Qual è la procedura da seguire per segnalare un errore commesso dall'Agenzia delle Entrate, le tempistiche previste e cosa fare a seconda della risposta che si riceve
L'Agenzia delle Entrate svolge controlli sistematici su dichiarazioni e comunicazioni fiscali. In alcuni casi, possono insorgere errori che influenzano direttamente la posizione dei contribuenti.
Una corretta procedura di segnalazione di errori commessi dall'Agenzia delle entrate e proposte su come correggerli risulta essenziale per evitare conseguenze economiche ingiustificate o la riscossione coattiva di crediti contestati.
Le tipologie di errori: materiali, di diritto e informatici
Gli errori rilevabili negli atti dell'Agenzia che seguono i diversi controlli che effettua si dividono in tre macro-categorie:
- Errori materiali: sviste di calcolo, dati trascritti incorrettamente, omissioni evidenti (es. pagamenti già eseguiti non considerati); si riconoscono facilmente e non coinvolgono valutazioni interpretative.
- Errori di diritto: discendono da scorretta applicazione delle norme fiscali, ad esempio il diniego ingiustificato di una detrazione.
- Errori informatici: anomalie sul software, duplicazioni o scambio di dati tra contribuenti, errori di sistema nel caricamento o trasmissione delle dichiarazioni.
Come individuare e riconoscere gli errori nelle comunicazioni ricevute
Il contribuente che riceve una comunicazione fiscale, come l'avviso bonario, per capire se sia presente un errore e segnaralo dovrebbe:
- Verificare con attenzione tutti i dati riportati: importi richiesti, codici tributo, anni di riferimento, dati anagrafici.
- Confrontare i valori indicati con le proprie ricevute di pagamento (modelli F24), dichiarazioni presentate ed eventuali documenti giustificativi.
- Prestare attenzione ai messaggi di errore generati da sistemi informatici (ad esempio nella precompilata 730), che segnalano anomalie formali bloccanti. Un esempio è la mancata associazione dell'indirizzo email, che impedisce l'invio della dichiarazione.
La procedura per segnalare e correggere un errore all'Agenzia delle Entrate
Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, nel caso si riscontrino errori, è possibile chiedere chiarimenti entro 30 o 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.
La richiesta può essere inoltrata dal contribuente, dal sostituto d'imposta o tramite intermediario, presentando al contempo l'apposita documentazione, che comprende:
- Dati identificativi: codice fiscale e dati del contribuente.
- Dettagli dell'avviso: estremi della comunicazione contestata.
- Descrizione puntuale dell'errore riscontrato.
- Documentazione di supporto: ad esempio, copia dei versamenti effettuati, dichiarazioni inviate, conteggi alternativi, ricevute.
Si possono segnalare eventuali errori delle Entrate anche tramite:
- PEC: invio all'ufficio competente per garantire tracciabilità.
- Servizio telematico CIVIS: accessibile con le credenziali Spid, Cie e Cns nell'area riservata del sito dell'Agenzia.
- Sportello fisico: su appuntamento, per chi ha difficoltà con i canali digitali.
Per alcune segnalazioni tecniche, come l'errore ‘email non associata’ nel 730, l'aggiornamento dei dati direttamente dal profilo utente risolve il problema.
Cosa succede dopo la segnalazione: esito positivo, rettifica o rigetto
L'Agenzia valuta la segnalazione e la documentazione allegata. Se l'errore è riconosciuto:
- Si procede ad annullamento o rettifica dell'avviso originario.
- Viene emessa una nuova comunicazione e, se necessario, aggiornati gli importi dovuti con adeguamento delle sanzioni.
- Talvolta viene archiviato il procedimento senza ulteriori richieste.
In caso di rigetto, il contribuente può agire in via giurisdizionale.
Cosa fare se l'Agenzia non risponde o non corregge l'errore: impugnazioni e garanzie del contribuente
In assenza di risposta o in caso di rigetto:
- Se le somme vengono iscritte a ruolo, il contribuente riceve una cartella di pagamento impugnabile entro 60 giorni presso la Corte di Giustizia Tributaria.
- E' possibile anche l'impugnazione dell'avviso bonario se reca una pretesa immediata e è idoneo a causare un danno diretto.
- L'Amministrazione deve dimostrare di aver notificato correttamente gli atti contestati; in caso contrario, vi sono margini di annullamento o riduzione delle pretese.