Revisione caschi moto obbligatoria dal 1 Giugno. La verità

Le nuove regole sulla revisione obbligatoria del casco moto porterebbero dunque la firma dell'Unione europea ed entrerebbero ufficialmente in vigore tra meno di due mesi.

Revisione caschi moto obbligatoria dal 1

Come funziona la revisione casco moto


Non solo l'omologazione prima della messa in vendita, ma anche la revisione periodica. Sarebbero le nuove regole sui caschi stabilite dall'Unione europea. Pensate per garantire una maggiore sicurezza ai motociclisti, rappresenterebbero una di quelle novità che porta al ripensamento dell'organizzazione del comparto. Per le aziende non allineate con le norme sulla revisione dei caschi sarebbero infatti previste multe salate, al pari di quelle applicate nel caso di mancata omologazione e mentre i centauri andrebbero incontro alle medesime sanzioni previste per mancato utilizzo del casco.

Cerchiamo allora di saperne di più specificando quando entrerebbero in vigore le nuove regole sulla revisione obbligatoria del casco moto e come funzionerebbe.

Come funziona la revisione casco moto

Le nuove regole sulla revisione obbligatoria del casco moto porterebbero dunque la firma dell'Unione europea ed entrerebbero ufficialmente in vigore tra meno di due mesi, esattamente dal primo giugno 2019. Prevederebbero che ogni sei anni, in parallelo alle consueta procedura di revisione, dovranno essere esaminati dalla Motorizzazione Civile anche i caschi.

In fin dei conti stiamo parlando un prodotto soggetto a usura in alcune delle sue componenti, come il cinturino o il dispositivo di chiusura, a cancellazioni, come la data di produzione impressa sulla faccia interna del guscio, e a malfunzionamenti, come l'integrità della calotta e il funzionamento della visiera. E senza un adeguato controllo, si finirebbe per trascurare i piccoli difetti che possono rivelarsi decisivi in caso di incidente.

Tutta la verità

Quello che può apparire un ennesimo onere a carico dei motociclisti sarebbe in realtà una procedura utile e preziosa e tra l'altro poco impegnativa perché avverrebbe in contemporanea con la revisione della moto. Di conseguenza gli sforzi sarebbero ridotti al minimo. A meno che il casco non superi la revisione e in questo caso occorrerebbe prendere le necessarie contromisure, come acquistarne uno nuovo.

Solo in caso di accensione del semaforo verde da parte dei tecnici, la Motorizzazione Civile applicherebbe nella parte interna del caso un adesivo che accerta la conformità ovvero il possibile utilizzo per altri due anni. Scaduto questo termine, non potrebbe essere più utilizzato, anche se rimarrebbe nella disponibilità del proprietario.

Ma perché tutte queste incertezze e tutti questi condizionali? Perché si tratta di un pesce d'aprile organizzato dal portale motociclismo.it che, a quanto pare, avrebbe messo in allarme migliaia di centauri italiani, che adesso possono finalmente abbandonarsi a una risata liberatoria.