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Prezzi benzina a settembre 2008 non scendono nonostante petrolio. Governo e Brunetta interverranno?

Il prezzo del petrolio scende ma i prezzi dei carburanti rimangono stabili: la situazione in Italia.



Il prezzo del petrolio scende ma i prezzi dei carburanti rimangono stabili: questa la ancora drammatica situazione interna al nostro paese destinata a non cambiare per il momento. Il petrolio sta scivolando a tempo di record verso i 100 dollari al barile, ma la benzina non si schioda da quota 1,47-1,48 euro al litro.

Le associazioni dei consumatori hanno già fatto i loro conti e sostengono che, con il petrolio sotto i 110 dollari, il carburante dovrebbe scendere di 7-8 centesimi. Ma ciò non accade e così le compagnie petrolifere, 'vessate' dalla Robin Tax, guadagnano in questo modo 'appena' 315 milioni di euro al mese. Come al solito, a farne le spese, saranno sempre e solo i cittadini, che, per i carburanti, subiranno ricadute di 7 euro al mese, pari a 84 euro all'anno.

Per questo Federconsumatori rinnova le richieste di controllo dei prezzi del greggio, della completa liberalizzazione del settore, con una decisa apertura alla grande distribuzione, blocco, riduzione e restituzione del carico fiscale sui carburanti; sospensione della Robin Tax.

Il prezzo del carburante, ricorda il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, può diminuire “se si razionalizza la distribuzione finale; ebbene questo può avvenire, come succede all'estero, anche con la liberalizzazione degli impianti.

La grande distribuzione potrebbe scontare 8-10 centesimi al litro se avesse la possibilità di collocare le istallazioni all'interno della propria area commerciale ma a questa soluzione si oppongono i piccoli benzinai; le Regioni, inoltre, impongono norme, come, per esempio, l'allineamento degli impianti alla sede stradale, che rendono difficile altre soluzioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il