Quando due persone anziane titolari di pensione non sono sposate ma vanno a convivere, nulla cambia per i trattamenti pensionistici percepiti. Ognuno dei due continua a percepire il proprio importo maturato, a prescindere dall’altro perché si tratta di una cifra che è risultata solo ed esclusivamente dalla carriera professionale, dai contributi versati e dal montante contributivo (cioè la somma di tutti i contributi effettivamente pagati nel corso della vita lavorativa) accumulato.
Cosa succede alle pensioni, ai bonus e alle indennità riconosciute a 2 persone anziane che vanno a convivere? Quando si è precettori di pensione, avere bonus o altre indennità dipende chiaramente dal valore Isee del proprio nucleo familiare.
Spesso ci si chiede cosa accade quando due persone anziane decidono di andare a convivere e percepiscono già le loro pensioni o altre agevolazioni o indennità. La situazione è, in realtà, semplice da spiegare. Cerchiamo di seguito di fare chiarezza in merito.
Quando due persone anziane titolari di pensione non sono sposate ma vanno a convivere, nulla cambia per i trattamenti pensionistici percepiti.
Ognuno dei due continua a percepire il proprio importo maturato, a prescindere dall’altro perché si tratta di una cifra che è risultata solo ed esclusivamente dalla carriera professionale, dai contributi versati e dal montante contributivo accumulato.
Ciò significa che chi ha lavorato una vita intera, facendo sacrifici e matura un determinato importo di pensione finale, lo mantiene per sempre, e non è certo la convivenza con un’altra persona che lo cambia.
Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, qualsiasi tipo di trattamento previdenziale non viene modificato dai redditi di altri conviventi.
Solo i redditi dell’eventuale coniuge possono incidere su alcuni trattamenti percepiti che non sono mai le pensioni ma altre prestazioni, come l’assegno sociale o l’integrazione al trattamento minimo.
Il convivente non limita, dunque, alcuna pensione percepita, anche perché quando una persona anziana decide di cambiare residenza, è anche possibile ognuno dei due crei un proprio nucleo familiare, per cui non rientrerebbero neanche nello stesso stato di famiglia.
Precisiamo che se le due persone anziane che vanno a convivere sottoscrivono un contratto di convivenza, non possono comunque beneficiare della pensione di reversibilità perché non è un istituto comunque equiparato al vincolo matrimoniale.
Anche bonus e indennità eventualmente percepite dalle due persone anziane non cambiano in caso di convivenza ma non dichiarata.
Ognuno dei due soggetti continua a percepire quanto già riconosciuto di diritto perché risulta ancora singola persona.
Se, però, la residenza viene fissata in comune, tale da creare un unico stato di famiglia, pur non cambiando gli importi delle pensioni spettanti ad entrambe gli anziani conviventi, il cumulo dei redditi modifica una serie di bonus, agevolazioni e indennità a cui si ha diritto a causa del cambiamento del valore Isee.
E’ chiaro che l'Isee di un singolo membro risulta decisamente minore di quello di un nucleo composto da due persone.
Per il calcolo del valore Isee vengono considerati tutti i redditi delle persone conviventi e rientranti nello stesso stato di famiglia, per cui con il cumulo delle pensioni, aumenterebbe il reddito e, di conseguenza, l’Isee.
E un suo aumento potrebbe implicare la riduzione fino anche alla perdita di bonus e indennità prima percepite, ovviamente solo se si superano determinate fasce reddituali di appartenenza.