Requisiti per la disoccupazione con contratto part time

La disoccupazione fa parte della normativa sugli ammortizzatori sociali ed è una prestazione a sostegno del reddito concessa ai lavoratori che perdono reddito e posizione economica per licenziamento

Requisiti per la disoccupazione con contratto part time

Cos’è la disoccupazione?

La disoccupazione è la condizione di mancanza di un lavoro per una persona in età da lavoro che lo cerchi attivamente, sia perché ha perso il lavoro che svolgeva disoccupato in senso stretto, sia perché è in cerca della prima occupazione, ovvero inoccupato.

Chi ha la disavventura di imbattersi, non per colpe ascrivibili a proprie responsabilità, nella perdita del posto di lavoro è costretto, purtroppo, a dimenarsi in un mercato che non offre molti spunti in questa delicata fase di crisi che non sembra voler allentare la sua morsa. Una piccola panacea per questo male è rappresentato dalla possibilità di usufruire, per un breve periodo di tempo, di un sussidio che dovrebbe aiutare il lavoratore a sostenersi nel periodo di disoccupazione.

C’è bisogno di specifici requisiti per fare domanda all’Inps ed ottenere la disoccupazione, anche per i lavoratori che sono inquadrati da un contratto part time. Bisogna esibire una serie di requisiti per avere accesso e compiere alcune operazioni preliminari per presentare la domanda.

Che cos'è la disoccupazione e quando spetta?

Per prima cosa è giusto spiegare per bene che cos’è la disoccupazione e quanto spetta al lavoratore nel momento in cui si interrompe un rapporto di lavoro e c’è la possibilità di usufruire di questo ammortizzatore sociale. Il sussidio di disoccupazione, dunque, spetta a quei lavoratori che hanno perso l’occupazione a causa di ragioni ben precise, ovvero:

  • dopo un licenziamento;
  • a causa della scadenza del contratto;
  • a causa di una sospensione seguita a una drastica riduzione della quantità di lavoro.

La disoccupazione che spetta ai lavoratori che rimangono senza occupazione viene finanziata grazie a una quota che giunge dal contributo che viene versato dal datore di lavoro nelle casse dell’Inps.

Requisiti disoccupazione con contratto part time

Esistono dei requisiti appositi anche per i lavoratori che restano disoccupati e che erano inquadrati con un contratto part time. Anche in questo caso, infatti, si può vantare il diritto alla nuova indennità di disoccupazione. In particolare, per ottenere la disoccupazione, questi sono i requisiti minimi da possedere:

  • almeno tredici settimane di contributi nei 4 anni precedenti.
  • Part time e Naspi: trenta giornate lavorate nell’anno;
  • almeno trenta giornate lavorate nell’anno in corso.

Per aver diritto alla Naspi non si deve considerare un numero minimo di ore lavorative: le trenta giornate nell’anno sono comunque valide ai fini della disoccupazione, anche se le ore di lavoro in ciascuna giornata sono meno di otto. L’unica eccezione in cui vanno considerate le ore lavorate si applica nei confronti dei lavoratori domestici. Per loro, poiché non è possibile verificare il requisito delle trenta giornate nell’anno, devono essere presenti cinque settimane di lavoro. Dato che, per tale categoria, è considerata lavorata una settimana se risultano accreditate almeno ventiquattro ore, per stabilire il numero di settimane lavorate bisogna dividere le ore lavorate nel mese per ventiquattro.

Le ore di lavoro, in via generale, non rilevano nemmeno per il requisito delle tredici settimane di contributi possedute nei quattro anni precedenti. Tuttavia, se la percentuale di part time è molto bassa, può accadere che i contributi versati non coprano i minimali stabiliti: in questo caso, non sono accreditate tutte le settimane lavorate, ma sono ridotte proporzionalmente, in modo che risulti coperto il minimale settimanale. Perché sia accreditata un’intera settimana di contributi, la retribuzione imponibile settimanale del lavoratore deve superare i 200,74 euro; in caso contrario, i contributi sono ridotti proporzionalmente sino a coprire l’ammontare minimo: figura, cioè, un numero di settimane più basso, ma con un imponibile che supera il minimale. Così, anche se il dipendente part time lavora tutto l’anno, risulteranno accreditate meno di cinquantadue settimane.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il