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Cosa fare se Agenzia delle Entrate commette un errore. La procedura di segnalazione e come farlo correggere

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Qual è la procedura da seguire per segnalare un errore commesso dall'Agenzia delle Entrate, le tempistiche previste e cosa fare a seconda della risposta che si riceve
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Cosa fare se Agenzia delle Entrate commette un errore. La procedura di segnalazi

L'Agenzia delle Entrate svolge controlli sistematici su dichiarazioni e comunicazioni fiscali. In alcuni casi, possono insorgere errori che influenzano direttamente la posizione dei contribuenti.

Una corretta procedura di segnalazione di errori commessi dall'Agenzia delle entrate e proposte su come correggerli risulta essenziale per evitare conseguenze economiche ingiustificate o la riscossione coattiva di crediti contestati.

Le tipologie di errori: materiali, di diritto e informatici

Gli errori rilevabili negli atti dell'Agenzia che seguono i diversi controlli che effettua si dividono in tre macro-categorie:

  • Errori materiali: sviste di calcolo, dati trascritti incorrettamente, omissioni evidenti (es. pagamenti già eseguiti non considerati); si riconoscono facilmente e non coinvolgono valutazioni interpretative.
  • Errori di diritto: discendono da scorretta applicazione delle norme fiscali, ad esempio il diniego ingiustificato di una detrazione.
  • Errori informatici: anomalie sul software, duplicazioni o scambio di dati tra contribuenti, errori di sistema nel caricamento o trasmissione delle dichiarazioni.

Come individuare e riconoscere gli errori nelle comunicazioni ricevute

Il contribuente che riceve una comunicazione fiscale, come l'avviso bonario, per capire se sia presente un errore e segnaralo dovrebbe:

  • Verificare con attenzione tutti i dati riportati: importi richiesti, codici tributo, anni di riferimento, dati anagrafici.
  • Confrontare i valori indicati con le proprie ricevute di pagamento (modelli F24), dichiarazioni presentate ed eventuali documenti giustificativi.
  • Prestare attenzione ai messaggi di errore generati da sistemi informatici (ad esempio nella precompilata 730), che segnalano anomalie formali bloccanti. Un esempio è la mancata associazione dell'indirizzo email, che impedisce l'invio della dichiarazione.

La procedura per segnalare e correggere un errore all'Agenzia delle Entrate

Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, nel caso si riscontrino errori, è possibile chiedere chiarimenti entro 30 o 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

La richiesta può essere inoltrata dal contribuente, dal sostituto d'imposta o tramite intermediario, presentando al contempo l'apposita documentazione, che comprende:

  • Dati identificativi: codice fiscale e dati del contribuente.
  • Dettagli dell'avviso: estremi della comunicazione contestata.
  • Descrizione puntuale dell'errore riscontrato.
  • Documentazione di supporto: ad esempio, copia dei versamenti effettuati, dichiarazioni inviate, conteggi alternativi, ricevute.

Si possono segnalare eventuali errori delle Entrate anche tramite:

  • PEC: invio all'ufficio competente per garantire tracciabilità.
  • Servizio telematico CIVIS: accessibile con le credenziali Spid, Cie e Cns nell'area riservata del sito dell'Agenzia.
  • Sportello fisico: su appuntamento, per chi ha difficoltà con i canali digitali.

Per alcune segnalazioni tecniche, come l'errore ‘email non associata’ nel 730, l'aggiornamento dei dati direttamente dal profilo utente risolve il problema.

Cosa succede dopo la segnalazione: esito positivo, rettifica o rigetto

L'Agenzia valuta la segnalazione e la documentazione allegata. Se l'errore è riconosciuto:

  • Si procede ad annullamento o rettifica dell'avviso originario.
  • Viene emessa una nuova comunicazione e, se necessario, aggiornati gli importi dovuti con adeguamento delle sanzioni.
  • Talvolta viene archiviato il procedimento senza ulteriori richieste.

In caso di rigetto, il contribuente può agire in via giurisdizionale.

Cosa fare se l'Agenzia non risponde o non corregge l'errore: impugnazioni e garanzie del contribuente

In assenza di risposta o in caso di rigetto:

  • Se le somme vengono iscritte a ruolo, il contribuente riceve una cartella di pagamento impugnabile entro 60 giorni presso la Corte di Giustizia Tributaria.
  • E' possibile anche l'impugnazione dell'avviso bonario se reca una pretesa immediata e è idoneo a causare un danno diretto.
  • L'Amministrazione deve dimostrare di aver notificato correttamente gli atti contestati; in caso contrario, vi sono margini di annullamento o riduzione delle pretese.

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