolie, Isole Suscitane, Isole del Nord di Sardegna, Isole Partenopee, Isole Tremiti, Isola del Lago d’Iseo, Isole Ponziane, Isole Toscane, Isole del Mar Ligure.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il