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Imu e canone concordato: come pagare solo il 25% della tassa sulla casa affittata. Procedura, istruzioni, requisiti, calcolo

Quanto può costare meno l'Imu su case in affitto a canone concordato con la riduzione prevista dalla legge: cosa prevedono le regole in vigore
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Imu e canone concordato: come pagare solo il 25% della tassa sulla casa affittat

L’IMU, l’imposta municipale propria, rappresenta una voce di rilievo nella fiscalità immobiliare italiana, specialmente per chi possiede più di un’abitazione. Per molti proprietari che scelgono di mettere a reddito il proprio patrimonio tramite locazioni abitative, la normativa offre una possibilità concreta di alleggerire il peso dell’imposta.

La riduzione del pagamento IMU su case con affitto a canone concordato prevede, infatti, uno sconto del 25% sull’importo dovuto, a condizione che siano rispettati specifici criteri.

Cos’è il canone concordato e quali vantaggi fiscali comporta

I contratti di locazione a canone concordato prevedono un valore del canone fissato all’interno di una forbice minima e massima, stabilita da accordi tra le associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini a livello comunale o locale e sono caratterizzati da:

  • Durata: generalmente 3+2 anni, con possibilità di forme transitorie o per studenti universitari.
  • Finalità: promuovere una locazione più accessibile e sostenibile.

I principali vantaggi fiscali legati a questa tipologia contrattuale comprendono:

  • Riduzione del 25% dell’IMU: consente al proprietario di versare solo il 75% dell’imposta sul valore ordinario.
  • Imposta di registro ridotta: il dovuto si abbassa del 30% rispetto ai contratti a canone libero.
  • Cedolare secca agevolata: aliquota del 10% sui redditi da locazione nei casi previsti dalla normativa.
  • Maggiore stabilità contrattuale e accesso agevolato agli immobili per categorie fragili.

Dunque, come per gli affitti in cedolare secca, anche per quelli a canone concordato è previsto uno sconto del pagamento dell'Imu.

Chi può accedere alla riduzione IMU e requisiti indispensabili

L’agevolazione della riduzione pagamento IMU su case con affitto a canone concordato non è applicabile indistintamente a tutti gli immobili. Devono, infatti, essere rispettate alcune condizioni ben precise, come:

  • Destinazione dell’immobile: uso abitativo, esclusi fabbricati definiti “di lusso” (categorie catastali A/1, A/8, A/9).
  • Tipologia del contratto: stipulazione di un contratto secondo le regole del canone concordato, conforme agli accordi territoriali (3+2, transitorio, contratto studenti fuori sede).
  • Canone rispettoso della "forbice" locale: il prezzo di locazione deve rientrare nei valori fissati dagli accordi comunali tra il minimo e il massimo previsti. È comunque legittima la pattuizione di un canone inferiore ai valori minimi, come confermato dalla giurisprudenza recente della Corte di Cassazione.
  • Registrazione del contratto: obbligatoria presso l’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dalla stipula.
  • Attestazione di conformità: documento che certifica la corrispondenza del contratto agli accordi territoriali, rilasciato da una delle associazioni firmatarie (Confedilizia, Sunia, Uppi, ecc.).
Condizione oggettiva Dettaglio richiesto
Immobili a uso abitativo Escluse categorie A/1, A/8, A/9
Contratto "concordato" Modelli ufficiali, valori da accordi territoriali
Attestazione Obbligatoria nella maggior parte dei Comuni

Procedura e documentazione: come ottenere lo sconto IMU

Per usufruire della riduzione IMU, è necessario seguire una specifica procedura amministrativa che prevede i seguenti passaggi:

  • Redazione del contratto: utilizzare esclusivamente i modelli approvati dagli accordi territoriali locali.
  • Registrazione all’Agenzia delle Entrate: entro 30 giorni dalla stipula, obbligatoria per la validità fiscale e per poter richiedere le agevolazioni.
  • Attestazione di conformità: richiedere a un’associazione firmataria dell’accordo territoriale una certificazione che attesti la corrispondenza del contratto ai parametri comunali previsti.
  • Comunicazione al Comune: Se richiesto dai regolamenti locali, inoltrare agli uffici competenti documentazione attestante la tipologia contrattuale e la conformità. Dopo il D.L. 34/2019, l’obbligo è stato eliminato a livello nazionale, ma resta utile verificare sempre le eventuali richieste specifiche locali.

Come si calcola l’IMU su immobili locati a canone concordato

Il calcolo dell’Imu ridotta sugli immobili locali a canone concordato avviene nel seguente modo:

  • Determinare la base imponibile rivalutando del 5% la rendita catastale e moltiplicando il risultato per 160 (per abitazioni).
  • Applicare l’aliquota stabilita dal Comune: ogni amministrazione può variare la percentuale ordinaria tra valori minimi e massimi deliberati annualmente.
  • Calcolare l’imposta lorda: base imponibile x aliquota comunale.
  • Scontare il 25%: si applica la riduzione, pagando il 75% del totale risultante.

Di seguito un esempio numerico:

Fase Calcolo
Rendita catastale € 700
Rivalutazione del 5% € 700 x 1,05 = € 735
Moltiplicatore € 735 x 160 = € 117.600
Aliquota comunale (ad esempio 1%) € 117.600 x 1% = € 1.176
Importo IMU agevolato (ridotto) € 1.176 x 75% = € 882

Alcuni Comuni prevedono ulteriori detrazioni o aliquote agevolate aggiuntive per incentivare la locazione a prezzi calmierati. 

 

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